Ceccotti in Consiglio comunale,
verso la riprogettazione complessiva

CIVITANOVA - Venerdì in prima convocazione e lunedì in seconda l'assise al voto su una serie di mozioni e su un punto fondamentale di urbanistica. Se la maggioranza ci sarà il consiglio è orientato a non adottare in maniera definitiva il piano Polci e a rivedere tutta l'area. L'ennesimo punto e a capo per l'area strategica della città

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Arriva in consiglio comunale la Ceccotti, si ricomincia. E’ previsto per venerdì, e in seconda seduta lunedì 5 febbraio, il passaggio in consiglio comunale l’esame delle osservazioni dell’area ex Ceccotti. Una discussione che seppur molto tecnica si preannuncia vivace dal momento che l’intenzione dell’amministrazione è di rimettere mano a tutto il progetto e stralciare quanto fatto finora dall’architetto Sandro Polci. La discussione sulla Ceccotti arriverà dopo la discussione di una serie di mozioni che sono state calendarizzate proprio per venerdì. Si comincia con quella a firma Tommaso Corvatta con la quale si chiede di ripristinare il finanziamento per l’ascensore della scuola media Mestica, previsto nel bilancio preventivo e poi stralciato per destinare i fondi sulla pista ciclabile del Castellaro. A seguire le mozioni sul casellario giudiziario per consiglieri e assessori e sindaco presentata dal consigliere Stefano Ghio e quella a firma Giulio Silenzi per l’intitolazione di una via ad Anna Frank e iniziative di sensibilizzazione. Diverse anche le interrogazioni: fra queste quella relativa al dibattito in essere sull’ipotesi di parcheggi a pagamento in tutto il centro, quella sulla richiesta alla corte dei conti della possibilità di modifica del contratto di Mirko Bianchini a dirigente come  capo di gabinetto. Ma sarà soprattutto la Ceccotti a tenere banco al 15esimo punto all’ordine del giorno. Una storia ormai senza fine, i cui ultimi capitoli risalgono alle ultime due giunte: sotto l’amministrazione di Massimo Mobili, a pochi mesi dalla scadenza fu approvata la variante che riduceva a 96mila metri cubi l’originaria cubatura di 108mila. Il progetto elaborato prevedeva, per recuperare volumetria, la presenza di un grattacielo di 25 piani (poi cancellato e diventato un palazzo orizzontale di 13 piani, 1680 parcheggi e 4000 metri quadrati di giardino pensile. Dopo 9 mesi la nuova amministrazione targata Corvatta in consiglio comunale decide di non adottare definitivamente quella variante e di rimettere i progetti sul tavolo attraverso un percorso partecipativo di cui si è fatto portatore l’architetto Sandro Polci. Alla fine dell’iter di progettazione sono state individuate 3 ipotesi di riorganizzazione degli spazi definita light, libera e strutturata e alla fine la proposta selezionata prevedeva la riduzione di un terzo della cubatura che diventava di 19mila mq di superficie utile lorda, di cui 7mila già edificata. La fornace, di proprietà privata sarebbe rimasta tale dopo la ristrutturazione, ma destinata a funzioni pubbliche. Il verde passava da 20mila mq a 32mila e il progetto prevedeva un ponte pedonale che scavalcava la ferrovia e arrivava in centro, 900 circa i parcheggi. Un progetto che non piace all’amministrazione che con una delibera di giunta del 23 gennaio 2018  ha sottolineato come «vada perseguito l’equo contemperamento tra l’interesse pubblico e quello privato, al fine di superare e non aggravare il contenzioso sull’area, di rendere realizzabili le pevisioni urbanistiche che si possono formulare, di evitare di conseguenza che si accentui il degrado dell’area sia per gli edifici esistenti, compresi quelli realizzati ma privi di agibilità, sia in generale per l’intera zona “bianca” Ceccotti, oggi priva di destinazione urbanistica». Sulla base di queste premesse si andrà alla riprogettazione di tutta l’area.

(l.b)

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