“Non a voce sola” ospita Cristiano Godano
CULTURA - Sesto appuntamento della rassegna il 7 settembre alle 21,15 a Fano con il cantante del gruppo indie-rock Marlene Kuntz
Non a Voce Sola arriva al suo sesto appuntamento, il 7 settembre alle 21,15 a Fano, nella splendida cornice del Teatro della Fortuna. La rassegna di poesia, filosofia, musica ed arti, alla sua settima edizione, è nata come un percorso di conoscenza all’interno del pensiero femminile ed è diventata negli anni il luogo del dialogo fra i generi. L’ospite della serata sarà una delle icone rock del panorama nazionale e internazionale, Cristiano Godano dei Marlene Kunz. Il festival tende a riconfermare la sua identità dialogante fra le varie forme di espressione e la musica e il canto, così come la voce sono il segno distintivo dell’unicità degli esseri umani: donne e uomini. Il fil rouge della rassegna, il corpo politico delle donne, ben si coniuga con la parabola musicale del gruppo cuneese. L’ultimo album, La lunga Attesa, sembra un omaggio al mondo femminile, una sorta di viaggio fra parole e suoni che evocano una diversa prospettiva sul reale. L’operazione è finemente sofisticata per cultori del piacere della parole e del suono, a volte, ruvido del rock. Un salto in avanti conservando l’incanto dell’inizio.
Nato a Fossano nel 1966, Cristiano Godano è il cantante del gruppo indie-rock Marlene Kuntz, che ha fondato nel 1989 con Riccardo Tesio e Luca Bergia. Dopo un soddisfacente esordio in letteratura con la raccolta di racconti I vivi (2008), Cristiano Godano ha deciso di tentare anche quello attoriale nel 2009, con il film Tutta colpa di Giuda, diretto da Davide Ferrario, candidato per la colonna sonora (firmata anch’essa Marlene Kuntz) ai David di Donatello del 2010. Ora il cantautore cuneese sbarca a Non a Voce Sola per raccontare, tra parole e musica, l’essenza femminile percepita, vissuta, suonata e descritta attentamente lungo tutta una vita, a volte corporea e reale, dall’intelletto forte e dalle mani nervose, alla ricerca di senso e libertà, a volte anche eterea, lontana, dagli occhi vitrei e irraggiungibile, immancabilmente ispiratrice di molte sue canzoni. Un viaggio, insomma, alla scoperta di ciò che di una donna può essere detto da un artista della parola e delle note.
Con queste parole l’assessora alle Pari Opportunità di Fano, Marina Bargnesi, ha accolto la tappa di Non a Voce Sola in città: “La Rassegna fin dagli esordi è il luogo e lo spazio dove le donne possono pensarsi e pensare il mondo. Questo lungo percorso, alla sua settima edizione, accoglie il contributo di grandi intellettuali donne e uomini nella convinzione che il mondo deve avere una visione plurale. La polifonia delle voci e delle espressioni artistiche coinvolte ne sono la testimonianza. Come assessore alle pari opportunità sono completamente convinta che le azioni positive volte a colmare il divario fra donna e uomo siano vitali e necessarie, come per il cambiamento è necessario un rovesciamento della prospettiva da cui si guarda e vede la realtà, e questo cambiamento può e deve essere culturale. Le donne e gli uomini debbono pensare alla re-definizione di parole come potere, libertà, politica. Lo si può fare insieme e chissà che anche il conflitto non sia uno spazio di relazione”. “E’ con gioia che ogni anno lo accogliamo, – ha detto Oriana Salvucci, direttrice artistica della rassegna – in una o più dei nostri appuntamenti. La musica e la parola sono mezzi potenti di comunicazione e un artista, nonchè intellettuale come Cristiano conosce il valore e la responsabilità che le parole e la musica comportano. Continua a rivendicare la posizione eminentemente estetica e artistica della sua musica e questo è sicuramente un pregio. Ha l’umiltà delle grandi personalità, l’ingegno degli artisti più prolifici, l’intelligenza di colui che rivendica la necessità di un cammino artistico fatto per il pubblico ma non per compiacerne i capricci. Il suo ultimo album è rivoluzionario sia nelle sonorità, sia nei testi. Vicino al mondo femminile sembra rovesciare gli stereotipi culturali più consueti. L’attesa, la fecondità, la narrazione diventano prerogative anche maschili, una contaminazione fra i sessi così palesemente trasgressiva. Una grande stima per l’artista e per l’uomo”.

mo icona del rock me pare esagerato!!!!