Macerata capoluogo della droga?
Forse sì e non è un brutto sogno
LA DOMENICA DEL VILLAGGIO - Il drammatico dato delle morti per overdose, quintuplicato nel nostro territorio rispetto alla media nazionale

di Giancarlo Liuti
Dalle indagini è quasi certo che la morte di Tamara Giorgetti – ventott’anni, maceratese – sia dovuta a un’overdose di eroina. Diverse, ma fino a un certo punto, furono le cause della fine – lo scorso gennaio, a Macerata – della diciottenne Pamela Mastropietro, uccisa dal nigeriano Innocent Oseghale. E atroce fu lo scempio del suo cadavere, fatto a pezzi, ficcato in due trolley e come in un barbaro funerale portato fuori città, nella campagna di Casette Verdini. A Pamela, quindi, va aggiunta Tamara, il cui destino pure è stato “cinico e baro” come quello della 18enne romana e come un tempo usava dire Giuseppe Saragat per le disgrazie che ci piovono dal cielo.
I dati su scala nazionale dimostrano qualcosa d’impressionante e quasi d’ incredibile, ossia che nelle Marche e in particolare nel Maceratese i primi mesi di quest’anno hanno registrato casi di morte per overdose superiori di ben cinque volte alla media nazionale. Non è allucinante? E per quale ragione la nostra terra, per secoli ritenuta sin troppo quieta, sarebbe finita nelle grinfie delle droghe, dello spaccio di droghe e perfino delle morti per droghe? Intellettuali di vaglia come l’avvocato Giuseppe Bommarito, il cui figlio Nicola morì diversi anni fa, per overdose di eroina, conducono da tempo un’appassionata campagna di stampa allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e renderla consapevole di un fenomeno così preoccupante. Fra l’altro Bommarito presiede l’associazione “Con Nicola oltre il deserto dell’indifferenza” che conta duecento iscritti ed è presente anche nelle scuole con interventi sul disagio giovanile dei nostri tempi.
Allarmante è soprattutto l’espressione “il deserto dell’indifferenza”, che sembra porre in risalto la necessità di un maggiore impegno delle istituzioni pubbliche e dei loro esponenti in una questione d’ampio raggio che sta diventando drammatica e non di rado perfino tragica. E qual’ è, per il poco che conta, la mia sensazione? Non dico che non si faccia nulla, intendiamoci. Ma che si faccia troppo poco, quasi ignorando che da noi il problema della diffusione di droghe sta crescendo in quantità, sta peggiorando in qualità e ogni giorno di più sta conquistando spazio fra i nostri giovani. verso i quali dovremmo essere enormemente più attenti di quanto siamo per i disagi del traffico, l’insufficienza dei parcheggi e la scarsa pulizia delle strade. Le famiglie? Sì, c’entrano pure loro. La scuola? Sì, c’entra pure la scuola. Ma attenzione: la droga è un demonio il cui infernale proposito consiste nel distruggere noi e la società nella quale non senza fatica ci sforziamo di campare. Esagero nel pessimismo? Può darsi e ne chiedo perdono. Ma se penso a Pamela e a Tamara mi s’inumidiscono gli occhi di lacrime amare.
La tragedia di Tamara e le morti per overdose: il triste primato della nostra provincia
Io penso di si’.
Grazie di cuore, Giancarlo, per le tue parole e per l’aiuto che dai con questo tuo articolo a tutte le iniziative volte a far comprendere alle istituzioni e alla società civile l’enorme gravità del fenomeno droga, in tutte le sue declinazioni.
L’impegno delle istituzioni pubbliche c’è ed è quello, repressivo, delle forze dell’ordine. E’ chiaro che l’effetto di questo impegno non si percepisce dopo qualche settimana (a parte le scritte sui muri di chi si sente privato della droga), occorrono mesi. Bisogna avere la pazienza di aspettare.
Non è da ora che queato fenomeno diabolico si presenta nella nostra provincia.
Io penso che ci voglia uno sforzo comune, istituzioni, scuola famiglia.
Non è razzismo ci sono ìtroppi nigeriani che ora si permettono anche di rubarti i documenti per poi ricattarti-
Certi reati non è più possibile tollerarli perchè minano irreparabilmente la società alla base.
Occorrono processi per direttissima, pene certe e senza lungaggini di appelli e nè attenuanti.
I nostri cari legislatori ed i giudici si mettano una mano sulla coscianza, altrimenti tocca augurare che quello che stà succedendo succeda anche ai loro figli e nipoti-
Un grande ringraziamento per quello che stanno facendo a tutte le forze dell’ordine