Il conto dell’emergenza neve: 1,4 milioni,
“Ma ce ne sono solo 300mila”

I costi sostenuti dalla Provincia per lo sgombero delle strade a cui si aggiungeranno quelli della manutenzione riaprono il dibattito sulla riabilitazione dell'Ente come organismo di raccordo necessario nelle fasi critiche. Il presidente Antonio Pettinari: "Di fronte alla necessità non ci siamo posti il dubbio pur sapendo che le risorse non c'erano. Ma adesso le ditte che hanno prestato servizio vogliono sapere chi le pagherà"
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Il presidente della Provincia Antonio Pettinari e il responsabile dell’ufficio tecnico Alessandro Mecozzi

 

di Claudio Ricci

“Ci siamo trovati di fronte ad un bivio. Agire sapendo che non c’erano risorse a disposizione o attuare il piano neve. Non ci siamo posti il dubbio nemmeno per scherzo. Ma abbiamo speso 1,450 milioni mentre la copertura di bilancio è di soli 300mila euro”. Passata l’emergenza, almeno nel Maceratese, il presidente Antonio Pettinari riapre la discussione sulla necessità di “riabilitare” le Province alla luce delle difficoltà vissute dal territorio durante il mix di nuove scosse e la straordinaria nevicata dei giorni scorsi. “In quei giorni in cui tutta la struttura era impegnata giorno e notte per la neve abbiamo dovuto rifare tutti i sopralluoghi negli edifici di nostra competenza per l’emergenza sisma – spiega Pettinari –  Questa circostanza ci ha terrorizzato”. Troppe incombenze e poche risorse, pesano i tagli della riforma Delrio e il conseguente destino incerto dell’ente anche alla luce del referendum dello scorso 4 dicembre che ha tolto legittimità al declassamento e alla perdita di funzioni delle province.

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La cartina stradale della provincia

“Occorreva garantire sicurezza sulle strade – ha detto Pettinari – non solo per la normale utenza ma anche in caso di interventi urgenti come emergenze mediche. Nel momento in cui integravamo le ditte già all’opera con altri mezzi sapevamo anche che tutto ciò avrebbe comportato una spesa notevole. Ora si pone un’esigenza. Chi ha lavorato ha speso in mezzi e uomini e vorrà sapere come pagheremo. Ci siamo già passati dopo la nevicata del 2012 quando fummo costretti ad organizzare una manifestazione di fronte al Parlamento a Roma sulla necessità delle risorse. Temo che possa succedere la stessa cosa. I 30 milioni stanziati dal governo per più regioni servono poco o niente. Ho la speranza che la provincia sia ricompresa in questi provvedimenti. Nessuno però si è preoccupato di sapere se avevamo bisogno di qualcosa”. Alle spese si aggiungeranno quelle ulteriori per la manutenzione delle strade danneggiate dal passaggio di spazzaneve e turbine. “Dobbiamo pensare ad un piano straordinario per la sistemazione di queste strade. A cui si aggiungono l’aggravio per la riparazione dei mezzi che pure sono stati sottoposti a stress durante la forte nevicata. E nei prossimi giorni, a causa dello scioglimento potranno esserci frane e smottamenti su cui bisognerà intervenire”.

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Libera da oggi la Sarnano- Sassotetto

Difficile coordinare il personale “ridotto alla frutta” per usare le parole del responsabile dell’ufficio Tecnico Alessandro Mecozzi durante l’emergenza, soprattutto durante il black out delle linee elettriche e telefoniche subito dopo il terremoto. I 55 operai provinciali ( di cui 40 riassegnati dalla Regione) hanno dovuto provvedere ai 54 lotti in cui è diviso il territorio secondo il piano neve. Oltre ai mezzi delle ditte private le squadre avevano circa una ventina di mezzi tra spazzeneve, moto-pale, di cui 5 turbine. Uomini e mezzi lavorano ininterrottamente dal 3 gennaio. Da oggi è libera la Sarnano- Sassotetto (mentre era già stata sgomberata la Pintura per Bolognola) per consentire l’apertura delle piste da sci.

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Tutto pronto per sciare a Sassotetto

“C’è stato un impegno straordinario – sottolinea Pettinari – e la volontà dell’amministrazione di non attenersi alla disponibilità finanziaria ma di mettersi al servizio dei cittadini e della pubblica sicurezza. Lo Stato si rende conto che le province ci sono ma occorre farle ridiventare operative con le dovute risorse senza aspettare ulteriori emergenze. Manca la cinghia di trasmissione tra la macchina dei soccorsi e il territorio. Tutti dalla prefettura, ai vigili del fuoco fino alla protezione civile e ai volontari sono in grado di operare ma il coordinamento non c’è più, perché la protezione civile non è più competenza delle province. La Regione, così come per le strade e la polizia provinciale poteva riassegnare la competenza ma non l’ha mai fatto nonostante io stesso l’ho sollecitato più volte”.



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