Le richieste delle aziende:
“No tax area invece della sospensione”

SISMA - Sono 301 le imprese che hanno partecipato agli incontri di Confartigianato per parlare degli aiuti disponibili per chi è stato danneggiato dal terremoto. Tra i problemi che restano senza soluzione quello del mancato incasso per le attività ancora agibili

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I commercianti di Tolentino in uno degli incontri di Confartigianato

I commercianti di Tolentino in uno degli incontri di Confartigianato

 

Sono 301 le aziende provenienti da 21 comuni del Maceratese che hanno partecipato agli incontri informativi di Confartigianato Macerata: il 69,43 percento ha subito danni agli immobili e il 36,54 percento danni alle scorte. Questi alcuni dei dati sintetici a una settimana dagli appuntamenti itineranti di Confartigianato che hanno toccato Tolentino, San Severino, Pieve Torina, Camerino e Passo San Ginesio per spiegare quali aiuti ci sono per i commercianti danneggiati dal terremoto e raccogliere le richieste più urgenti.

NO TAX AREA E MODULI – Unanime la richiesta dei commercianti di trovare un’alternativa alla sospensione del pagamento delle tasse e contributi, già prevista nel decreto ministeriale e che rischia, dicono le aziende, di trasformarsi in un boomerang quando dovranno pagare nuovi e vecchi tributi. Quello che chiedono invece è una “no tax area” temporanea che valga due o tre anni. Sul fronte dei moduli o dei container la richiesta è che vengano consegnati al più presto e che siano dotati di standard qualitativi adeguati che rispettino le norme igieniche e la privacy.

I DATI – I Comuni più rappresentati sono stati Camerino (69 aziende), Tolentino (46 aziende) e Visso (41 aziende), ma particolarmente significativi, in rapporto al totale delle imprese esistenti su quel dato territorio, i dati relativi a Muccia (21 aziende su 149 attività esistenti) ed a Pieve Torina (21 aziende su 155). Per quanto riguarda la rilevazione dei danni subiti il 69,43 percento delle aziende ha segnalato danni agli immobili; il 36,54 percento danni alle scorte; il 27,57 percento  danni a beni mobili; il 24,25 percento danni a prodotti di stoccaggio ed il 16,27 percento danni da mancato incasso. Tra le necessità immediate il 48,17 percento chiede la sospensione dei mutui, il 42,85 percento ha bisogno di delocalizzare subito l’attività; il 33,88 percento è invece alla ricerca di locali in affitto per continuare a lavorare; il 20,93 percento lamenta la necessità di vendita dei prodotti in giacenza; il 17,60 percento fa presente di aver necessità di accesso alla “cassa integrazione”; il 13,62 percento ha difficoltà ad acquistare le materie prime; il 10,29 percento deve riparare dei macchinari; il 9,63 percento deve invece acquistarne di nuovi e il 5,67 percento si rivolgerà all’aiuto economico dell’Ente bilaterale per l’artigianato Marche (Ebam).

MANCATI INCASSI – Confartigianato in una nota si impegna «a fornire supporto e assistenza alle proprie aziende cercando di favorire la rapida attuazione di misure e provvedimenti per far fronte alle tante e diverse esigenze aziendali rilevate. Se su alcuni temi il Governo già sta offrendo soluzioni e risorse, per altre problematiche (si pensi ad esempio a come poter indennizzare i mancati incassi e le spese sostenute da chi, da subito, ha delocalizzato l’attività produttiva per mantenerne l’operatività) di criteri oggettivi e di risorse disponibili nessuno ancora parla. La Regione e le istituzioni locali dovranno in qualche modo pensare a interventi in tale direzione».

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