La commedia dell’arte
chiude Teatro & Sapori
CORRIDONIA - Applausi per “L’inganno in maschera” diretto da Francesco Facciolli
Anche l’edizione 2018 della Rassegna Teatro & Sapori va in archivio. Il sipario del Lanzi di Corridonia si è chiuso dopo cinque serate di spettacoli all’insegna della comicità e del buonumore, ai quali ha assistito sempre un folto pubblico. Ha iniziato «La Fabbrica dei Sogni» di Tolentino che ha presentato Grisù, Giuseppe e Maria di Giovanni Clementi, seguita dal Gruppo Amici dell’Arte di Offida che ha messo in scena Sganarello medico per forza e per amore, tratto da Molière. Il teatro inglese, con la sua raffinata comicità, ci ha divertito con Toccata e fuga, deliziosa commedia di Derek Benfield, proposta dalla compagnia Gli Amici del Teatro di Loro Piceno. Pino Cipriani, prolifico autore maceratese, ha diretto la Compagnia Palcoscenico in Gennaro e la…coscienza.
A conclusione della riuscita kermesse, il Cot di Corridonia ha allestito L’inganno in maschera, un divertente e colorato spettacolo di commedia dell’arte, scritto a quattro mani da Riccardo Nocelli e Francesco Facciolli, che ne ha curato anche la regia. Il sottotitolo dell’opera ce ne svela il contenuto: le prodezze dei servi e i sospiri degli innamorati trionfano sulle malizie dei padroni gabbati. In effetti, i numerosi personaggi danno vita ad una fitta rete di intrecci amorosi e di subdole manovre, creando situazioni al limite del paradosso, con gags divertenti che coinvolgono il pubblico fin dalle prime battute.
La trama del testo è al tempo stesso semplice e complessa, nel solco della tradizione della commedia dell’arte, un genere molto congeniale ai due autori. Il finale mette tutti d’accordo e gli amori contrastati finiscono per trionfare sulle avversità. Gli interpreti della commedia sono tutti allievi del V corso di recitazione organizzato dal COT, ma lo spettacolo messo in scena da Francesco Facciolli non ha affatto le caratteristiche proprie del classico saggio di fine anno. Anzi, ha i numeri giusti per diventare un vero e proprio «spettacolo di giro». Dopo un lungo tirocinio di studio, messi alla frusta dall’inflessibile m° Facciolli, ciascun interprete ha espresso il meglio di sé, dimostrando di aver appreso i «fondamentali» della recitazione e di saper utilizzare con sicurezza i molteplici strumenti del difficile mestiere dell’attore.
Certo non si finisce mai di imparare poiché ogni lavoro presenta nuove difficoltà. Il prossimo anno questi «ragazzi» affronteranno testi più ardui e impegnativi, dopodiché saranno pronti per spiccare il volo. La messinscena è stata curata in ogni dettaglio, dalla scenografia realizzata da Matteo Magi, ai costumi creati nel laboratorio Ri.Cre.A., dalle luci alle musiche scelte dallo stesso Facciolli, alle originalissime maschere del Cot, che hanno aggiunto un’ulteriore difficoltà per gli attori che debbono indossarle. Impossibile citare tutti i componenti del nutrito cast, tra i quali abbiamo applaudito qualche «veterano» che, dopo anni di militanza teatrale, ha avuto l’umiltà di indossare i panni dell’allievo e di intraprendere un lungo percorso formativo.
È giusto accumularli in un bravo collettivo perché ciascuno ha dato il suo fondamentale contributo alla riuscita della convincente performance. Prima di chiudere questo «pezzo», vorrei spendere due parole a favore di Scilla Sticchi. La ricordiamo interprete di sontuosi ruoli in lavori che hanno segnato la storia nazionale del teatro amatoriale, come quello della simpatica longobarda Pizzocca de Il diavolo con le zinne, tanto per citarne uno. Da anni segue con grande passione e competenza gli allievi dei numerosi corsi organizzati dal Cot, dai più piccoli agli adulti, sempre prodiga di consigli e affetto per tutti. Impagabile è il suo contributo nell’organizzazione e nella realizzazione di stupendi costumi originali, confezionati con grande fantasia, in economia e nello spirito del più puro riciclo di materiali poveri. Anche questo è un modo di fare «buon teatro». Brava Scilla. La Rassegna, cui hanno aderito alcuni produttori del territorio, appartiene ormai alla storia. Gli organizzatori sono più che soddisfatti per il lusinghiero successo di pubblico, ma non possono adagiarsi sugli allori poiché l’attività del Cot continua a pieno regime con i corsi ancora in atto che daranno un saggio della loro preparazione agli inizi del prossimo mese di giugno, sempre al Lanzi.
(Foto di scena di Matteo Magi)
