“Poltergeist elettrici” a Pieve Torina,
tv in fiamme e Play fuse:
«Ma per l’Enel è tutto ok»
TILT - Sbalzi di tensione più potenti di un fulmine in un casale che ospita 16 sfollati. Il proprietario: «I problemi sono iniziati a luglio, con l'avvio dei cantieri Sae nelle frazioni vicine. Non possiamo più permetterci i danni, c'è già costato 10mila euro». Ko anche telefoni e altri elettrodomestici

Il casale di Collalto
di Federica Nardi
Un televisore che prende fuoco, macchinette del caffè bruciate, elettrodomestici ko, cellulari fusi, playstation e caldaie che si rompono. Sbalzi di tensione più potenti di un fulmine che durano da mesi nel casale di Collalto, a Pieve Torina, l’unico edificio rimasto in piedi dell’agriturismo di Maria Scardala e che fino a oggi è stato la casa di 16 sfollati di Visso e Pieve Torina. Ma non più se i danni continueranno. «È impossibile dialogare con l’Enel – dice il figlio della titolare Jacopo Bonfili – esiste solo il numero per i guasti e ogni volta inviano qualcuno di diverso che non si qualifica, non dice a che ora verrà e non rilascia un verbale. Dicono che è tutto a posto ma i danni continuano e in 8 anni di attività non era mai successo». Bonfili è sfollato anche lui e si è trasferito con moglie e figli a Fermo così da lasciare il casale ad altri terremotati. Ai disagi vissuti in questi mesi per la mancanza di acqua calda e luce si aggiungono le spese per le riparazioni: «Abbiamo fatturato – dice Bonfili – almeno 10mila euro di danni da luglio a oggi. Abbiamo anche installato scaricatori di tensione molto costosi, come quelli che si usano negli impianti fotovoltaici. Ma nemmeno quelli riescono ad assorbire i picchi di tensione. Oltre ai danni dobbiamo cambiare continuamente le cartucce che costano 45 euro l’una». Nel casale gli sbalzi hanno danneggiato ripetutamente quadri elettrici, televisori, frigoriferi, lampadine esterne ed interne, impianti di depurazione e perfino i salvavita. E in più gli apparecchi degli ospiti come telefoni, playstation o altri piccoli elettrodomestici che gli sfollati tengono in camera. Bonfili non sa cosa sia a causare sbalzi così forti ma tutto è iniziato «con i lavori per gli impianti delle aree Sae nelle frazioni qui vicino, come Vari e Appennino – spiega -. Probabilmente per fornire l’energia elettrica si sono allacciati al nostro stesso trasformatore, installato 8 anni fa dall’Enel perché ci serviva un allaccio e non ce n’erano più in zona. Io chiedo solo di non mettere a rischio gli sfollati che ospitiamo, che sono di Visso e Pieve Torina. Perché se continua così non potremmo più farlo. Non possiamo permetterci di riparare continuamente tutte le apparecchiature. E con l’inverno alle porte sarà difficile trovare un’altra sistemazione vicina. Basterebbe – conclude Bonfili – che l’Enel prendesse coscienza del problema e facessero un controllo, insieme a un nostro tecnico incaricato, per capire cosa non va nel trasformatore. Non possono venire a dirci, come hanno fatto in questi mesi ogni volta che chiamavamo, che è tutto a posto». Bonfili, per segnalare ciò che sta accadendo, ha inviato una lettera all’Enel e anche a Comune, Regione, Prefettura ed enti locali.
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Saranno stati i fantasmi?