Luci, danza e poesia a Loro
in attesa del vino cotto

EVENTO - Degustazioni e suggestivo spettacolo dall’atmosfera sud americana che anticipa il festival del prossimo week end. Alla serata presenti la sindaca Ilenia Catalini: "Per il castello Brunforte forse è stata perduta un'occasione per la quale ci sentivamo garantiti sotto l'aspetto culturale" e Ferdy Mosiewicz: "Murola presto numero uno",

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di Maurizio Verdenelli

(foto di Giordano Emiliozzi)

“Peccato per il Castello Brunforte: il progetto Murola ci garantiva riguardo anche rispetto alla sua destinazione storica. Non si è voluto: attenderemo dunque fiduciosi Regione e Ministero dei Beni Culturali, tra due anni al massimo. Abbiamo avuto gravi danni dal terremoto proprio in riferimento al patrimonio artistico, i ‘tesori’ della chiesa di san Francesco sono ora posti al riparo ad Osimo, a Palazzo Campana insieme con tutti gli altri della rete museale fermana – maceratese. E il prossimo venerdì 18, uno dei curatori dell’esposizione osimana, il critico Vittorio Sgarbi sarà qui a parlarci dei ‘Capolavori Sibillini’. Il giorno prima si aprirà il nosttro tradizionale festival del Vino cotto per la quale Loro Piceno è famoso e cui affidiamo molte chances di rilancio”. Così sui temi forti di Loro Piceno, la sindaca Ilenia Catalini ieri sera nel chiostro adiacente alla chiesa francescana percossa dal terremoto. “Qui, che è un po’ il cuore del paese, abbiamo celebrato parte della cerimonia per gli ospiti” dice il felice neosposo, Federico. Loro, ieri sera, ha voluto celebrare un piccolo ma significativo gran galà, anteprima speciale in vista della consueta festa post ferragostana nel nome del vino cotto -“cotto, scriva cotto, mi raccomando, non scottato” sottolinea un produttore del posto. Di vino vivono ‘loro’ di Loro, tutti presenti nel bellissimo chiostro sotto al cui antico pavimento sono sepolti divisi in strati centinaia di loresi uccisi dalla peste del 1418, sottolinea Luca Cimarosa, gloria locale, uno dei massimi collezionisti italiani intorno alle due guerre, con puntate sfolgoranti anche nel Medioevo. Tra i loresi illustri (e del territorio) manca solo Jurek Mosiewicz, alias mister Murola, il presidente dell’omonima cantina con sede all’Abbadia di Fiastra (ma è giustificato: allo Sferisterio per l’opera). Tuttavia c’è il fratello Ferdy che annuncia: “Puntiamo ad essere in breve la cantina numero uno delle Marche”. Jurek e Ferdy sono figli del patriarca Antoni, militare polacco al comando del generale Anders che innamoratosi di una lorese, decise che la vita -e la sua successiva fortuna imprenditiva- l’avrebbe maturata da quel momento e per sempre da queste parti. La Murola, cantina emergente, tra gli altri produce uno strepitoso rosso in purezza, Teodoro (“in omaggio alla storia locale” dice Ferdy). Un rosso a sottolineare la serata che non a caso s’intitolava ‘Tinto, le sfumature dell’anima’. E tinto in spagnolo significa vino rosso. Lo spettacolo, dall’atmosfera sud americana a cura della scenografa Laura Perini e della lighting designer Giulia Ausili, è stato bello e suggestivo, giocato tra luci, danza, poesia al centro del chiostro. “Forse si poteva scegliere un tema più vicino all’antico luogo?” provo a suggerire alla sindaca. “Si, ma funziona bene ugualmente ed è il secondo anno: pure stavolta tutto esaurito tanto che alcune prenotazioni sono state purtroppo respinte. Più di tanti posti a sedere nel loggiato non ci sono”. Applausi, alla fine, per la brava e consacrata attrice Fulvia Zampa e per la giovane Simona Benigni, per i danzatori (guest star della serata) Giosy Sampaolo e Leonardo Carletti, per il chitarrista Julian ‘Julico’ Corradini. Una serata magica con il primo vento fresco (“La temperatura si è abbassata almeno di 10 gradi” ha annunciato la Zampa, prima ad uscire dall’enclave caldo del chiostro). Una serata organizzata anche quest’anno dagli Amici Loresi col contributo del ristorante ‘Al girarrosto’ -suo il menù a base di carne- delle tenute Murola , dai fratelli Magagnini di Recanati (‘poesia e arte nei giardini’) e dal comune di Loro Piceno.

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