Tod’s apre ad Arquata,
presentato il nuovo stabilimento
Della Valle: “Consegna entro un anno”
SISMA - L'imprenditore elpidiense ha consegnato le chiavi della futura fabbrica al sindaco del comune terremotato: "Speriamo che altri seguano il nostro esempio. Credo che da fine gennaio i ragazzi di Arquata e del circondario saranno già inseriti nelle nostre aziende"

L’imprenditore Diego Della Valle

di Maikol Di Stefano
(Foto di Federico De Marco)
Un nuovo stabilimento della Tod’s per aiutare uno dei centri maggiormente colpiti dal sisma. Oggi pomeriggio, alla presenza di numerose istituzioni del territorio e del commissario Vasco Errani, Diego e Andrea Della Valle hanno alzato il sipario sul progetto di una fabbrica ad Arquata, progetto consegnato al sindaco del comune terremotato, Aleandro Petrucci. “Oggi – ha detto Diego Della Valle – passiamo alla fase operativa vera, di un impegno preso col sindaco d’Arquata che rappresenta tutte le zone terremotate. Oggi consegniamo ufficiosamente al sindaco le chiavi della fabbrica che andremo a costruire. L’impegno è di consegnarla entro 12 mesi da oggi. La fabbrica rappresenta la speranza, perché guardandola si vede un punto d’inizio per ricostruire una comunità. Sarà uno stabilimento come questo, leggermente più piccolo.

Diego e Andrea Della Valle con il sindaco di Arquata (al centro)
Oggi facciamo quest’operazione per le zone terremotate, ma la speranza è che altri imprenditori vengano in questi territori ed investano lì. Lo spero soprattutto per i giovani che vogliono fare, lavorare, senza lasciare il loro territorio. Siamo convinti e contenti di poter far qualcosa – ha detto ancora l’imprenditore -, anche nella disgrazia, di poter lavorare per queste persone, per il territorio e per l’Italia. Le imprese oggi non possono pensare di essere di successo solo per fatturato, ma l’ultimo a pezzo è aver il dovere di restituire un pezzetto alla collettività che si ha intorno. Da metà gennaio, faremo una lista di imprenditori da andare a trovare, così da poterli convincere. Credo che da fine gennaio i ragazzi di Arquata e del circondario saranno già inseriti nelle nostre aziende. Quello che vogliamo far capire è che partiamo cercando di coinvolgere più imprenditori possibili. Un’operazione di solidarietà bellissima, fra italiani di una grande forza”. Un impegno, quello della famiglia Della Valle, “che vale come una scommessa che siamo pronti a vincere”, spiega Andrea Della Valle. “I ragazzi di Arquata avranno l’opportunità di fare formazione con il nostro personale già presente – ha detto l’imprenditore –. Questa è un’opportunità che sono certo inorgoglisce profondamente anche il nostro staff”. Una fabbrica che nasce con l’intento di dare nuovo futuro alle zone colpite dal sisma, una convinzione non solo di Diego Della Valle, ma anche del commissario straordinario Vasco Errani. “Per ricostruire sono essenziali due cose, le scuole ed il lavoro. Se vogliamo dare spinta e futuro, le condizioni essenziali sono queste. Noi abbiamo un grande problema, ovvero sapere che per gli anziani è difficile pensare ad un futuro. Noi possiamo solo rispondere loro con i fatti, dando lavoro, tenendo i ragazzi del posto in questi territori. Solo così, mostrando questo futuro, possiamo rispondere a questi dubbi – continua Errani – la vera solidarietà è fare, e fare significa promuovere cultura, servizi e lavori nei confronti di chi ha vissuto e sta vivendo un dramma enorme. Qui quello che stiamo facendo è importante. Questo è dare futuro”. C’è voglia di ricominciare, non solo ad Arquata ma in tutti gli altri comuni della montagna lo spiega il primo cittadino del comune ascolano, Aleandro Petrucci. “All’inizio il sogno erano le casette di legno, ma poi ci siamo resi conto che sì un tetto è necessario, ma senza il lavoro non c’è futuro. I ragazzi rischierebbero di prendere e scappare altrove, nelle grandi città, alla ricerca di una speranza di vita diversa – ha commentato Petrucci – questo intervento della famiglia Della Valle evita questa fuga. Ridona ai “cittadini della montagna” una speranza tangibile”.
(Servizio aggiornato alle 18,45)



























