Carlacchiani: “Silenzi che delusione,
aveva ridotto Vita Vita sul baratro”

CIVITANOVA - Lo sconcerto del direttore artistico del festival che si scaglia contro l'ex assessore alla Cultura: " Un tuttologo che non ha mai avuto la volontà e il coraggio di confrontarsi con le mie idee e proposte"

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«La precedente amministrazione mi aveva lasciato solo mille euro, Silenzi, che delusione». E’ botta e risposta di fuoco fra Sergio Carlacchiani, direttore artistico di Vita Vita e l’ex assessore alla cultura. Una polemica nata a seguito della conferenza stampa di bilancio della manifestazione dove Carlacchiani aveva espresso la propria ammirazione per la nuova amministrazione confessando un malumore nei confronti della precedente che aveva “quasi ridotto sul baratro Vita Vita”. Silenzi ha parlato di costi esorbitanti e di assenza di un progetto culturale nel festival di arte di strada, paragonandolo ad una delle tante notti bianche. Una definizione che non è andata giù a Carlacchiani che in una lunga nota manifesta tutto il suo sconcerto: «Che tristezza, e pensare che in passato ho creduto in questo politico e uomo, non mi vergogno di dirlo, come non mi vergogno di ribadire che ho lottato per lui, l’ho strenuamente difeso. Un assessore alla Cultura, tuttologo che non ha mai avuto la volontà e il coraggio di confrontarsi con le idee e le proposte culturali di un direttore artistico che è stato uno dei primi ad inventarsi un format originale a Civitanova, che ha portato idee innovative, che ha fatto scoprire tra l’altro la bellezza di Civitanova Alta, che ha portato centinaia e centinaia di artisti di grandissimo valore nella sua città, che ha portato alla ribalta giovani talenti anche civitanovesi che negli anni si sono imposti poi in campo nazionale. Per far decollare il festival, i primi anni ho investito di tasca mia propria portando artisti di calibro internazionale a cachet assolutamente risibili perché credono in me e nei mie progetti culturali. Quale direttore artistico sarebbe riuscito in un mese di tempo a metter in piedi un Festival di tale importanza, con quel livello artistico? I mille euro lasciati sul piano programmato per le iniziative estive non sarebbero bastati nemmeno per fare la sagra delle bugie. Sono stato vittima di una strategia congiunta con l’azienda teatri che mi parlava di problema di calendarizzazione. Ho voluto credere in persone nuove, in persone che mi hanno motivato a tal punto che lavorando giorno e notte senza soluzione di continuità mi hanno portato a superarmi per il bene della mia città , dei cittadini. Ho chiesto ottomila euro perché credo di valerli mi sono assunto responsabilità che vanno ben oltre il prendere in mano un telefono e ingaggiare artisti. Non sono mai stato in vendita, non ho mai fatto questione di soldi, non ho mai voluto vendere VitaVita ad altre amministrazioni e città che me la chiedevano, ho donato il marchio alla mia città, senza pretendere niente. VitaVita non doveva essere trattata così, negli ultimi anni , piano piano, era stata abbandonata al proprio destino, relegata a ruolo di comparsa, addirittura quasi mai citata nemmeno nella programmazione stagionale». Sui costi della manifestazione Carlacchiani non si sbilancia: «come fa l’ ex assessore a parlare di 70mila euro e a conoscere quello che ancora nemmeno io so con certezza? Visto i problemi di sicurezza che abbiamo dovuto affrontare e le spese aggiuntive esorbitanti. Potrei andare avanti all’infinito, infilarmi dentro quel ring fatto d’insulti e grida, di invidia e perfidia, ma faccio a meno degli ambigui Silenzi, passo al vero silenzio, torno al mio tanto amato buio, distante dal chiacchiericcio rissoso e insulso del potere».

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