Tra posti auto e banchi inagibili,
consiglio anti-sismico al nostro sindaco

LETTERA 22 - Scelga tra evitare un contenzioso con la Saba e le preoccupazioni di una mamma. Dica pure Park-Sì se lo ritiene, ma è possibile che quando chiede le tasse qualcuno le risponda pago no
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Carlo Cambi

Carlo Cambi

 

di Carlo Cambi

Ho un profondo riguardo per il sindaco Romano Carancini, come persona e come rappresentante delle istituzioni com’è dovuto in un paese democratico. Per la verità il consesso democratico esige che ci sia reciprocità in questo rispetto, ma in Italia si tende a considerare il cittadino come un suddito. Ho anche una sincera considerazione per la sua fatica: fare oggi il sindaco è uno dei mestieri più ingrati e gravosi che ci siano visto che lo Stato taglia e il Parlamento – a forza di leggi – ingarbuglia. Ma nel fare il sindaco c’è uno stile: i cittadini vanno compresi anche nella loro ostinazione a pensarla diversamente e mai il sindaco deve interpretarsi come controparte della comunità. Egli semmai ne è la guida. Temo però che da questo terremoto il nostro sindaco stia avendo qualche danno. Mi permetto perciò di dargli un consiglio non richiesto, e dunque trascurabile, da cui però discendono delle considerazioni commendevoli. Anche da parte della procura della Repubblica che un controllo su come sono stati spesi i soldi per l’edilizia scolastica a Macerata dovrà pur farlo; una notizia se non criminis almeno monentis è venuta per ammissione pubblica dell’amministrazione comunale che dichiara: a Macerata nessuna scuola è antisismica. Forse bisognerebbe aggiungere “nessuna scuola pubblica”. E comunque per l’Atene delle Marche non è un bel dire, tanto più se si considera che la città vive anche di università. Strano ad esempio che il sindaco non abbia chiesto al rettore: come stiamo messi con le aule? E se nessuna scuola è antisismica ciò vale anche per la Facoltà di Scienze della Formazione costruita qualche anno fa? Oppure il Comune parla solo delle sue scuole? Un po’ di chiarezza non farebbe male.

Romano Carancini e Rita Emiliozzi all'assemblea alla Fratelli Cervi

Romano Carancini e Rita Emiliozzi all’assemblea alla Fratelli Cervi

Queste mie considerazioni nascono dall’assemblea che si è tenuta per la vicenda della Fratelli Cervi inagibile in parte dopo il luttuoso terremoto del 24 agosto (leggi). Riferiscono le cronache che il sindaco forse infastidito dall’insistenza dei genitori nel porre una domanda centrale – ma la scuola è sicura? – e abbia risposto con una certa alterigia: la scuola è sicura, non è antisismica, ma voi fate come vi pare. Aggiungendo poi che se anche il Comune avesse i soldi per aggiustare le scuole non potrebbe farlo per via del patto di stabilità. E’ davvero poco comprensibile che nessuno suggerisca a Carancini come rapportarsi con i cittadini, con tutti i soldi che il Comune investe per parlare e far parlare di se. Macerata ha un’eccellente facoltà in Scienze della Comunicazione e uno stage gratuito o al massimo pagato con un voucher per uno spin doctor del sindaco si può attivare. Perché quando Carancini dice ai cittadini “la scuola è sicura, ma non è antisismica e voi fate come vi pare” si espone a rischi assai gravi, sia sotto il profilo della responsabilità penale, sia sotto il profilo della rappresentanza politica e in più svaluta il suo ruolo istituzionale e non coglie il delicato momento che la città sta vivendo anche in relazione a scelte amministrative da lui strenuamente difese. Insomma si rappresenta più da autocrate che da primo cittadino.

