Montesi tira la volata
agli scissionisti del Pd

POLITICA - Primi nomi in provincia del nuovo soggetto politico, Mdp, nato da una costola del Partito Democratico. L'ex capogruppo in Provincia: "Ci sono gli elementi per ricostruire il centrosinistra ammazzato da Renzi"

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L’intervento dell’assessore Massimo Montesi

 

Lavori in corso in provincia di Macerata per la costituzione di Mdp (Movimento democratici e progressisti) che raccoglie i bersaniani locali. Ad annunciarlo Massimo Montesi, consigliere provinciale e capogruppo del Partito Democratico in provincia di Macerata, fino al luglio 2016. Diversi gli esponenti politici che in provincia hanno dato la loro adesione al nuovo movimento che conta venti deputati “dem” e 17 ex Sel e 10 senatori ed è rappresentato da Bersani, Epifani e Speranza.

In provincia circolano i nomi di Luca Cerquetella, Giacomo Fiorani, Luigi D’Agostino, Ostilio Beni, Grazia Pantone, i maceratesi Leopardi e Savi. In una nota Montesi spiega il perchè di questa scissione: “Il Pd è imploso. Bisogna purtroppo prendere atto delle difficoltà politiche di un progetto, che lo voglio ricordare, aveva l’ambizioso obiettivo di unire i riformismi italiani. Negli ultimi anni si è perso completamente di vista il compito, hanno prevalso logiche vecchie di potere e di cinismo peggiori della prima repubblica. La scissione non avviene adesso, ma è stata silenziosa e continua in questi anni, si è preferito il rapporto diretto tra il capo e i cittadini. Una semplificazione che si è rivelata sbagliata e pericolosa. Accompagnata da comportamenti che invece che contrastare l’antipolitica la hanno alimentata; ricordiamo le parole d’ordine, diminuiamo le poltrone, meno politici, rottamazione, in un crescendo a fare il verso ai populismi. Anche qui sbagliando, l’antipolitica non si può fare, non si è credibili, quando si governa l’Italia”.

Montesi poi analizza gli ultimi appuntamenti elettorali: “Il disastro delle ultime amministrative fino alla caporetto del referendum costituzionale. Una classe dirigente nazionale normale in un partito normale avrebbe aperto una discussione vera, profonda, sulle motivazioni e cercato di apporre rimedi. Invece la risposta è stata di chiusura arrogante, al di là dei gesti ad effetto, nessuna comprensione della gravità della situazione, nessun anteporre il bene comune rispetto al proprio destino personale. Anzi, la voglia di rivincita che vince su ogni altra considerazione”. Per l’ex capogruppo Pd ed attuale assessore comunale a Matelica la rotta appare già tracciata: “Su questo la strada è segnata in assenza di azioni decise e cambiamenti di rotta. La domanda principale a cui dare risposta rimane: perché i nostri elettori ci hanno abbandonato? In politica non sbagliano mai gli elettori, sbagliate sono le proposte politiche. Milioni di italiani non hanno votato Pd nelle ultime tornate elettorali ed il referendum costituzionale, altro gravissimo errore, è stato trasformato nel giudizio universale sul Pd, con la risposta che conosciamo – continua Montesi – non si può fare in un congresso che è solo l’ennesima conta plebiscito del Capo. Fino in fondo abbiamo creduto nella possibilità di poter svolgere la nostra battaglia nel OD. Temo che non si possa fare più nel Pd. Il nostro compito, credo debba essere quello di cercare di riconnetterci con quel popolo di sinistra che ha abbandonato politicamente e elettoralmente il Pd con particolare attenzione ai giovani che per l’80 per cento hanno votato ‘nò al referendum e al mondo del lavoro che non guarda più al Pd”. L’imperativo è quello di ricostruire un’ampia alleanza di centrosinistra: “Mettere a disposizione lo spazio politico per ricostruire il centrosinistra, il campo largo che serve ad affrontare le sfide che il paese ha davanti, non una cosa piccola, o la cosa rossa come la definiscono i giornali, ma lo spirito di un nuovo Ulivo, che sappia trovare le analisi, le parole e i valori per poter rimettere insieme il mondo della sinistra, con il centro, con l’associazionismo. Non l’ennesimo partitino della sinistra, ma la volontà e gli strumenti per ricostituire “ un nuovo centro sinistra” o meglio dire “per il centro sinistra” perché quello che c’era l’ha ammazzato Renzi. Insomma un cantiere vero e proprio, saremo in qualunque sede i difensori del centrosinistra, la nostra azione non sarà mai a danno di esso, ma a sostegno, laddove esso governa e laddove esso è chiamato ad appuntamenti elettorali”.

(m. o)

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