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La ricostruzione chiave delle urne,
candidati tutti d’accordo:
sindaci forti e imprese locali

ELEZIONI - Confronto tra tre coalizioni organizzato da Confartigianato. Tullio Patassini: «Meno burocrazia, testo di legge speciale, fare in modo che siano aziende marchigiane a lavorare sul terremoto». Daniela Tisi: «Ho visto primi cittadini immobili, che non potevano fare nulla. Non si può gestire la situazione da Roma». Flavio Corradini porta avanti tre temi: «Socialità, ricostruzione e prospettive. E bisogna coinvolgere l'Europa per una zona economica speciale»
lunedì 19 febbraio 2018 - Ore 21:49 - caricamento letture
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Il confronto dei candidati nella sede di Confartigianato, Macerata

 

di Federica Nardi

(foto di Fabio Falcioni)

«Più poteri ai sindaci, un testo unico per le emergenze, imprese del territorio protagoniste della ricostruzione». Il sisma mette d’accordo i candidati, da destra a sinistra. Al di là della competizione politica, i punti portati avanti da chi si contende i collegi del Maceratese convergono oltre ogni aspettativa.

Da sinistra Giuseppe Mazzarella, Renzo Leonori e Matteo Zallocco

La sfida non è tanto nelle idee, che dopo due anni di lamentele del territorio sono ormai chiare a tutti. Ma su credibilità, competenza, esperienza sul campo. E la concordia arriva anche sul fatto che la ricostruzione, per lo più, non si è vista. Oggi al confronto organizzato da Confartigianato nella sua sede di Macerata tre coalizioni (Pd, centrodestra e Movimento 5 stelle) i candidati hanno parlato alla platea di imprenditori locali. A moderare l’incontro Matteo Zallocco, direttore di Cronache Maceratesi. I temi: la ricostruzione, la sicurezza, le imprese, la crisi del calzaturiero. Ma è lei, la ripresa materiale e sociale dopo il sisma, a dominare il dibattito.

Da sinistra Tullio Patassini, Daniela Tisi e Flavio Corradini

«Qualcuno l’ha vista la ricostruzione?», chiede il primo a prendere parola, Tullio Patassini, candidato all’uninominale Macerata-Osimo con la Lega Nord. «Al contrario del 97 le imprese marchigiane, egregie dopo il terremoto, non possono lavorare. Hanno dovuto riprendere a pagare i contributi o dovranno accedere a un finanziamento bancario per rateizzarli. E la busta paga pesante? I cittadini marchigiani, al contrario del ’97, dovranno pagarla tutta. Al momento – dice Patassini – siamo soffocati da montagne di carte e burocrazia che rendono impossibile qualsiasi attività. Il terremoto è stato completamente appaltato alla burocrazia romana e a commissari che guarda caso non sono marchigiani. Siamo italiani di serie b». Dalla critica ai punti di programma. «Meno burocrazia – dice Patassini – testo di legge speciale per il terremoto, fare in modo che siano imprese marchigiane a lavorare per il terremoto. Partire con una zona franca. Soprattutto per le imprese dentro al cratere. Altrimenti il cantiere più grande d’Europa diventerà la più grande occasione persa per le imprese marchigiane. Il palcoscenico di Macerata è acceso – conclude – e tutti fanno la passerella. Quello del cratere è spento e tutti si sono scordati di noi». 

Daniela Tisi

Daniela Tisi, candidata nello stesso collegio per il Movimento 5 stelle, parla della sua esperienza durante il sisma anche da direttrice della rete museale dei Sibillini: «Ho visto sindaci immobili che non potevano fare nulla. Anche io non sapevo a chi rivolgermi. Com’è possibile gestire un terremoto del genere da Roma? Il M5s è condivisione. Fatto dai cittadini per i cittadini. Bisognava fare solo questo: ascoltare. Noi dobbiamo essere attori della nostra ripresa e della ricostruzione. Il terremoto per noi ha rappresentato una frattura in tutti i sensi. Non solo la spaccatura geologica ma un momento di crisi in cui abbiamo vissuto e visto tutto quello che non ha funzionato. Quello che invece dovrà funzionare è la governance. Fino a ora troppo dall’alto e non calata nel territorio. Se vogliamo ripartire serve ascoltare. Ad esempio i professionisti, che possono fare la differenza nell’emergenza e nella ricostruzione. E poi viviamo in un territorio ad alto rischio sismico e idrogeologico: serve fare prevenzione per non trovarci più nell’emergenza, come se fosse sempre la prima volta. Serve un testo unico».

