Ricostruire con i materiali da demolizione:
il progetto innovativo di Unicam

CAMERINO - Alla ricerca Ecotiles partecipano l'ateneo e Grandinetti s.r.l. impresa di produzione cementizia di San Severino
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ecotiles

Il gruppo del progetto Ecotiles

Dal terremoto alla ricostruzione. Tentando però di riutilizzare i rifiuti da costruzione e demolizione per ideare materiali innovativi per l’edilizia ecosostenibile. Questa la sintesi di Ecotiles, il progetto europeo finanziato dall’Unione Europea alla Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino e con la partecipazione di Grandinetti srl di San Severino Marche, azienda leader nella produzione di materiali a base cementizia. “Lo smaltimento e il riciclo dei rifiuti da costruzione e demolizione (Cdw) – spiega la professoressa Eleonora Paris, coordinatrice del progetto Ecotiles – è un problema particolarmente sentito su cui si sta investendo molto in Europa, visto il volume dei materiali coinvolti e la necessità di ridurre l’estrazione di risorse naturali da cava e l’emissione di anidride carbonica. Nel progetto Ecotiles vogliamo dimostrare che sommando le conoscenze scientifiche, le competenze e l’inventiva delle nostre aziende, è possibile ottenere risultati promettenti anche in questo ambito, partendo proprio dalle Marche”.

La bontà del progetto è confermata anche dal partner privato del progetto, la Grandinetti srl di San Severino: “C’è un crescente interesse nell’ambito dell’edilizia e del restauro – aggiunge l’ingegner Valentino Grandinetti, socio dell’omonima azienda – per materiali ecosostenibili con una buona percentuale di materiale riciclato. Il loro utilizzo in architettura permette di avere un minore impatto sull’ambiente e un aumento del valore di ecosostenibilità degli immobili”. Le piastrelle Ecotiles infatti soddisfano lo standard Leed (Leadership in Energy and Environmental Design), uno degli strumenti di misurazione della sostenibilità ambientale degli edifici più utilizzato. Ecotiles è stato presentato recentemente al Comitato dei Sostenitori dell’università di Camerino, che ha apprezzato sia il tema del progetto, innovativo e di interesse specialmente nel dopo-terremoto, sia l’efficace sinergia attivata tra azienda e università che ha permesso di ottenere il finanziamento europeo e di produrre già i primi demo da presentare alle fiere del settore.



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