Raccolta fondi per il Parco dei Sibillini
“Ci facciamo garanti del territorio”
SISMA - Il presidente dell'ente Oliviero Olivieri: "A breve ci riuniremo con i sindaci per approntare le linee di rilancio. Tra le prime cose che finanzieremo le recinzioni elettrificate per proteggere il bestiame degli allevatori"

Il Parco nazionale dei monti Sibillini ha trovato due sistemazioni provvisorie a Tolentino e Foligno dopo che la sede di Visso è diventata inagibile. Ma è in attesa di una struttura mobile e nel frattempo l’attività non si ferma. Continuano i monitoraggi delle aree faunistiche e dei sentieri per capire in quali condizioni versino dopo gli eventi sismici (alcune situazioni sono critiche come quella della gola dell’Infernaccio, devastata dalle frane), continua il progetto per sostenere l’economia delle zone terremotate (sul sito c’è una sezione apposita), ed è stata attivata la raccolta fondi “Aiutiamo il parco”, in modo da sostenere il territorio. L’iban per fare la donazione è IT59D0605569240000000002221 tramite Nuova Banca Marche filiale di Visso, intestato a Ente Parco nazionale dei monti Sibillini. «L’idea – dice il presidente del Parco, Oliviero Olivieri – è quella di farsi garanti, come per le aziende produttrici che ospitiamo nel sito, di un’azione di tutela generale di chi opera e lavora all’interno del territorio del Parco. A breve, appena superata l’emergenza più stretta, ci riuniremo con i sindaci e la Giunta per approntare le linee di rilancio per il Parco. È fondamentale ricreare le condizioni perché la gente possa vivere qui, lavorarci, avere una casa sicura, e godere della natura che è un ottimo volano anche per il turismo e l’economia. Per questo, tra le prime cose che finanzieremo con la raccolta fondi, vi è un aiuto concreto agli allevatori per potersi dotare di recinzioni elettrificate a protezione del bestiame ovino e caprino da canidi e altri carnivori. Il bando partirà probabilmente già la prossima settimana. Ripristinare la piena operatività del Parco – conclude Olivieri – consentirà di riavviare i tanti progetti e le attività cui, di concerto con gli altri enti ed associazioni del territorio, stavamo lavorando prima del terremoto».
Gli aiuti dovrebbero andare alla popolazione e al territorio. Bisognerebbe anche ripristinare al più presto strade e sentieri per favorire le attività turistiche nella natura e le attività compatibili che si possono praticare nelle nostre montagne. Ma i gestori del parco sono noti per essere stati sempre ostili alle forme di turismo “sostenibile” nei monti Sibillini, al punto da relegare questo parco tra gli ultimi posti nella classifica degli arrivi turistici. Ricordiamo tutti bene i divieti imposti unilateralmente dal parco nei confronti di attività quali l’alpinismo, la mountain-bike, perfino le escursioni se fatte in compagnia del proprio cane, insieme a tutte le altre ben note criticità.
Per questo è intollerabile sentire adesso che il parco dei Monti Sibillini lancia una raccolta fondi per ripristinare proprio quelle strutture e infrastrutture (sentieri, rifugi) per le quali ha già incassato ingenti somme pubbliche e che non è mai stato capace di valorizzare e far funzionare come si deve! I fondi andrebbero raccolti per i cittadini che hanno perso le loro case e le loro attività, non per un ente pubblico che dispone di un proprio bilancio e avvia progetti usando fondi pubblici. E in questo senso siamo tutti in attesa di vedere cosa saprà fare il Parco, se saprà apportare un proprio contributo alla ricostruzione o continuerà a drenare fondi che potrebbero più utilmente essere spesi per aiutare le persone, le imprese e sviluppare l’economia… chiedere una stampante con il toner….è vergognoso! Proprio come ben risulta dai numerosi commenti altamente critici (a dir poco!) nella pagina facebook del parco.
La gestione del Parco dei Sibillini è stata disastrosa per il turismo e per le attività che sarebbe tenuto a favorire per legge, a partire da quelle tradizionali, incluso l’alpinismo. È quindi l’ultimo soggetto a cui affidare fondi destinati al ripristino e allo sviluppo di queste stesse attività. Meglio allora sarebbe chiuderlo, le enormi risorse economiche potrebbero essere così utilizzate per scopi molto più nobili, ad iniziare dagli aiuti che si potrebbero dare alle persone che vivono sulla propria pelle la tragedia del terremoto.
Ritengo che il commento di Paolo Caruso sia, come in altre occasioni, estremamente esaustivo, coerente e soprattutto riporti correttamente quanto si può trovare anche su facebook.
Credo che in esso si riconoscano tutti coloro – e sono molti – che sono stufi della gestione totalitaria di un’area particolare come quella dei sibillini, in cui le attività sostenibili sono state ormai da tempo costrette all’interno di vincoli a volte palesemente assurdi. E in cui si preferisce mettere in secondo piano le persone che hanno perso tutto con il sisma.
Condividere contenuti e commenti come questi sui social, per far sì che la gente capisca, conosca e soprattutto decida, è quantomai fondamentale, perché il NOSTRO parco torni ad essere quello per cui è nato e non continui ad essere il luna park arrogante e superficiale che qualche businnessman e burocrate hanno creato.