Sempre l’iniziativa privata…
1000 di DELLA VALLE e l’italia andava a comandare!!! Grazie!!
Bravo
Grandiii!!!
Che buon uomo…
Grande grande grande!!!!persone come lui dovevano stare al governo,sicuro che l’italia non era ridotta in queste condizioni!!
Non si è n.1 per caso, un grande!
ce ne vorrebbero di più di UOMINI così !!!!! EVVAI Diego .
Complimenti
Grande Diego!
Queste sono le cose serie, altro che quei 4 quaquaraqua che sono al governo
Brava persona!!!! Bravo Diego
DIEGO 4 PRESIDENT!!
Bravo davvero
Grande grandeDIEGO DELLA VALLE ..Grande imprenditore ITALIANO ..!! GRAZIE. .!!
Grandi Diego e Andrea Della Valle,sempre dalla parte di chi soffre. Ce ne fossero di imprenditori così,avremo Un’Italia più bella e solidale.
Questo signore promette e mantiene ,è una razza in estinzione.Grande tutto il nostro rispetto !!!!!!!
Tutto sta nel capire che “l’ultimo a pezzo è aver il dovere di restituire un pezzetto” poi il resto viene da sé, chiavi in mano.
E poi ce ne vorrebbe una per tutti i 46 comuni entroterra Maceratese. Tutto bello, ma i borghi montani maceratesi ?
Uno dei pochi!
si può dare di più senza essere eroi.
Volevo scrivere una frase sulla beneficenza, sul tipo non pacchiana, con sette telecamere che passano per caso, la maestranza divisa per colori chissà se scelta a caso o per volontari o come rappresentanza ariana. ” Eccezzziunale veramente “, la foto del sindaco con il disegno della fabbrica di futura costruzione in mano che pare pensare: “A me me pare tando che quissi me sta cojonenne co stu disegno incorniciatu”. Il pubblico delle grandi occasioni , almeno credo, il bon ton del Patron e la cerimonia non so se chiusa con tartine, pasticcini e spumantini ( per la rima ). Ritornando alla frase sulla elargizione, mi veniva in mente solo ” a caval donato non si guarda in bocca”, ma mi sembrava irriverente, cosicché ho chiesto aiuto a google. Smielature da ogni dove, tutte che sembrano dire che donare oltre ad aprire le porte della felicità, del cuore, del Paradiso per chi ci crede e ci spera, più altri vantaggi morali, etici che mi stavano convincendo che è meglio fare la carità soprattutto quanto non ti costa molto ( non è questo il caso, qui si parla di milioni di euro, anche se, anche se…non è detto che il concetto non si possa allargare ), che riceverla, che resta sempre un gesto poco dignitoso e non ti garantisce la salvezza eterna, ma un bel tribolare terreno magari sì. Quindi beato e fortunato chi può donare e almeno riconoscente chi riceve senza dover sbavare tanto sulla mano del benefattore. Insomma non trovavo la frase giusta per magnificare il personaggio chiave di questa storia strappalacrime anche se tutti ridono divertiti, quando ho letto una frase che devo essere sincero, non ho ben capito, o meglio mi è sfuggita l’assonanza con le altre. Ma siccome è l’unica che mi ha fatto ridere tra tutte queste meritevoli frasi che indicano la strada per la salvezza, l’ho voluta riportare per intero.
” Questa è la storia di quattro persone, chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno. C’era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare “.
(Anonimo)
Concludo perché ultimamente mi piace sempre meno dover commentare cose che si commentano da sole, non mancando di ricordare come mio solito, quella vecchiettina cugina di primo grado del ” nostro “, ottantaquattrenne, abitante a Macerata acciaccatina, operatina dal solito cancro, sempre in lotta nel cercare di mettere assieme il pane quotidiano che a volte gli devo portare io che non trovo e non provo nessun giovamento a beneficare, forse perché per farlo devo togliere a me che non sono ricco e neanche portato ad essere prodigo di belle e tanto inutili parole di incoraggiamento quando è ben altro che serve. ” Non apriamo armadi, né scoperchiamo pentole e lasciamo che la polvere riposi sotto il tappeto “. Leonida Rubistein
i poveri sono le brioches dell’anima… come farebbero i capazzi a sentirsi superiori, felici e buoni se non ci fossero i poveri?