Indagine sul riciclaggio,
“A Macerata inchiesta tempestiva”
E Caccamo si difende
ANTIMAFIA - Sulla vicenda che coinvolge il titolare del Corridomnia, il procuratore Giovanni Giorgio precisa che il suo ufficio si era subito messo in moto per quanto di propria competenza, sin dall'ottobre 2013. L’imprenditore: “Su di me malevole illazioni”

Il procuratore Giovanni Giorgio
«ll mio ufficio ha provveduto tempestivamente a quanto di sua competenza sin dall’ottobre del 2013. A seguito delle prime puntuali indagini svolte dal Gico della Guardia di finanza di Ancona, gli atti sono stati trasmessi all’autorità giudiziaria competente per materia». Il procuratore di Macerata, Giovanni Giorgio, interviene in merito all’articolo sull’indagine della Dda di Ancona in merito ad una presunta vicenda di riciclaggio che coinvolgerebbe l’imprenditore Alfio Caccamo (leggi l’articolo). Nell’articolo si parla di indagine «da lungo tempo quiescente dapprima a Macerata e poi in quel di Ancona». Su questo punto il procuratore Giovanni Giorgio interviene evidenziando «che contrariamente a quanto scritto il mio ufficio ha ottemperato tempestivamente a quanto di sua competenza fin dall’ottobre del 2013». Comunque l’autore esclude qualsiasi riferimento alla procura di Macerata in merito a ritardi nelle indagini. E sottolinea invece come già all’epoca dell’archiviazione della querela la procura abbia scritto passaggi molto importati riportati nell’articolo.

Alfio Caccamo
***
LA REPLICA DI ALFIO CACCAMO – «Solo questa mattina ho avuto modo di leggere l’articolo dell’avvocato Bommarito che mi riguarda, pubblicato ieri, trovandomi io con la mia famiglia, per la nona volta quest’anno, a Paternò, mia città di origine, ove, a detta dell’articolista, avrei invece difficoltà a presentarmi. Nulla di nuovo nel suo argomentare. Le solite malevoli illazioni, sistematicamente rilanciate da anni, sulla attività imprenditoriale del gruppo di cui sono socio. In più questa volta anche l’accusa di “colpevole distrazione” rivolta agli inquirenti, alla Direzione distrettuale Antimafia ed, addirittura, ad alcuni settori delle forze dell’ordine che mi avrebbero offerto la loro “copertura”. Si continua inoltre, a citare una intervista dell’ex procuratore generale presso la Corte di appello di Ancona che, nell’ambito di una giusta attenzione al riciclaggio e alle infiltrazioni criminali, avrebbe alluso secondo l’articolista a Corridomnia shopping park; circostanza questa però smentita per iscritto dallo stesso ex procuratore Macrì. E dire che tutte le società del gruppo sono state ripetutamente sottoposte a verifiche fiscali approfondite e durate anni e che quella che ora partecipa alle gare di appalto per gli interventi post-sisma ha superato gli specifici e rigorosi controlli antimafia, giustamente introdotti dalla apposita normativa in materia. A dire il vero, questa volta un elemento nuovo è stato però aggiunto dall’avvocato Bommarito. “A complicare ancor più la faccenda, già intricata e densa di aspetti di non facile decifrazione – si legge, infatti, testualmente nel suo articolo-denuncia -, si parla pure di un altro fratello del Caccamo spuntato fuori all’improvviso e stabilizzatosi a Castelraimondo…”; evidentemente, a suo parere, un altro pericolo questo per la sana economia della zona. Peccato che non ho mai avuto un fratello. E ciò la dice lunga sulla obiettività e fondatezza del suo racconto, ormai sempre più simile ad una affannosa rincorsa a fare notizia. Una vera e propria ossessione per l’avvocato Bommarito ed una persecuzione per me».
Prendo atto con soddisfazione della precisazione del Procuratore della Repubblica dott. Giorgio circa la trasmissione sin dall’ottobre 2013 del procedimento all’autorità competente (la DDA di Ancona), precisando a mia volta che nell’articolo a mia firma non compare alcuna accusa nei riguardi della Procura della Repubblica di Macerata, il cui comportamento nella vicenda ho, anzi, più volte elogiato.
Quanto alle precisazioni del sig. Alfio Caccamo, che si concentrano su aspetti marginali della vicenda senza affrontarne in alcun modo il nodo principale (tre milioni di euro di cui ad oggi, nonostante le promesse in tal senso più volte fatte dall’imprenditore siciliano, non è stata spiegata la provenienza), penso che a questo punto si debba attendere l’esito delle indagini e gli sviluppi delle stesse.
se l’avvocato bommarito si fosse occupato con lo stesso accanimento del caso Banca Marche, oggi non solo avrebbe reso davvero un grande servizio alla comunita’…..ma avrebbe collezionato anche meno figure di m….
Vorrei chiedere a C. M. come mai compaiono nomi e cognomi in qualità di “commentatori” che appaiono molto….improponibili. Mario Mario è solo uno dei tanti. Se noi comuni mortali abbiamo dovuto lasciare copia di un documento d’identità presso i vostri uffici per poter essere registrati, penso che qualche cosa vi sia sfuggito! Detto questo, personalmente ringrazio l’amico Avv. Bommarito per la tenacia unita ad una grossa dose di coraggio per pubblicare queste sacrosante inchieste! Possono dare molto fastidio a chi “sostiene e ringrazia” questi personaggi, ma essere debitamente informati su questi fatti è una cosa che per i cittadini non ha prezzo. Quantomeno siamo avvisati, poi se per esempio vogliamo per forza frequentare persone e/o ristoranti un po’ chiacchierati…..facciamolo pure. Però lo sapevamo!! Grazie Peppe e buon lavoro. È una banalità ma con questo caldo….passatemela, a leggere certi commenti davvero credo che la famosa mamma degli imbecilli….sia sempre incinta! Siamo messi male. Ad majora.
Per Tonino Oro
Ti ringrazio per le Tue parole. Quanto agli insulti, ne ho già ricevuti per precedenti inchieste (ad esempio, da parte di Giuseppe Cerolini) e non ho mai replicato nè querelato (pur avendo tutto il diritto di farlo), perchè penso che, in certe situazioni, l’importante sia scegliere da che parte stare e poi andare avanti sino in fondo.
Sono favorevole al centro commerciale a Corridonia (regolare) che porta lavoro, ma mi sono sempre chiesto se quella sarebbe stata l’area più indicata per far sorgere il Corridomnia a ridosso del letto del fiume Chienti. Ad Ussita epicentro del terremoto del 26 Ottobre che ha avuto conseguenze catastrofiche hanno sequestrato il campeggio Il Quercione se non ricordo male per una o due capanne in legno perchè costruite in area a rischio idrogeologico. Solo per questi fatti uno dovrebbe pensare che c’è qualcosa nel sistema che non va.
al Direttore di CM MATTEO ZALLOCCO:
pur non entrando nel merito dell’oggetto trattato nell’articolo che non conosco in modo approfondito, concordo con ANTONIO ORO per ribadire (ho già telefonato in redazione CM altre volte e commentato più volte senza risultato) che è palese contraddizione che venga richiesta la certificazione di chi vuol commentare e poi vengano importati commenti da facebook da persone non identificabili, pertanto penso che CM debba adottare un metodo coerente e quindi ……
Non capisco. Ma se sono “malevole illazioni” perchè non querela l’avv. Bommarito ? Meditate gente…..