I figli rompono il fidanzamento,
guerra nella villetta bifamiliare
MACERATA - Una coppia si era separata e da quel momento sono cominciati screzi e reciproche denunce. Sotto accusa il giovane, il fratello e la mamma. Contestata anche la minaccia con una katana
di Gianluca Ginella
L’amore era nato in una villetta bifamiliare dove vivevano due famiglie maceratesi. Lei abitava al piano superiore, lui a quello inferiore. I due ragazzi avevano vissuto una storia d’amore, durata circa due anni, che però non si era conclusa con il lieto fine. Proprio la relazione tra i due ragazzi che non si era conclusa bene avrebbe incrinato i rapporti tra le famiglie. Una tensione che era sfociata in denunce reciproche. Alcuni di questi fatti sono al vaglio di un processo che si sta svolgendo al tribunale di Macerata davanti al giudice Enrico Pannaggi. In questo caso sotto accusa c’è il ragazzo, 33enne, il fratello di questo, 35 anni, e la madre.
Al 33enne viene contestato un episodio in cui avrebbe fatto delle minacce con una katana alla mamma della sua ex fidanzata: «Fai due passi avanti», le avrebbe detto. L’episodio sarebbe avvenuto il 14 aprile del 2014, nel cortile dell’abitazione. La donna, spaventata, aveva chiamato aiuto. Poco prima di questo episodio la madre del giovane, mentre si trovava in auto, avrebbe insultato la donna. Al terzo imputato, invece, viene contestato un episodio che risale al marzo del 2014. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo, avrebbe impedito al vicino di rincasare mettendosi davanti alla sua vettura e costringendolo così a rimanere bloccato per circa 30 minuti. L’uomo alla fine, prosegue l’accusa, era riuscito ad uscire solo grazie all’arrivo di un’ambulanza del 118 chiamata perché la moglie aveva accusato un malore. Da qui l’accusa di violenza privata. Oggi sono stati sentiti il padre e la madre della ragazza, che hanno confermato le accuse. La famiglia di lei è parte civile, assistita dall’avvocato Ubaldo Luchetti. I tre imputati sono difesi dall’avvocato Bruno Mandrelli. Il processo è stato rinviato al 26 aprile per sentire i testimoni della parte civile.

