Sì al testamento biologico:
Pd spaccato in due, decisivi i grillini

CONSIGLIO COMUNALE DI MACERATA - L'istituzione del registro per le volontà anticipate sui trattamenti sanitari divide completamente la maggioranza. Il capogruppo democrat Del Gobbo: "Mero spot pubblicitario". L'obiezione di Mandrelli: "Non si può dire no quando si parla di diritti". L'ordine del giorno passa per il voto favorevole del M5S: "Le istituzioni devono essere garanti della libertà personale"
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Il gruppo Pd diviso sul testamento biologico

 

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L’intervento di David Miliozzi (Pensare Macerata)

 

di Claudio Ricci

(foto di Lucrezia Benfatto)

Il testamento biologico spacca maggioranza e Consiglio a Macerata. L’istituzione del registro per le dichiarazioni di volontà anticipate sui trattamenti sanitari proposta dal consigliere di Pensare Macerata David Miliozzi mette in crisi il Pd facendo emergere la doppia personalità del partito. Da una parte i contrari: il capogruppo Maurizio Del Gobbo, Paolo Micozzi, Alessia Scoccianti, Paola Ottaviani e Aldo Tiburzi spalleggiati in maggioranza dagli Udc Ivano Tacconi e Marco Foglia e fiancheggiati nell’opposizione da Andrea Marchiori (Fi), Francesco Luciani (Idea Macerata), Maurizio Mosca (Città Viva) e Paolo Renna (Fdi). Dall’altra i favorevoli che oltre a Miliozzi potevano contare sui Pd Bruno Mandrelli – promotore con Enrico Marcolini (Città di tutti) di un emendamento di invito alla Camera e alla Regione affinché si legiferi al più presto sulla materia del “fine vita” – Paolo Manzi, Ninfa Contigiani, Chiara Bisio, Caterina Rogante, da Enzo Valentini e Gabriella Ciarlantini (Macerata Bene Comune), da Marco Menchi (Città di tutti). Assente il sindaco Romano Carancini, “salvato” dal meeting di Confindustria al teatro Lauro Rossi (leggi l’articolo).

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Tra i presenti anche la presidente di Cittadinanza Attiva Zelinda Piccioni ( a destra)

Alla fine la spuntano i sì per 15 a 12 (e l’astensione del Pd Renato Rocchi). Per una volta la maggioranza deve dire grazie al “paracadute” offerto del M5S. «La coerenza del M5S che ha votato convintamente per l’istituzione del registro ha attutito la figuraccia di un Pd spaccato che nel voler proteggere una propria convinzione limita di fatto la libertà degli altri – commenta il consigliere Roberto Cherubini – Un voto trasversale di tutti coloro che reputano che le istituzioni debbano essere garanti della libertà personale». «Il fatto che non ci sia una legge nazionale è un punto di debolezza – è l’ infervorata arringa di Miliozzi- Oggi mi trovo qui a nome di tutte le associazioni del territorio (in aula anche la presidente di Cittadinanza Attiva Zelinda Piccioni) che chiedono al parlamento di darsi una mossa (leggi l’articolo) e a noi umili consiglieri di provincia di discutere di questo tema. Ci sono 150 Comuni in cui il testamento è stato già approvato. L’unica provincia in cui non è stato approvato è proprio Macerata. Dobbiamo dare un segnale in questo senso. Votare contro quest’ordine del giorno significa togliere ad un cittadino che potrà presentare la sua dichiarazione e decidere la libertà della sua vita».

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L’attacco di Andrea Marchiori alla proposta di Miliozzi

L’opposizione più dura arriva da Marchiori che insiste sull’illegittimità della proposta in sede di Consiglio: «State parlando di ideologia becera – accusa il consigliere di Fi – Chiedete che venga istituito un registro illegittimo che non compete al Comune. Non c’è legislazione perché in questa materia non può esserci legislazione. Nessuno può affermare in quest’aula che vi sia un diritto a morire. Non usate strumenti istituzionali per propaganda elettorale». Gli da man forte Maurizio Mosca: «In mancanza di normative chi siamo noi per poter fare queste discussioni. Fare un registro a Macerata significa dare la “caramellina” a qualcuno. Lasciamo stare. Dobbiamo aspettare che qualcuno deputato a questo faccia qualcosa. E’ pericoloso fare un registro che non serve a niente. Potrebbe creare dei problemi».

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Enzo Valentini e Gabriella Ciarlantini sostenitori del testamento biologico

Parla di «rischio querele e risarcimenti» Renna, e di «difficoltà tecniche e sacralità della vita e della morte» l’Udc Foglia. «Un registro che avrebbe solo gli effetti di una mera pubblicità» è la considerazione di Del Gobbo (Pd) in contrasto con il monito del collega di partito, Mandrelli che avverte: «Ogni volta che si tratta di diritti nessuno di noi può dire no. Questo lo riceviamo dal codice civile  e dalla Costituzione». Sulla stessa linea Marcolini (Città di Tutti) che parla di  «inizio di percorso» ed Enzo Valentini che sottolinea: «Più si ampliano le libertà senza toccare quella degli altri meglio è». Sempre Valentini incassa l’unanimità su un ordine del giorno in merito all’abbattimento degli oneri per le ristrutturazioni:

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L’assessore all’Ambiente Mario Iesari

«Approfittando del blocco di tutti i costi di urbanizzazione, sia per il recupero che per le nuove edificazioni (che di fatto ad oggi non sono previste) abbiamo formalizzato un indirizzo all’amministrazione al fine di ridurre i costi di costruzione legati alle ristrutturazione, al recupero dell’esistente e agli efficientamenti energetici. Tutto al fine di incentivare il recupero del patrimonio ed evitare il consumo di ulteriore territorio». Via libera con 22 favorevoli (maggioranza più Tardella e 5Stelle) e 2 astenuti (Fi) anche all’adesione al patto dei sindaci per il clima e l’energia nell’ambito del progetto internazionale Life Sec Adapt. «Negli ultimi 20 anni – ha spiegato l’assessore all’ambiente Mario Iesari – le temperature estive sono aumentate di 2,1° (dati Osservatorio climatologico di Macerata). Con l’adesione al patto dei sindaci inzieremo a lavorare per apprendere e diffondere le pratiche per l’adattamento al cambiamento climatico già i corso».

 

 

 

 



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