«Non riesco più a camminare:
da 2 settimane giriamo gli ospedali,
un calvario fare la risonanza»

SANITA’ – Isabella Papiri, 55 anni, e il figlio 22enne denunciano le vicissitudini vissute dal 25 agosto. «Dovevo fare una visita ortopedica a Civitanova ma dopo ore di attesa ci hanno detto che era cambiato il turno e c’erano le visite private. Intanto continuo a soffrire e la risonanza è fissata il 17 settembre»
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Isabella Papiri mostra il foglio del primo ingresso al pronto soccorso

 

di Federica Nardi

«Mia madre ha un dolore fortissimo, non riesce più a usare la gamba e a piegare le dita del piede, ma dopo corse al pronto soccorso e la difficoltà per prenotare una risonanza sono passate due settimane e lei continua a soffrire e prendere antidolorifici». Andrea De Angelis, 22 anni, racconta il calvario che sta vivendo la madre, Isabella Papiri, 55 anni, badante originaria di San Ginesio, che dal 25 agosto ha iniziato a soffrire per un dolore alla gamba che è via via peggiorato. Madre e figlio vivono a Sant’Elpidio e da quel 25 agosto hanno iniziato a girare per gli ospedali. La 55enne in passato aveva avuto un incidente stradale e da allora fa visite periodiche. Per questa ragione aveva l’impegnativa del medico per fare una risonanza magnetica. Nel frattempo però è comparso il dolore alla gamba. «Il dolore era così forte che mia madre ha perso sensibilità e non riusciva quasi a camminare – racconta il figlio –. Il dolore peggiorava quindi siamo andati al Pronto soccorso di Civitanova. Il medico le ha fatto un’iniezione e poi ci ha rimandato a casa». Fatta questa visita però il problema è diventato quello di prenotare una risonanza magnetica. L’impegnativa, di lì a 10 giorni, la 55enne l’aveva già e ha chiamato «il numero verde del Cup – spiega la 55enne -. Mi hanno risposto dicendo che non era possibile prenotare e che dovevo andare agli sportelli degli ospedali».

Così «Allora siamo andati all’ospedale di Macerata, dove invece ci hanno detto che era il Cup che doveva occuparsene. Eravamo esasperati, siamo andati all’ospedale di Fermo, dove ci è stato detto che la prima risonanza disponibile è per il 17 settembre e abbiamo fissato l’appuntamento per quella data». Nel frattempo però «il dolore di mia mamma peggiorava – prosegue De Angelis -, per cui siamo andati dal suo medico curante che ci ha consigliato di andare immediatamente al pronto soccorso, temeva una lacerazione del tendine. Ci ha fatto una ricetta che ha contrassegnato come urgente prescrivendo una visita neurologica o una risonanza magnetica. Ci ha anche consigliato il ricovero». Con quella ricetta sono tornati all’ospedale di Civitanova e lì, nonostante l’urgenza «l’attesa è stata di sette ore prima che ci ricevessero, all’una di notte passata – racconta il giovane -. Il medico ha detto che il ricovero non era possibile. Così come non era possibile fare la risonanza magnetica perché non avevano la strumentazione. Le ha fatto un’iniezione di Contramal e le ha prescritto una visita per la mattina dopo, alle 11 dall’ortopedico, sempre a Civitanova». Visita che però alla fine non c’è stata: «Siamo arrivati puntuali alle 11 e abbiamo iniziato ad aspettare – racconta la signora Papiri –. Le ore passavano e quando chiedevo quando fosse il nostro turno mi sentivo rispondere che noi arrivati dal pronto soccorso dovevamo aspettare. Alla fine ho atteso fino alle 16, a quel punto ci hanno detto che c’era stato il cambio turno e che ora c’erano le visite private e che dovevamo andare da un’altra parte. Alla fine, capito che non mi avrebbero visitata, ce ne siamo andati». E adesso? «Non riesco più a camminare. Domani torno dal mio medico. Poi devo aspettare fino al 17 settembre, ma da qui a quel giorno ancora c’è parecchio tempo e io continuo a soffrire. Prima la mia dottoressa mi aveva prescritto degli antidolorifici, siccome non mi facevano niente siamo passati al cortisone ma anche quello non ha dato risultati».



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