Commissioni d’indagine in Consiglio:
l’ultima carta di Ghio e Rossi
contro la lettura segreta

CIVITANOVA - I due esponenti dell'opposizione presenteranno un emendamento per permettere ai cittadini di ascoltare le relazioni finali su centri commerciali e assunzioni. Mozione di Fratelli d'Italia contro la liberalizzazione delle esportazioni dal Canada nei settori alimentare, agrario e ittico. Maria Cristina Ruffini: "Questo accordo agevolerà solo le multinazionali"

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Maria Cristina Ruffini di Fratelli d’Italia

 

di Laura Boccanera

Si parlerà anche di Canada ed Unione europea questa sera in consiglio comunale. A sollecitare una presa di posizione dell’assise e del sindaco riguardo ad un tema come la ratifica dell’accordo economico fra Canada e Ue è Fratelli d’Italia che ha presentato una mozione per chiedere alle istituzioni locali e nazionali di esprimere la propria contrarietà alla ratifica dell’accordo che prevede la liberalizzazione delle esportazioni dal Canada a noi nei settori alimentare, agrario e ittico. Ad illustrare la mozione è Maria Cristina Ruffini di FdI che insieme a Francesco Caldaroni l’ha proposta. «Con la mozione chiediamo al sindaco e alla giunta di manifestare la propria contrarietà all’accordo e a muoversi affinchè i soggetti preposti si adoperino in tale direzione – spiega la Ruffini – inoltre chiediamo che siano coinvolte anche le associazioni promuovendo azioni di tutela». Per Fratelli d’Italia che sta attuando questa misura in tutti i comuni, il Ceta (accordo economico e commerciale globale) rappresenta un pericolo per il made in Italy alimentare, per la sicurezza e per la salute dei consumatori, nonché per i diritti dei lavoratori. «Siamo del parere che questo accordo agevolerà solo le multinazionali, mentre la nostra marineria che da sempre ha puntato su prodotti di qualità, sulla filiera del fresco e del locale, sarà danneggiata – dice la Ruffini – è chiaro che la competenza su queste materie è dello Stato, ma il recepimento del trattato andrà a colpire le strutture produttive locali per cui gli enti locali devono tutelare le attività».

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Stefano Ghio e Pierpaolo Rossi

 

Ma quello di stasera sarà anche il consiglio comunale che finalmente darà lettura delle commissioni di indagine su assunzioni e centri commerciali. La seduta si terrà a porte chiuse, salvo ripensamenti o messa al voto dell’assise sull’apertura al pubblico (pare che questo sia l’ultimo intendimento da parte del presidente del consiglio comunale). E proprio per tentare di allargare anche al pubblico l’ascolto della relazione di 70 pagine i consiglieri Stefano Ghio e Pier Paolo Rossi hanno intenzione di presentare un emendamento sulla proposta di lettura delle commissioni in cui si eccepisce la necessità della segretezza: «la relazione di una commissione di inchiesta, fino alla sua lettura, non presuppone in se stessa l’ esistenza delle valutazioni e dei giudizi che vengono indicati nel regolamento, e quindi non può rientrare a priori nella previsione indicata dal primo comma dell’art. 64 che afferma che “quando nella discussione di un argomento in seduta pubblica siano introdotte valutazione sulla moralità, correttezza, capacità e comportamenti di persone il presidente invita i consiglieri a chiuderla, senza ulteriori interventi. Il Consiglio su proposta motivata di almeno tre consiglieri può deliberare a maggioranza di voti, il passaggio in seduta segreta”. Tale previsione – concludono Ghio e Rossi – in assenza di una informazione compiuta sul contenuto delle relazioni che sono state consegnate in busta sigillata, rappresenta la norma di garanzia invocabile nel caso dal presidente del Consiglio al quale quindi è preclusa la segretazione preventiva, ed in via precauzionale, della seduta».


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