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Whirlpool, alla vigilia della svolta
ecco una rassegna che racconta
volti e luoghi dei protagonisti

IN VISTA dell’appuntamento di domani al Mise, per fare il punto sul piano industriale 2015-2018 e gettare le basi per i programmi futuri con i sindacati, l'azienda si dice serena e con “#Placesthatmatter” racconta le storie di chi ci lavora e delle comunità che ospitano i propri siti in Europa, Medio Oriente e Africa
mercoledì 16 maggio 2018 - Ore 16:48 - caricamento letture
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Alcune delle foto (sopra e sotto) della rassegna “#Placesthatmatter”

di Maria Nerina Galiè

Per i dirigenti Whirlpool, Comunanza è un “luogo che conta” e, in vista dell’appuntamento di domani 17 maggio al Mise, per fare il punto sul piano industriale 2015-2018 e gettare le basi per i programmi futuri con le rappresentanze sindacali, fanno sapere: “Noi siamo sereni”. Si chiama “#Placesthatmatter”, l’opera fotogiornalistica realizzata per la prima volta da Whirlpool Emea per raccontare i 14 siti industriali dislocati in Europa, Medio Oriente e Africa, attraverso le storie di chi ci lavora ogni giorno e delle comunità che li ospitano. Il progetto, presentato ad Eurocucine 2018, vuole «dare un volto e una voce alle tantissime persone che ogni giorno contribuiscono alla creazione dei nostri prodotti», spiega Alessandro Magnoni, direttore comunicazione e rapporti governativi della Whirlpool Emea. Quasi 400 foto, video e oltre 100 dipendenti intervistati dove il sito produttivo di Comunanza entra a «pieno titolo», precisa Magnoni.

«Uno di noi, da bambino, lavorava il campo su cui è stato costruito lo stabilimento – si legge nella sezione riguardante il plant piceno – e molti hanno visto posare la prima pietra.  Nel 1975 producevamo 50 lavatrici al giorno. Oggi circa 4.000, e sono prodotti di alta tecnologia e alta gamma. A Comunanza si è sempre fatto “il nuovo” e poi lo si è esportato, si sono costruite le competenze e i risultati raggiunti sono stati modello per altri. Sapevamo di avere una storia importante alle spalle, un po’ come i Monti Sibillini che dominano le nostre vallate. Sapevamo di essere strategici per la nostra regione, le Marche. E sapevamo che avremmo potuto imparare un’altra lingua, l’inglese, e un altro stile di gestione, meno dall’alto e più condiviso. Da internazionali siamo diventati globali, ma quando un visitatore entra nel nostro stabilimento riconosce ancora oggi, a distanza di anni, la razionalità del processo produttivo. Tutto chiaro, fluido, intuitivo. È un marchio di fabbrica. Ed è il disegno migliore per aprirsi a nuove strade».

Oltre al direttore Magnoni, alla rassegna hanno collaborato il fotografo Alessandro Imbriaco e la giornalista e scrittrice Laura Leonelli. «L’esposizione è stata concepita itinerante – riferisce ancora il responsabile della comunicazione – e la prossima occasione in Italia per visitarla sarà “Milano Photo Week”, a Palazzo Reale dal 4 al 17 giugno. In seguito verrà esportata nei territori protagonisti dell’iniziativa, ulteriore occasione di coinvolgimento e condivisione con gli stakeholder e le comunità locali».

Grande considerazione dunque per lo stabilimento di Comunanza, come per gli altri insediamenti italiani, lontana da presagi di riduzione o delocalizzazione e foriera di buoni auspici per il futuro, in merito al quale domani al Ministero per lo sviluppo economico le rappresentanze sindacali di tutta Italia chiederanno lumi ai vertici della multinazionale. La posizione dell’azienda si conoscerà dopo l’incontro, al quale parteciperanno, per la Whirlpool Davide Castiglioni (amministratore delegato per l’Italia e vice presidente operazioni industriali Emea), Carmine Trerotola (direttore relazioni industriali), Giovanni Buonajuto (direttore risorse umane) e Alessandro Magnoni. «Siamo in Italia – dice quest’ultimo – e ci vogliamo rimanere. Con tutti i problemi che affrontiamo quotidianamente, come tutte le aziende, fino ad ora abbiamo rispettato gli impegni presi tre anni fa (con il piano industriale discusso a Roma ad aprile 2015 e sancito il 24 luglio dello stesso anno, ndr). Dei 517 milioni di euro di investimento, ne abbiamo spesi 400 sul territorio nazionale e siamo ancora a maggio. Comunanza rientra in un panorama internazionale con asset da distribuire secondo precise scale di investimento e valori diversi. Quello che posso anticipare però, al riguardo e al momento, è che siamo sereni».

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