Bilanci e strade:
dal governo più di 5 milioni a Macerata
Cgil: “Non bastano”
SOLDI PUBBLICI - Dopo l'approvazione della "manovrina", è arrivata dal Viminale la ripartizione dei fondi messi in campo. Il segretario generale della Funzione pubblica Pertoldi: "Rimane una differenza ancora sostanziale per colmare il divario esistente tra risorse stanziate e reali necessità per garantire servizi efficienti"

Alessandro Pertoldi
Il governo in soccorso delle Province con 350 milioni di euro. A Macerata vanno più di 5 milioni di euro, ma per la Cgil non bastano. In seguito alla cosiddetta “manovrina”, dal Viminale è arrivata la ripartizione degli aiuti messi in campo per il mantenimento della situazione finanziaria corrente (180 milioni di euro) e per la manutenzione delle strade (170 milioni di euro). La distribuzione del secondo contributo, come specifica una nota tecnica diffusa dallo stesso ministero dell’Interno, è stata costruita tenendo conto per l’80% dei chilometri lineari di strade gestite da ogni ente, per il 10% in base ai chilometri di strade montane e per l’ulteriore 10% seguendo il criterio demografico. Ecco quindi quanto spetta alle Province marchigiane. Per il mantenimento della situazione finanziaria: a Macerata vanno 1.754.493 euro per il 2017-2018 e 779.775 per il 2019; ad Ancona 1.001.636 per il 2017 – 2018 e 445.171 per il 2019; ad Ascoli 1.323.827 per 2017 – 2018 e 588.367 per il 2019 ; a Fermo 978.508 per il 2017 – 2018 e 434.892 per il 2019 ; a Pesaro Urbino 1.803.922 per il 2017 – 2018 e 801.743 per il 2019. Per quanto riguarda invece la manutenzione delle strade, per il 2017 a Macerata spettano 2.627.600 euro, a Pesaro-Urbino 2.569.958, ad Ancona 1.866.596, ad Ascoli 1.817.493 e a Fermo 1.404.421. Per la Cgil però questi contributi “non forniscono le risposte attese e necessarie”. “Infatti, lo squilibrio finanziario che caratterizza le Province, a causa dei pesanti tagli imposti negli ultimi anni – spiega Alessandro Pertoldi, segretario generale Funzione Pubblica Cgil Marche – è assai rilevante. La Società Sose spa, sulla base dei fabbisogni standard, ha calcolato tale squilibrio in 650 milioni di euro per il solo 2017. Rimane quindi una differenza ancora sostanziale per colmare il divario esistente tra risorse realmente stanziate e reali necessità per garantire servizi efficienti, funzionalità degli enti, la manutenzione delle strade, la sicurezza dei cittadini e degli edifici pubblici scolastici, così come l’erogazione degli stipendi ai dipendenti. Alla luce del risultato referendario e dell’articolo 119 della Costituzione italiana, le Province e le sono enti tuttora esistenti e quindi devono continuare ad essere messi in condizione di espletare le funzioni loro assegnate”.