L'ingresso del Park Sì

L’ingresso del Park Sì

Sul fronte dei soldi il sindaco farebbe bene a considerare che se per evitare il contenzioso con la Saba è disposto a ricomprarsi il Park-Sì spendendo circa 2 milioni pubblici, per evitare il contenzioso con i genitori degli alunni a rischio crollo potrebbe quanto meno bussare a denari col Governo alleandosi con loro. Egualmente: se invoca il patto di stabilità ci spiega perché ci sono mutui attivi per  2,5 milioni di euro per le piscine mai nate e il Comune ancora non promuove azione di responsabilità verso chi non ha iniziato i lavori? E’ vero che il Comune non ha soldi, ma questi quattro milioni e passa che ballano tra Park-Sì e piscine non si possono investire nella sicurezza scolastica? Perché o il patto di stabilità vale per tutti gli investimenti o per nessuno. Forse è questione di priorità.

fratelli-cervi-assemblea3Ma questo è solo l’aspetto più marginale del fronte che Carancini ha aperto e che lo vede – a mio avviso – dalla parte sbagliata. Come si fa a dire a cittadini che pagano le tasse (tante tasse, anche al Comune) le scuole non sono antisismiche e se non ci volete mandare i figli sono fatti vostri? Premesso che contravvenire all’obbligo scolastico espone il genitore a conseguenze penali, il sindaco non dovrebbe adoperarsi perché le scuole siano antisismiche? Non dovrebbe mettersi alla testa di un movimento che chieda pieno rispetto delle garanzie, non dovrebbe vestire la fascia tricolore e andare a Roma e dire: “Il governo ignora i danni che il sisma ha provocato nelle mie terre?”. E non dovrebbe Carancini – o le vicende interne al Pd glielo impediscono? – allearsi con Antonio Pettinari e pretendere che il commissario straordinario al Sisma Vasco Errani – l’unico che sia stato almeno politicamente risarcito per i danni del terremoto – venga a prendere impegni sulla ricostruzione? Macerata è capoluogo della provincia che dal terremoto ha avuto i maggiori danni (fortunatamente ci sono state risparmiate le vittime), ma come accade per la sanità e per molte altre questioni non interpreta alcuna leadership. S’interroghi su questo Carancini piuttosto che rispondere con supponenza ai cittadini che giustamente lo interpellano.

Riapertura dell'istituto San Giuseppe

Riapertura dell’istituto San Giuseppe

Perché proprio a Macerata un esempio di come si fa lo ha avuto. La scuola San Giuseppe ha retto benissimo al sisma, ha avuto solo lievissime lesioni alla palestra. Il 25 agosto già erano stati compiuti i rilievi, e due giorni dopo sono iniziati i lavori. Il 15 settembre tutti a scuola con gli applausi dello stesso Carancini  (leggi). La scuola San Giuseppe – che è una scuola privata – dista in linea d’aria 300 metri dalla Mestica e dal Convitto, scuole pubbliche inagibili dopo il sisma. Perché pagare così tante tasse se la scuola pubblica a fronte di quella privata è insicura e inefficiente? E lo stesso potrebbe dirsi della sanità, dei trasporti, dei servizi ecologici. Comprende Carancini che la sua comunità comincia a vedere incrinato il patto fiduciario con lo Stato? Si rende conto da primo cittadino che ha un obbligo politico e morale di far sentire che la Repubblica non è un tiranno? E comprende da primo dei maceratesi che questa città ha bisogno di servizi efficienti, di risposte concrete e di ritrovare un suo ruolo? Questo è il consiglio non richiesto: la prossima volta che va a scuola, caro sindaco, cerchi d’imparare dai genitori. Le loro preoccupazioni devono essere le sue preoccupazioni, loro non sono controparte, ma sono la sua parte. Scelga tra evitare un contenzioso con la Saba ed evitare le palpitazioni a una mamma sapendo che un posto auto non cambia la storia, ma un ragazzo sicuro a scuola sì. Lei dica pure Park-Sì se lo ritiene, ma la prossima volta è possibile che quando chiede le tasse qualcuno le risponda pago no. Con ossequi.



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