L’accoglienza divide il Consiglio,
doppia bocciatura per l’opposizione

MACERATA - Lunga discussione sulla mozione di Sacchi per chiudere i progetti Sprar. Il sindaco: «Non avete capito che se li fermiamo arriveranno centinaia di immigrati con i Cas». No della maggioranza anche per l'ordine del giorno che chiedeva al Comune di costituirsi parte civile nel processo per il delitto di Pamela perché la giunta ha già preso l'impegno
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di Federica Nardi

(foto di Fabio Falcioni)

Tra Alessia Scoccianti (Pd) che vorrebbe «coinvolgere più comuni nei progetti di accoglienza Sprar» e Deborah Pantana (FI) che invece non vuole «più accogliere questa gente che delinque» c’è tutta la discussione del Consiglio comunale di oggi pomeriggio. Dopo uno stallo di qualche minuto per l’uscita dall’aula della minoranza sulla variante urbanistica (poi approvata) per un lotto alla Pieve a cui «manca il parere dell’ufficio tecnico comunale», protesta Andrea Boccia del M5s, l’opposizione è rientrata per garantire il numero legale. In discussione due proposte presentate da Sacchi che hanno fatto tornare il dibattito sui casi dell’omicidio di Pamela Mastropietro e del raid razzista di Luca Traini (che va a processo domani). La mozione che chiedeva di bloccare i progetti Sprar (l’accoglienza comunale, mentre i cas sono progetti ministeriali, ndr), in particolare, ha tenuto i consiglieri in dibattito fino a tardi. Nel pubblico diversi esponenti di Casapound, che hanno assistito ai lavori.

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Riccardo Sacchi

L’ordine del giorno di Sacchi di far costituire il Comune parte civile nel futuro processo per il delitto Mastropietro è stata bocciata, perché superata dalla delibera di giunta che ha già impegnato il Comune a nominare un legale (anche nel processo di Traini). Ma ha riaperto la spaccatura che, seppur con toni più pacati rispetto al solito, agita il Consiglio ormai da tre mesi. Da un lato l’opposizione addebita all’amministrazione se non la colpa diretta, comunque la responsabilità del clima in cui si è consumata la morte di Pamela e la sparatoria, tre giorni dopo, di Traini. «Applaudite il questore per cose che noi chiediamo da un anno e mezzo», dice Sacchi. Maurizio Mosca di Città viva al sindaco Romano Carancini «se fossi andato dal prefetto due mesi prima della morte di Pamela magari sarebbe andata diversamente. Aver avallato quello che succedeva a me non farebbe dormire la notte».

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Al centro Romano Carancini

Dall’altro l’amministrazione, sindaco in primis, rimanda al mittente le accuse e rigira la mozione di Sacchi. «Voi evidentemente non conoscete la clausola di salvaguardia – dice Carancini -, se chiudessimo i progetti Sprar, che adesso a Macerata ospitano 139 persone, dovremmo accoglierne per legge centinaia e centinaia di immigrati dei progetti Cas. La destra vuole questo con questa mozione: portare qui centinaia di persone». Carancini ha anche parlato dei progetti di integrazione con «l’Ircr e l’associazione Nuovi Amici». Per Andrea Marchiori (FI) il problema degli Sprar è che «nel Gus, a cui gli Sprar sono appaltati, ci sono 16 dipendenti stipendiati che dovrebbero controllare gli ospiti. Ma non hanno controllato adeguatamente il funzionamento del sistema. Innocent Oseghale (accusato dell’omicidio di Pamela, ndr) nelle relazioni del Gus risulta che non frequentasse i corsi e non fosse interessato al progetto. Ed era comunque rimasto, l’ente aveva percepito i proventi ed era stato allontanato solo quando era stato arrestato per spaccio. C’è anche poco controllo sulla gestione delle provvidenze – conclude Marchiori -, molti soldi vengono gestiti in contanti». Paolo Manzi (Pd) è stato uno degli ultimi a prendere la parola. «Da oltre tre mesi i toni del dibattito dovrebbero indurci tutti a un esame di coscienza – ha detto il consigliere -. La sicurezza e la legalità non vanno contrapposte all’accoglienza». La mozione è stata bocciata con 14 no della maggioranza e 7 sì dell’opposizione.

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Maurizio Mosca

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Mario Iesari e Stefania Monteverde

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Da sinistra Gabriele Mincio, Paolo Renna e Omar Cherqaoui

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