Flavio Corradini

Ma i discorsi degli avversari non convincono Flavio Corradini, ex rettore Unicam, candidato del Pd. «Parlate per slogan – ribatte – non vi siete sporcati le mani e i piedi nel fango di quei giorni. (E qui Daniela Tisi ribatte: «tutti noi abbiamo vissuto il sisma», ndr). Intanto ricordiamo che si tratta di uno degli eventi più devastanti che il Paese abbia vissuto, tutto il resto sono chiacchiere. Certo, ci sono questioni andate bene, altre male. Ma i problemi complessi non si risolvono mai con soluzioni semplici, servono proposte». Corradini porta avanti tre temi. «Socialità, ricostruzione e prospettive – spiega l’ex rettore – E la socialità è la più difficile perché mentre per la ricostruzione fisica ci vogliono buon senso e tanti soldi, per quella dei legami sociali serve molto di più. Chi evoca oggi la zona franca dimentica che il suo partito non l’ha votata quando era stata proposta. Serve piuttosto coinvolgere l’Europa per una zona economica speciale». Per il futuro «mi aspetto velocemente la Pedemontana – dice -. E che il pubblico sia in grado di intervenire se il privato non porta le infrastrutture digitali, che sono competitività per i nostri territori». Per la ricostruzione anche Corradini reclama «più potere ai sindaci. La situazione straordinaria non può essere affrontata con procedure ordinarie. Non rallentiamo per paura di infiltrazioni camorristiche e facciamo lavorare le imprese e i lavoratori del nostro territorio». Così come «il testo unico per l’emergenza, di cui aveva scritto già a novembre. Perché bisogna rendere chiare le responsabilità». Un’analisi che gli è valsa la battuta dell’avversario Patassini: «i candidati del Pd ammettono che la ricostruzione del Pd non ha funzionato».

Sul tema ricostruzione sono voluti intervenire anche Mauro Coltorti (M5s), Piergiorgio Carrescia (Pd) e Francesco Acquaroli (Fratelli d’Italia).

Mauro Coltorti

«Nel nostro territorio – ha detto Coltorti – c’è una possibilità enorme di sviluppo ignorata anche prima del sisma. Da decenni abbiamo abbandonato le rinnovabili, la cura del territorio e del turismo. Noi vogliamo che la rete infrastrutturale sia riedificata ma con una prospettiva nuova, pensando al futuro e alla tecnologia. Dobbiamo dare risposte alla forza lavoro. Chi ci ha preceduto ha fatto il salva banchiere invece che il salva banche. Mentre noi vogliamo creare una banca che eroghi alla piccola media impresa».

Piergiorgio Carrescia

Carrescia, autore di svariati emendamenti e proposte proprio per il cratere durante l’ultima legislatura, ricorda che «noi abbiamo approvato cinque leggi importanti, questi sono fatti. Lega Nord, Movimento 5 stelle e Forza Italia si sono opposti o si sono astenuti. Tutti gli interventi, fanno carico, nel bene e nel male, a chi li ha votati. Leggi che mettono a disposizione risorse. I problemi, che si sono, sono a livello di ordinanze. Il commissario Paola De Micheli sta semplificando. C’è poi da premiare, e su questo ho sollecitato la Regione, chi impegna nelle reti di impresa le piccole aziende locali per la ricostruzione».

Francesco Acquaroli

Infine Francesco Acquaroli (FdI) che ricorda che «la ricostruzione deve essere volano per le imprese e opportunità per chi vuole tornare a vivere in montagna. Dopo il 4 marzo bisognerà semplificare le leggi e rendere i sindaci protagonisti. La burocrazia ha condizionato troppo la gestione del sisma. Più burocrazia mettiamo tra la necessità di risposte veloci e quella di ricercare la soluzione migliore, più tardi lo faremo. Più tardi si arriva più difficile sarà dare opportunità. Ho parlato con alcuni sfollati ancora ospiti a Potenza Picena: mi hanno detto che i giovani non vogliono più tornare in montagna. Sarà un danno terribile. Senza presidio umano in montagna anche la valle avrà danni nel giro di qualche anno».

Per il Pd presenti oltre a Flavio Corradini e Piergiorgio Carrescia anche il candidato Paolo Petrini. Per il centrodestra i tre candidati Tullio Patassini, Francesco Acquaroli e Graziella Ciriaci. Del Movimento 5 stelle Daniela Tisi, Mauro Coltorti e Giorgio Fede. A introdurre l’incontro Renzo Leonori, presidente provinciale di Confartigianato. Al tavolo anche Giuseppe Mazzarella, presidente regionale di Confartigianato.Il dibattito è proseguito trattando i temi sicurezza e rilancio del settore calzaturiero.

Daniela Tisi e Mauro Coltorti

Da sinistra Piergiorgio Carrescia e Paolo Petrini

Francesco Acquaroli e Graziella Ciriaci

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