Aperto il processo per i delitti di Cingoli:
una cinquantina i testimoni
IN TRIBUNALE - Al via oggi la Corte d'assise a Macerata per il duplice omicidio. Tre gli imputati

Sopra, al centro, Alex Lombardi il giorno dell’arresto. Sotto, da sinistra, il colonnello Stefano Di Iulio (comandante provinciale dei carabinieri), il procuratore Giovanni Giorgio, il colonnello Leonardo Bertini (ex comandante del Reparto operativo di Macerata)
di Gianluca Ginella
Duplice omicidio di Cingoli, partito il processo di Corte d’assise al tribunale di Macerata. Tre gli imputati che a vario titolo devono rispondere dei delitti di due marocchini di 30 anni, Hassan Abbouli e Youness Inani, che sono stati uccisi il 25 maggio del 2011 a San Faustino di Cingoli. Secondo l’accusa, il bodyguard Alex Lombardi, 41 anni, di Filottrano, il 36enne Marco Pesaresi, di Filottrano, e il 33enne Jonny Rizzo, di Ancona, avrebbero concorso al delitto dei due marocchini per compiere una rapina di droga (l’accusa parla di non meno di 50 chili di hashish). Pesaresi, dice l’accusa, aveva appreso da Lombardi del suo piano per rapinare lo stupefacente e si sarebbe accordato con Abbouli (da tempo fornitore di droga del 36enne) per incontrarsi per comprare dell’hashish nella serata del 25 maggio. L’incontro si era tenuto in un ristorante di Cingoli.
In questo modo Pesaresi avrebbe acquistato 2 chili di droga e Lombardi, andato all’appuntamento insieme a Rizzo, avrebbe minacciato con una pistola Abbouli e Inani anche lui presente all’incontro, per prendergli la droga. Poi Lombardi e Rizzo, continua l’accusa, avrebbero ucciso i due 30enni, sparandogli. In seguito Rizzo e Lombardi avrebbero sistemato le due vittime nel portabagagli dell’auto che usavano i due marocchini, una Lancia Y, per poi dare fuoco alla vettura in località San Faustino di Cingoli. Agli imputati viene anche contestato lo spaccio della droga rapinata ai due marocchini, la distruzione di cadavere, il porto abusivo di armi. Oggi il processo si è aperto con l’ammissione della lista dei testimoni di accusa, sostenuta dal procuratore Giovanni Giorgio e dal pm Stefania Ciccioli, della parte civile (si sono costituiti i famigliari di Abbouli, assistiti dall’avvocato Alessandro Brandoni) e dei difensori degli imputati, gli avvocati Fabrizio Belfiore (per Lombardi), Vando Scheggia e Marielvia Valeri (per Rizzo), Francesco Voltattorni (per Pesaresi).
Una cinquantina i testimoni che saranno sentiti al processo. La Corte, presieduta dal giudice Chiara Minerva, questa mattina ha disposto la trascrizione delle intercettazioni telefoniche e ha acquisito la documentazione prodotta. Sbrigate le questioni preliminari, il processo è stato rinviato al 19 ottobre.


Chiunque si avvicina alla droga, prima o poi diventa vittima del Male o artefice del Male.