Aprire la Valnerina
e riportare la gente sui monti
per “Ricostruire le comunità”

CASTELRAIMONDO - Sono gli interventi necessari secondo quanto emerso dal convegno promosso da Cisl Marche. L'onorevole Manzi ha annunciato la firma al Ministero dell'economia di un accordo per gli ammortizzatori sociali a favore dei lavoratori residenti nei centri del cratere e due emendamenti al milleproroghe, uno per correggere la formulazione della busta pesante e l'altro per chiedere a proroga delle iscrizioni scolastiche. Il segretario regionale Ferracuti: "Dobbiamo trovare la giusta sintesi tra il livello di coordinamento regionale e le concrete esigenze espresse dalle singole realtà locali"

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Il convegno Cisl a Castelraimondo

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L’intervento del segretario Marco Ferracuti

di Monia Orazi

Un appello per riaprire la Valnerina e fare rete tutti insieme per salvare l’economia del territorio devastato dal sisma, riportando le persone a vivere nei loro luoghi di origine è stato lanciato da coloro che sono stati testimoni del convegno Cisl “Ricostruire le comunità, esperienze e prospettive per i territori colpiti dal sisma”, tenutosi a Borgo Lanciano. La serie di interventi della prima parte, coordinati da Rocco Gravina della Fim Cisl, sono stati aperti dall’assessore Patrizio Leonelli del comune di Castelraimondo. E’ intervenuto poi per un saluto l’arcivescovo di Camerino monsignor Francesco Giovanni Brugnaro: «Per prima cosa va riconosciuto il danno subito per il terremoto, non solo quello fisico, ma anche quello morale, ponendo la persona al centro, noi abbiamo 305 chiese distrutte e richieste per nove mostre a favore dei terremotati delle nostre opere d’arte, il secondo aspetto riguarda la promozione del turismo, il sostegno alle scuole, al valore del territorio, io ho avuto un’esperienza nella Cisl, confido nel mondo del lavoro”.
L’onorevole Irene Manzi ha annunciato che oggi al Ministero dell’economia è stato firmato un accordo per gli ammortizzatori sociali a favore dei lavoratori residenti nei centri del cratere e inoltre che saranno apportati due emendamenti al decreto milleproroghe, uno per correggere la formulazione della busta pesante riferita solo a coloro che risiedono nei comuni più colpiti e l’altro per chiedere il prolungamento delle iscrizioni nelle scuole. Presente tra il pubblico anche il senatore Mario Morgoni. Roberto Mocci, dipendente Nerea ha chiesto di riaprire al più presto la Valnerina: «Ci sono colleghi di Preci, distante pochi chilometri da Visso che si fanno 140 chilometri al giorno per lavorare, anche io ne faccio duecento, con il sorriso sulle labbra, perchè voglio restare nel territorio dove lavoro. Fate un bypass per l’Umbria, serve fare presto con le casette per riportare la gente qui, serve invogliare nuovi imprenditori ad investire, creando nuovi posti di lavoro, come fatto da Della Valle per Arquata. Al rettore Corradini chiedo di portare un corso di laurea a Castelsantangelo».
convegno_cis_castelraimondo-1-650x366La preside Luciana Salvucci del comprensivo di Colmurano ha proposto di ricostruire le scuole secondo il modello della Val D’Aosta o della Finlandia, anche con criteri estetici per insegnare ai ragazzi la bellezza. Francesca Basha, studentessa Unicam ha testimoniato tutto l’attaccamento verso il territorio e la città di Camerino e le grandi difficoltà affrontate dall’ateneo che è riuscito a ripartire: «Ho visto con i miei occhi quanto è stato difficile riallocare Informatica, a noi studenti specie per chi non è delle Marche servono i trasporti, poi i posti letto, infine lo spazio per vivere insieme alla città, ai commercianti, siamo affezionati a Camerino e non ce ne vogliamo andare». Corrado Grandoni titolare di un’azienda agricola a Fiuminata ha chiesto di organizzare un mercato alternativo per i prodotti locali, con le aziende che sono in ginocchio per il maltempo e la mancata consegna delle stalle, valorizzando presso i consumatori anche le tipicità locali. Il “miracolo” Daje Marche, il portale e-commerce nato da un gruppo di giovani volontari a Tolentino che vende prodotti di aziende locali, è stato raccontato da Paolo Isabettini: «Abbiamo venduto 250 mila euro di prodotti, siamo un’associazione no-profit e non abbiamo preso nulla, non ci fermeremo, andremo avanti, questo è il nostro modo di aiutare la nostra terra».

