Inclusione a Unimc:
è la volta di Stramaglia

MACERATA - Nel suo libro "Educare la depressione" le storie di Tiziano ferro, Veronica Pivetti, Roberto Gervaso e Johan Kirwan

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‘Inclusione 3.0’ un progetto che ha coinvolto l’università di Macerata come ‘luogo’ dove si promuove una didattica inclusiva e innovativa. Alla società contemporanea – è emerso in questi giorni di seminario che si conclude stasera con lo spettacolo al teatro Lauro Rossi di Paolo Ruffini – è necessario un metodo di ricerca e di indagine serie insieme con il coinvolgimento attivo delle persone diversamente abili, la rimozione delle barriere culturali e comportamentali. Un approccio multidimensionale al fine di comprendere la complessità della condizione. ‘Accogliere vuol dire cambiare prima di tutto noi stessi aprirci alla diversità” (Alessandra Fermani). ”

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Massimiliano Stramaglia intervistato da Simone Aparecida Capellini

 

La narrazione è un processo di facilitazione del sapere,è una pratica sociale ed educativa per trasmettere cultura” (Rosita Deluigi). “Siamo disabili a causa della società, non per la nostra difficoltà fisica”. (Alessia Bertolazzi). Simonetta Agnello Horbney scrittrice italiana a Londra ha dedicato il libro “Nessuno può volare” al figlio disabile: ” Tutti gli uccelli sanno volare ma nessun essere umano ci è mai riuscito. Nessuno! Nessuno può volare!”. “People with disabilities need to be in open society,better education, flexible forms of employment( prof from Poland Joana Jarmuzec and Izabela Cytlak). “Educare la depressione” è il libro che professor Massimiliano Stramaglia (Unimc) ha presentato all’aula magna del Polo Bertelli venerdì sera. La depressione nascosta in silenzio dentro l’io – afferma il pedagogo- ma urlerà sempre a gran voce di essere espressa. Scrivere è una strategia di cura educativa per la depressione.

La prima parte del libro di Stramaglia è costruita in base della narrazione, ricostruzione dei fatti. Nel secondo capitolo si assumono le storie di quattro personaggi italiani. Il diario di Tiziano Ferro e le autobiografie di Veronica Pivetti, Roberto Gervaso, Johan Kirwan illuminano tipologie diverse seppure su un versante minimo rispetto alla patologia. La terza parte del volume è la scrittura di un diario nel corso della fase depressiva e quella di un’autobiografia nel momento della risalita. Sono strumenti di valore pedagogico da ” pensare, progettare e riprogettare insieme alla persona depressa a seconda della sua età delle sue risorse interne( culturali e psichiche). Grande affluenza per uno strumento didattico ed insieme una avvincente lettura, da romanzo da leggere tutto d’un fiato.

(A.H.)

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