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Massoneria nelle istituzioni:
mozione per contrastarla

CIVITANOVA - A presentarla Stefano Ghio e Pier Paolo Rossi che chiedono di inserire nel regolamento comunale la possibilità di rendere trasparente la possibili affiliazione di membri del consiglio, della giunta, del sindaco e dei nominati in società segrete
mercoledì 28 febbraio 2018 - Ore 17:17 - caricamento letture
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Ghio e Rossi

 

Una mozione contro la massoneria nelle istituzioni. A presentarla sono i consiglieri civici di Civitanova Stefano Ghio e Pier Paolo Rossi che chiedono di inserire nel regolamento comunale, l’autocertificazione su base volontaria di appartenenza o non appartenenza ad associazioni segrete. Ghio e Rossi partono dagli intrecci tra politica e massoneria e ricordano le parole dell’ex procuratore generale Macrì che aveva sottolineato come le Marche non fossero più l’isola felice di un tempo, ma territorio di conquista per le mafie e le lobby. «Ricoprire ruoli politici induce ad una trasparenza che va oltre il limite legato dall’intima riservatezza, diversamente si è esposti a strumentalizzazioni e ipotesi complottistiche che non fanno bene alla politica ed alla amministrazione di una città – sottolineano i due consiglieri – semmai servisse e fosse utile al dibattito consigliare, la nostra opinione è di ritenere moralmente ed istituzionalmente in contrasto il governo e l’amministrazione della cosa pubblica con l’appartenenza ad associazioni che comportino un vincolo di segretezza o comunque a carattere riservato, ovvero che comportino forme di mutuo sostegno, tali da porre in pericolo il rispetto dei principi di uguaglianza di fronte alla legge e di imparzialità delle pubbliche istituzioni, nel rispetto delle leggi, dell’articolo 18 della Costituzione Italiana».

Ghio nel testo della mozione ricorda come in provincia di Macerata le logge Massoniche siano sette e precisamente “Resurrezione” (Porto Civitanova), “Progresso sociale” (Macerata), “Helvia Recina” (Macerata), “Aldo Nardi” (Tolentino), “Evoluzione e tradizione” (Macerata), “De Humilitate” (Treia), “Palingenesi” (Sarnano). «Rispetto a tale questione – aggiungono i due consiglieri – ci corre l’obbligo di chiedere al sindaco, agli assessori, ai consiglieri comunali, ai presidenti, agli amministratori e i componenti degli organi di controllo di società pubbliche, società a partecipazione pubblica, enti di diritto privato in controllo pubblico, che dichiarino la loro eventuale appartenenza a società segrete o riservate, nonché a logge di qualsivoglia corrente della massoneria locale, regionale, nazionale e internazionale. A fronte di tale richiesta si chiedono al sindaco, alla giunta, al presidente del consiglio, a tutto il consiglio e tutti i rappresentanti di nomina del sindaco in enti, aziende ed istituzioni di impegnarsi su base volontaria, dove non vi fosse la possibilità di obbligare un tale adempimento, a fornire l’autocertificazione».

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