Lo Stato Sociale strega Recanati
Piazza Leopardi è sold out (Foto)
LUNARIA - Il concerto della band bolognese ha chiuso il festival, i cinque "ragaz" hanno fatto ballare e cantare il pubblico. Lodovico Guenzi, uno dei fondatori: «A Sanremo si divertivano tutti anche le persone più “impomatate”, tranne due: Matteo Salvini e la sua compagna, seduta dietro di lui, perché la donna di un uomo di potere deve sempre stare un passo indietro»
«Grazie siete una meraviglia, qualcosa è cambiato, quando vieni da una band dura e pura nell’indipendente è strano scoprire che fai Sanremo e succedono delle cose. E’ la bellezza della vita che sa sorprenderti». Sono le parole di “Lodo”, Lodovico Guenzi tra i fondatori della band Lo Stato sociale, in apertura della grande festa finale di Lunaria la rassegna estiva di Musicultura organizzata con il Comune di Recanati che ha superato tutte le attese e le aspettative dei giorni scorsi registrando la partecipazione di un grande pubblico composto da tanti giovani e da tante famiglie. Una meravigliosa distesa di persone unite dalla voglia di stare insieme e di divertisti con i cinque “ragaz” di Bologna, unici, nel trattare i temi importanti della quotidianità e le emozioni della vita con semplicità e spensieratezza arrivando dritto al cuore di tutte le età.
L’attesa serata si è aperta con il brano “Mi sono rotto il ca..o” con Lodo che ha incitato il pubblico a saltare e a seguirlo sulle note della canzone, tra le più amate del gruppo. La folla entusiasta esplode in balli e canti a squarciagola nelle canzoni: “Buona Sfortuna”, “Socialismo Tropicale”, ritrovandosi nei testi quotidiani, semplici e veri, accogliendo l’invito della band ad un grande abbraccio condiviso con i propri vicini, sulle note di “La musica non è una cosa seria”, che parla proprio dello stare bene insieme. «A Sanremo si divertivano tutti anche le persone più “impomatate” tranne due, le uniche rimaste sedute in teatro, me le ricorderò per tutta la vita, – attacca Lodo tra l’esaltazione della piazza – gli unici due a non divertirsi erano Matteo Salvini e la sua compagna, seduta dietro di lui, perché la donna di un uomo di potere deve sempre stare un passo indietro. Allora lì ho capito che se passi la tua vita a decidere chi non deve entrare a casa tua, finisci per perderti le feste migliori». E via con “In due è amore, in tre è una festa”, “Sono così indie”, “Facile”, e “Amarsi male” il brano scritto dallo Stato Sociale proprio a Recanati nel 2011. «Quando ancora nessuno ne aveva mezza di sorbirsi questi verbosissimi logorroici politicizzati di Bologna, non facevano altro che chiamarci a suonare nei pub della provincia di Macerata- ha raccontato Lodo – Abbiamo suonato quattro volte a Recanati a Sarnano a Potenza Picena, a Macerata e anche a San Severino, questo per dire che se voi all’epoca non aveste provato ad ascoltarci noi non avremmo continuato e non saremmo mai arrivati qui e ripensando a sei anni fa, tutto quello che è successo dopo è stato molto meglio di un’ipotesi», intonando le note di “Eri più bella come ipotesi”.
Tra i momenti di maggiore esaltazione e condivisione il tuffo di Lodo in mezzo al pubblico e il grande coro innalzato per cinque minuti sulle parole “Bruciare sempre, spegnersi mai” , un ideale di vita, un motto per continuare ad andare avanti e rischiare sempre. Non sono mancati i momenti più intimi, con l’alternanza delle voci di Lodo e Carota con i brani “Fare mattina” e “Niente di speciale” che hanno fatto emozionare i presenti, intenti ad immortalare l’attimo con una foto e a ricreare un’atmosfera romantica con le luci dei telefoni. Nel brano “Abbiamo vinto la guerra” Lo Stato Sociale ha reso omaggio a Federico Aldrovandi, componendo una grande scritta in polistirolo sul palcoscenico che recitava “Aldro vive”. «Per fare in modo che non succeda mai più e per ricordare che chi sbaglia deve pagare». Il brano “Io, te e Carlo Max” e l’invito ad un grande urlo collettivo a tutti coloro che almeno una volta nella vita hanno pensato che nessuno deve dire loro cosa devono fare, hanno fatto da preludio alla canzone che li ha resi celebri a Sanremo “Una vita in vacanza” con la quale hanno chiuso la memorabile festa nel tripudio del pubblico di Recanati. Un grande, trionfante e degno finale per una leggendaria Rassegna 2018 di Lunaria che ha visto con un successo strepitoso e senza precedenti alternarsi sul bollente palcoscenico del Festival insieme allo Stato Sociale: Graham Nash, Ron, Le Vibrazioni e Loredana Bertè. «Una vita in vacanza, piazza Leopardi stracolma per lo Stato Sociale – ha commentato il sindaco Francesco Fiordomo – Grazie a tutti coloro che hanno condiviso con me queste meravigliose nove edizioni di Lunaria vissute da sindaco e aiuto organizzazione. Musicultura e Lunaria sono una ricchezza straordinaria per Recanati e le Marche».
(foto di Marco Ippoliti)
























..che ‘indipendenti’ questi ‘marxiani’, modesti, di alta cultura e, probabilmente, compagni (di merende..!?..), del regista di Macerata, anche lui artista a 360 gradi, o quasi!! Giuseppe.