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Addio a Enzo Torresi,
“buon viaggio compagno”

MACERATA - Ex consigliere comunale, si è spento all'età di 79 anni. Il ricordo di Renato Pasqualetti
mercoledì 16 agosto 2017 - Ore 18:15 - caricamento letture
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Enzo Torresi

 

E’ morto domenica sera Enzo Torresi, storico militante della sinistra, consigliere comunale di Macerata dal 1994 al 1999. Aveva 79 anni. In tanti ieri si sono ritrovati al cimitero cittadino per l’ultimo saluto. Il ricordo del suo amico Renato Pasqualetti: 

“Ritengo un onore dare, a nome dei compagni e di tutti i suoi amici, un saluto a Enzo Torresi, o meglio, al compagno Enzo Torresi, con la cui scomparsa si può dire a ragione che si cominci a chiudere una pagina della storia di Macerata, della nostra città. Quella pagina della storia riservata e gloriosa dei comunisti italiani nati dalla Resistenza, di coloro che comunisti lo sono stati a testa alta, anche quando esserlo non era affatto semplice. Enzo, che all’indomani della seconda guerra mondiale era un bambino, da ragazzo aiutava la mamma nella macelleria di famiglia e con grande tenerezza e umanità mi raccontava spesso delle difficoltà economiche di tanta gente uscita a fatica dalla guerra, che lui e la madre aiutavano con grande generosità a sbarcare il lunario. Pennellate della vita di operai e proletari, che facevano intendere limpidamente come la sua adesione alla sinistra, al Pci, fosse maturata dalla vicinanza con la gente del popolo e nel vivo della società, oltre che dalle idee antifasciste e della via italiana al socialismo, che stavano alla base dell’adesione al partito. Enzo aderì giovanissimo al Partito Comunista Italiano, quello che senza aggettivi era il Partito, e di cui più volte mi ha mostrato la sua ultima tessera prima dello scioglimento della Bolognina. Una tessera che teneva orgogliosamente riposta nel portafoglio, ma a contatto del cuore. A me, che come altri dalla fine degli anni ’80 ho seguito tutta questa tumultuosa e a volte confusa mutazione di nomi e di bandiere, con grande semplicità e senza iattanza, come era naturale per lui, spesso diceva: “Quale altra tessera avrei dovuto prendere dopo, quando il mio Partito non c’era più?”. Dalla fine degli anni ’50 Enzo, sempre generoso e riservato, come quei compagni che hanno sempre dato senza nulla chiedere, fu protagonista genuino e instancabile della diffusione de L’Unità, il giornale del Partito, poi delle Feste de L’Unità, che organizzavamo con grande passione e anche divertendoci molto. Dedizione e incrollabile fede furono le caratteristiche della sua militanza per la sinistra e per il Partito, per la sua organizzazione, per i suoi appuntamenti elettorali, quando, partendo dalla sezione Gramsci, quella storica di corso Cairoli, si andava a portare i fac simile con le preferenze, che i compagni non solo non rifiutavano, ma aspettavano dal Partito con fiducia; quando nella militanza politica non si metteva tanto la faccia, quanto la testa e il cuore. Enzo era un uomo che teneva in mente numerosissimi episodi e tantissimi nomi con una precisione assoluta. Quante volte abbiamo ricordato i mitici anni del Bar dello Sport, dove, mi confessava con il suo sorriso ironico e genuino, quando in gara c’erano gli atleti della Russia o dei paesi dell’est comunista non riusciva a non fare il tifo per loro.

Voglio con voi, con Paola e Umberto e con tutti i suoi familiari ricordare il suo grande amore e l’assoluta stima per il fratello Franco, che lo chiamava sempre a puntualizzare un ricordo, un nome, un episodio della gloriosa storia della Resistenza e del Partito Comunista Italiano, che, dopo quella della sua famiglia, era stata la sua grande casa. “Vero Enzo?” gli chiedeva Franco e lui era sempre pronto a confermare, anche con un semplice cenno del capo, una data, un episodio o un protagonista. Dopo tante campagne elettorali fatte generosamente per altri compagni, fu anche consigliere comunale a Macerata. Come mi ricordava spesso, quasi con un benevolo rimprovero, fui io a coinvolgerlo e a chiedergli di stare in lista, certo che fosse un punto di riferimento per tanti compagni e per tanta gente del popolo; un ruolo che onorò, come era nel suo stile, con impegno e generosità. Lo abbiamo poi conosciuto e rispettato come venditore instancabile dei libri dell’Einaudi, la casa editrice a cui era legatissimo e di cui non si stancava mai di sottolineare le caratteristiche progressiste e di sinistra. E ancora oggi le nostre biblioteche segnano il ricordo delle sue visite e dagli scaffali ci occhieggiano fedeli le coste verdi della Storia d’Italia e quelle di tante opere importanti, che hanno sicuramente segnato un periodo culturale importante della storia del nostro Paese, come lui teneva a sottolineare.

Infine, oltre alla sua limpida coerenza di antifascista e di militante della sinistra, non posso fare a meno di ricordare che Enzo era un uomo buonissimo e di grande umanità, che aveva sempre un sorriso per tutti, ricambiato da tutti con grande affetto e stima. Un vero cittadino di Macerata, la sua città, a cui lo legavano affetto e ricordi indelebili. Negli ultimi tempi puntualmente ci siamo trovati ogni mattina al bar a passare un po’ di tempo commentando gli avvenimenti e le donne e gli uomini della nostra Città e ripassando a memoria le tante storie che ci eravamo raccontati cento volte per farci compagnia.
E alla nostra combriccola Enzo, che domenica sera se n’è andato in punta di piedi, quasi per non disturbare come era solito fare, mancherà tantissimo. Lo salutiamo commossi, stringendolo in un abbraccio carico di affetto: buon viaggio compagno Enzo! Chi ha fatto parte della nostra storia resta insieme per sempre”.

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