Ceccotti, commissione disertata
Micucci: «Salto indietro di 20 anni»

CIVITANOVA - Manca il numero legale alla commissione consiliare per la discussione delle osservazione e la riunione si chiude. Cittaverde denuncia: "mai successo". Critico il consigliere regionale: «Il "Piano Polci" nacque da un processo di partecipazione con la città, l'attuale amministrazione comunale butta tutto all'aria»

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Francesco Micucci

 

Commissione consiliare urbanistica prima del consiglio sciolta per mancanza del numero legale. Lo denuncia Cittaverde che lamenta il disinteresse della politica rispetto ad una questione cruciale per la città e che domani sera in consiglio verrà affrontata con la volontà di ricominciare tutto da capo. Cittaverde segnala che l’assemblea si è riunita con un’ora di ritardo rispetto all’orario di convocazione. «Il Presidente della Commissione verificata l’assenza dei rappresentanti del Pd e di Fratelli d’Italia – scrive Amedeo Regini – dopo l’uscita dalla commissione in forza ad un conflitto di interessi indiretto del Consigliere di Civitanova Cambia Pierpaolo Rossi, scioglie la riunione. Quindi le osservazioni non sono state esaminate e tutto andrà in consiglio Comunale per la discussione generale e i provvedimenti conseguenti. Intanto il 23 gennaio 2018 la Giunta aveva assunto una Delibera con la quale con diverse motivazione assumeva l’orientamento di bocciare il Piano Particolareggiato area ex Ceccotti. La Commissione Consiliare doveva valutare tutte le osservazioni, entrare nel merito e votare se accoglierle, bocciarle o accoglierle parzialmente. Non era mai avvenuto nella storia degli strumenti urbanistici di grande rilevanza e interesse cittadino che non vi  fosse discussione». Per il partito democratico interviene però il consigliere regionale Francesco Micucci, ex assessore all’urbanistica: «il piano Polci rischia un passo indietro di vent’anni grazie l’attuale amministrazione comunale che butta tutto all’aria e ricomincia da capo. Un errore madornale, che significa bloccare lo sviluppo dell’area e di tutta la città di Civitanova per altri decenni – sostiene Micucci – a danno quindi sia dei soggetti pubblici, che dei proprietari. Il “Piano Polci” nacque da un processo di partecipazione con la città durato più di 2 anni, nel corso del quale l’amministrazione ed il sottoscritto lavorarono nel difficile tentativo di tenere insieme i desideri dei proprietari, quelli della cittadinanza, quelli di residenti e commercianti.  Il segnale che manda invece la Giunta attraverso la sua delibera – continua Micucci – è quello di spingere la progettazione solo ed esclusivamente verso la speculazione privata, adducendo motivazioni risibili e non supportate da alcun dato oggettivo. A fronte della richiesta dei proprietari di avere maggiore cubatura a causa degli eccessivi costi delle opere di urbanizzazione, la Giunta si piega supinamente a queste richieste. Dove sono i quadri economici che giustificherebbero queste spese eccessive? E perché la risposta è sempre quella di maggior cubatura? Il fatto poi – aggiunge ancora Micucci – che i vari Ciarapica, Troiani, Carassai abbiano già approvato il vecchio piano con la giunta Mobili fa temere un doppio salto all’indietro».«


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