Una messa per Ulderico Salvi,
il ricordo del figlio Leonardo

Il dirigente della polizia, nato a Camerino e per lunghi anni a Macerata, ha concluso prematuramente la sua carriera nel 2007 come vice questore vicario di Potenza dieci anni fa

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Ulderico Salvi

Sarà celebrata lunedì 11 settembre alle 18,30 nella parrocchia Ss. Sacramento di Macerata la messa in suffragio di Ulderico Salvi, nel decimo anniversario della sua scomparsa. Il dirigente della polizia, nato a Camerino e per lunghi anni a Macerata, ha concluso prematuramente la sua carriera nel 2007 come vice questore vicario di Potenza. Qui sotto il ricordo del figlio Leonardo:

“Babbo entrò in polizia nel 1982. Dopo aver diretto per sei anni la squadra mobile di Rovigo, nel 1987 tornò a Macerata per guidare anche qui la squadra mobile e la Digos. Durante questo periodo si mise in luce per una notevole serie di indagini risolte: fra le tante il sequestro di 110 chili di hashish a danno di un’associazione a delinquere, l’omicidio Bernacchini e la strage di Sambucheto. Dal 2001, poi, divenne dirigente della Divisione anticrimine maceratese. Infine nel 2006 venne promosso vicario del questore di Potenza e si spostò in quella che allora era la città del pm Woodcock. Quest’ultimo finito alla ribalta dei media nazionali per le sue clamorose inchieste alle quali babbo aveva collaborato in prima persona.
La sua carriera è stata ricca di operazioni a livello nazionale, di encomi solenni, promozioni, inviti come relatore a convegni in materia di procedura penale in varie università. Io, però, voglio ricordarlo non solo per la sua professionalità, ma soprattutto per le sue straordinarie doti umane. Babbo ha saputo farsi ascoltare, capire e amare da tutti quelli che l’hanno conosciuto. Anche se non c’è più rimane una guida, una stella polare, così come lo è stato negli anni trascorsi insieme. Anni sì brevi, ma resi speciali dalla sua presenza. Risulta incredibile notare ora con quanta velocità passino dieci anni. Un po’ meno facile è stato affrontarli facendosi carico della sua mancanza. A quattordici anni ero consapevole che un pezzo di me non sarebbe più tornato, non lo avrei mai più rivisto, perché la morte è tutto tranne che complicata: è la cosa più semplice del mondo. Ho impiegato diverso tempo per capire come in realtà la tristezza fosse una scelta. Si vuole essere tristi e in parte si trova piacere nel richiudersi dentro il proprio lutto. Ma questo non porta lontano. Così con il tempo ho semplicemente cercato di non esser triste, mi sono imposto di divertirmi il più possibile e di ricercare la serenità in me stesso ma soprattutto nel rapporto con gli altri. So con certezza che babbo ne sarebbe fiero e non potrebbe far altro che esserne contento. Chiedo allora a chi lo ha conosciuto semplicemente di ricordarlo, perché ricordare le persone a noi care che non ci sono più è l’unico modo per tenerle a noi un po’ più vicine. Ricordate i bei momenti con loro, l’odore dei loro vestiti, le arrabbiature e, se vi riesce, tutto quanto”.

 

Leonardo


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