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Silvia Spinaci

Nella seconda parte, coordinata da Silvia Spinaci si è parlato dell’idea di futuro dell’entroterra maceratese dopo le ripetute scosse di terremoto che hanno colpito il territorio da agosto 2016. “Ricostruire le comunità” tenendo al centro le persone è la parola d’ordine della Cisl, che attraverso la formula del laboratorio ha voluto agevolare il confronto tra i soggetti che gestiscono le leve dello sviluppo locale, per gettare i semi di questa visione di futuro. «Ricostruire le comunità significa per noi dire che la ricostruzione non può essere solo materiale – spiega Silvia Spinaci, responsabile della Cisl di Macerata – ma deve essere affiancata e guidata dalla ricostruzione di un tessuto sociale, economico e produttivo che metta al centro la persona e sia capace di rispondere ai suoi bisogni». Il rettore Unicam Flavio Corradini ha detto che l’ateneo è pronto a ragionare sulle azioni da intraprendere per risolvere il problema della Valnerina a e mettere in campo tutta la sua professionalità per la ricostruzione, la valorizzazione dei prodotti tipici e dei borghi. Di fondi europei ha parlato Sandro Simonetti, presidente del Gal Sibilla, di sostegno alla popolazione Gianni Giuli dell’area vasta e di necessità di ripensare la strategia delle aree interne e di come salvaguardare le attività commerciali e produttive che sono il motore del territorio, Alessandro Gentilucci, presidente dell’Unione montana.
convegno_cis_castelraimondo-2-400x225«Servono azioni condivise di sviluppo tra tutti i soggetti del territorio per progettare una visione strategica che utilizzi come volano le risorse economiche a disposizione – dichiara Marco Ferracuti – . Ciò significa lavorare in rete e trovare la giusta sintesi tra il livello di coordinamento regionale e le concrete esigenze espresse dalle singole realtà locali attraverso tavoli territoriali». «Dobbiamo ripensarci come territorio, come soggetto corale, – aggiunge Silvia Spinaci – costruendo, a partire, dall’impiego dei fondi europei, una nostra visione fatta di sinergie forti tra tutti i soggetti del territorio: istituzioni, associazioni di categoria, sindacati, università, realtà produttive e culturali insieme per costruire un progetto condiviso e integrato di ricostruzione e sviluppo territoriale. La Cisl si candida ad essere un nodo di rete impegnato ad agevolare la costruzione di queste sinergie». Per Cesare Spuri, direttore dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, «L’emergenza non è finita ma dobbiamo guardare oltre, avere una prospettiva. La ricostruzione deve rispettare le caratteristiche delle Marche e dei suoi cittadini, adattandola alle loro esigenze». «Il nostro territorio indebolito ha bisogno di segnali chiari, a partire dal sistema dei servizi come viabilità, scuola e sanità – ribadisce Antonio Pettinari, presidente della Provincia di Macerata -. Dobbiamo fare in modo che siano le comunità locali a decidere le modalità con le quali ripristinare gli assetti. Si alla legalità, no alla burocratizzazione e all’accentramento». L’assessore regionale Angelo Sciapichetti ha sottolineato la necessità di avviare una ricostruzione «Senza fretta, con una seria riflessione sulle modalità di valorizzazione del patrimonio e del sapere. Dobbiamo lavorare insieme, mettendo da parte campanilismi, polemiche e contrapposizioni. In tempi brevi, 4 mesi, dovremo mettere in campo una conferenza programmatica per il territorio».

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