Gi&E, l’ad Ghergo:
“Sempre cercato il rilancio produttivo”
PORTO RECANATI - L'amministratore delegato all'indomani del piano aziendale firmato in regione: "Arriva dopo un momento estremamente difficile in cui l'azienda ha comunque voluto mantenere a carico tutto il personale, pagando gli stipendi regolarmente". Soddisfazione dei sindacati: "Risultato raggiunto solo grazie alla lotta dei lavoratori"
“Il progetto di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale pone fine a mesi di trattative e chiarisce la posizione dell’azienda che ha sempre e solo cercato il rilancio dell’attività produttiva”. Così il presidente e l’ad di Gi&E Luciano Ghergo all’indomani dell’accordo raggiunto con i sindacati sul piano aziendale firmato negli uffici di Confindustria Ancona (leggi l’articolo). “Un piano – dice Ghergo – che arriva dopo un periodo estremamente difficile, con un fatturato che è passato dai 68 milioni di euro del 2010 ai 28 milioni di euro nel 2016, durante il quale l’azienda ha comunque voluto mantenere a carico tutto il personale, pagando gli stipendi regolarmente ogni mese e utilizzando i fondi strutturali dell’azienda con grandi sacrifici della proprietà anche a livello personale”. L’accordo contiene anche una riduzione del personale fino a 50 unità e l’utilizzo della cassa integrazione “che – spiega Ghergo – abbiamo concordato con le organizzazioni sindacali e la Regione”.
Una trattativa, quella con le rappresentanze, complessa ma necessaria per rispettare il piano industriale e finanziario presentato al sistema bancario . “Si prevede il rilancio completo dell’azienda nei suoi tre settori specifici – precisa l’ad – componentistica per turbine, compressori di processo, impiantistica. Abbiamo la massima fiducia dai clienti che da sempre ci riconoscono la qualità dei prodotti e dei servizi e che continueranno a darci fiducia anche nel futuro: un futuro che confidiamo essere positivo e che prevede un discreto aumento di fatturato”. Soddisfazione è stata espressa dai sindacati: “Solo grazie alla lotta dei lavoratori si è riusciti ad ottenere 12 mesi di cassa integrazione, percorsi formativi per la riqualificazione e ricollocazione, una mobilità solo su base volontaria. Pur sapendo della difficile situazione aziendale le rappresentanze e i lavoratori esprimono soddisfazione per aver scongiurato i licenziamenti coatti da parte aziendale e per aver costruito un percorso che dà delle opportunità di riduzione gli esuberi dichiarati dall’azienda.
