L’occasione mancata dei distretti turistici:
uno spiraglio per il Maceratese
IL CASO - Potrebbero essere riaperti i termini per la provincia rimasta quasi per intero al di fuori dai giochi. Sindaci, assessori e molte imprese non erano a conoscenza della possibilità offerta. Non per colpa della Regione che, secondo quanto emerge dalla legge, è tenuta solo a convocare la Conferenza dei servizi. Un'eccezione è già stata fatta per l'Esino Frasassi approvato il 12 luglio
di Federica Nardi
I termini per la formazione dei distretti turistici potrebbero riaprirsi e con loro uno spiraglio per la provincia di Macerata, unica in regione rimasta fuori dai giochi per motivi ancora da chiarire. È quello che trapela da palazzo Raffaello a pochi giorni dal provvedimento che ha creato nelle Marche otto distretti turistici. Aree presto a burocrazia zero (più facile avviare imprese) che saranno finanziate direttamente dal Ministero per sviluppare commercio e turismo, con agevolazioni anche per l’accesso al credito. Un’occasione d’oro insomma, forse una delle poche da qui a qualche anno per trasformare la vocazione turistica delle Marche in una ricetta di ricchezza e sviluppo.
I distretti sono uno in più rispetto ai sette già annunciati la settimana scorsa. Si aggiunge in corner il 12 luglio il distretto turistico “Esino Frasassi” (Arcevia, Serra de’ Conti, Serra San Quirico), richiesto, fa sapere l’Ente, entro il termine del 30 giugno. Invece, con l’eccezione di Recanati, Porto Recanati e Potenza Picena per il distretto “Riviera del Conero – Colli dell’infinito” e Monte San Martino per quello Piceno, il Maceratese, come anticipato da Cronache Maceratesi, è ad oggi l’unico territorio che non ha attivato l’iter per stabilire il distretto turistico (leggi l’articolo). Un’esclusione che ha colpito le amministrazioni come un fulmine a ciel sereno.
Ai comuni di Macerata, Treia, Tolentino e Civitanova non è arrivata nessuna informazione sull’attivazione dell’iter, che è durato diversi mesi (il primo distretto, quello del Piceno, risale ad aprile). Mentre in tutte le Marche venivano formalizzati gli altri distretti (tra il 21 giugno e il 12 luglio), da San Severino a Civitanova il territorio rimaneva a secco. Ma non per una dimenticanza della Regione, precisa palazzo Raffaello, dato che la legge sui distretti, che è statale, parla chiaro: sono le associazioni di imprese a dover fare richiesta. Solo dopo tocca ai Comuni, alla Regione e infine al ministero del Turismo che mette la firma finale. La Regione quindi è tenuta solo a convocare, su richiesta, la Conferenza dei servizi e a comunicare tutto a Roma. E infatti chi non è stato escluso lo ha fatto perché sollecitato da un’associazione di riferimento. Confindustria Ascoli Piceno nel caso di Monte San Martino e l’associazione “Riviera del Conero” per Recanati, Porto Recanati e Potenza Picena. Anche se una cosa è certa: così come i sindaci e gli assessori, anche tanti imprenditori locali hanno saputo della possibilità offerta dai distretti solo a conti fatti, con la delibera regionale in mano e quindi con quasi nessun margine di recupero.


Trovarsi a conti fatti con la delibera con una mano davanti e l’altra dietro non è che meraviglia più di tanto. Qui sarebbe proprio il caso di dire come fanno questi omuncoli dotati provvisoriamente di potere che ” La legge non ammette ignoranza ” ma sarebbe scendere allo stesso livello di stupidità. Non meraviglia che Civitanova sia rimasta fuori dai giochi, non è mai stato interesse dell’assessore al turismo ( sì, è sempre lui, quello all’Ornato, al Bilancio ecc. ecc.) promuovere la cittadina a più alte possibilità. Quando ,presto se ne andrà, lascerà solo macerie da ricostruire nel più breve tempo possibile per ridare un po’ di decoro al depauperamento scientemente compiuto con l’altro di cui non vale la pena di sprecar parole. A Macerata tutto gira attorno al ParkSì, quindi figuriamoci dove stanno con la testa i suoi esimi amministratori di maggioranza.