Picasso, Dalì e gli altri:
i giganti dell’arte a Macerata
UNA MOSTRA unica nelle Marche apre i battenti sabato nel Laboratorio 41 di via Maffeo Pantaleoni. "Collezionismo amorale" porta i capolavori dei grandi maestri in città, sotto la curatela di David Miliozzi. Ingresso solo su invito o contattando la galleria

Il Laboratorio 41
Picasso, Dalì, Mirò, Chagall al Laboratorio 41. Dietro il portone di via Maffeo Pantaleoni 41, poco sotto la curva che scende dallo Sferisterio, inaugurerà sabato una mostra unica nelle Marche. L’accesso sarà a invito, il tema: “Collezionismo amorale”.

David Miliozzi
Un tentativo forte e spettacolare di riflettere, attraverso due generazioni di protagonisti assoluti della storia dell’arte, sul collezionismo, amorale perché sopra qualsiasi fenomenologia morale del tempo. A curare la mostra, voluta fortemente dal gallerista Alessandro Leanza, il critico d’arte David Miliozzi. «È tempo di rimettere al centro del discorso artistico la figura del fruitore e collezionista che da sempre, basti pensare ai committenti del Rinascimento, ha un’enorme responsabilità nella costruzione della storia dell’arte – spiega Miliozzi -. Con Alessandro Leanza, gallerista di Lab41 abbiamo voluto farlo in grande, creando un’opportunità unica: vedere dal vivo lavori dei maestri Picasso e Dalì (giusto per citarne due) per confrontarli con gli allora allievi Pignotti, Accardi e altri, che a loro volta il tempo ha reso maestri. Chi sono gli allievi di oggi destinati a diventare i maestri di domani? Esponiamo opere di qualità enorme, internazionali, vogliamo metterle a disposizione dei collezionisti del presente e del futuro, collezionisti necessariamente amorali. Da sempre sono i collezionisti più coraggiosi che, investendo passione e denaro, consacrano l’artista rendendo l’opera eterna».
Per visitare la mostra, in mancanza di invito, si può contattare la galleria per prenotare la visita. L’esposizione resterà aperta fino al 3 giugno.
Amorale? Perché?
Perché è più facile che un camion con rimorchio entri nella cruna di un ago che un povero cristo entri li dentro. Almeno che non sia Cristo vero che scaccia tutti i mercanti dal tempio, si frega le opere d’arte e me le regala che poi a piazzarle ce ne sono di amorali pronti.
Perché gran parte dei maceratesi impazzirà di sicuro per il dolore d’essere privata della gioia di contemplare dei Picasso, dei Dalì in carne ed ossa. Per non parlare dei Pignotti e degli Accardi poi… son sofferenze disumane…