L’hacker nella mail,
migliaia di maceratesi in trappola

IL CASO - Nelle caselle di posta elettronica arrivano missive, fittizie, di Equitalia o dell'Agenzia delle Entrate in cui si chiede di pagare e che contengono un allegato o un link. A quel punto basta un clic per dire addio al proprio pc e venire ricattati. Negli ultimi 7-8 mesi sono state tantissime le segnalazioni in provincia arrivate alla polizia postale
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hacker deep web

 

di Gianluca Ginella

Un clic e addio computer: sono migliaia le segnalazioni di persone e aziende che in provincia sono cadute nella trappola del Cryptolocker e dei furti di dati personali. Tutto questo nel giro di 7-8 mesi. Quotidiane le segnalazioni che arrivano alla polizia postale di Macerata di privati, professionisti e aziende che per un clic hanno perso tutti i dati che avevano sul computer e il computer non lo possono più utilizzare. Tutto comincia con una mail in cui, ad esempio, viene chiesto di effettuare un pagamento. Le mail sono, spesso, di Equitalia e dell’Agenzia delle entrate. Naturalmente sono create con account fittizi. Il trucco usato dai criminali del web sta nel suscitare la curiosità di chi apre la mail. Perché a questa è allegato un file, di solito in formato zip (un archivio elettronico) o pdf (programma di lettura del testo), oppure un link dove basta “cliccare”. Ma quando si dà il comando per aprirli il computer è spacciato perché si installa un virus elettronico chiamato Cryptolocker che cripta tutti i file del pc. E non esiste più la possibilità di recuperarli. A meno che non si possieda la chiave di decriptazione.

Raffaele Daniele

Raffaele Daniele

Che non conosce nessuno tranne la persona stessa che ha inviato la mail. Persona che poi chiede, per decriptare i file, un riscatto che deve essere pagato in bit coin, moneta non tracciabile, per un valore che varia di caso in caso, ma che di solito si dovrebbe aggirare sui 400 euro. Se si paga non c’è garanzia che poi vengano effettivamente sbloccati tutti i file del computer. Di solito le persone che fanno questo genere di ricatti informatici si trovano all’estero. Lo scorso anno una operazione di polizia in Olanda ha consentito di recuperare chiavi di decriptazione che poi sono state consegnate a tecnici informatici che hanno potuto sbloccare i computer dei malcapitati incappati nel Cryptolocker, diversi i casi anche nella nostra provincia. Purtroppo però i web criminali hanno capito che le chiavi erano state scoperte e da gennaio ne hanno adottate di nuove, che al momento sono sconosciute. A meno che non si decida di pagare, la speranza per chi ha subito un simile attacco al proprio pc è di mettere da parte il computer e attendere che vengano scoperte le nuove chiavi di decriptazione, cosa che però non è detto succeda. Spesso i criminali informatici acquistano Cryptoloker su internet, in quello che viene chiamato deep web. Un mondo virtuale tipo internet, ma sommerso e pericoloso per chi ci naviga. Un mondo dove anziché acquistare musica o abbigliamento, si possono assoldare sicari, comprare virus informatici o armi. Oltre al Cryptolocker, nelle caselle mail di molti maceratesi sono arrivate, sempre camuffate da comunicazioni di Equitalia e Agenzia delle entrate, richieste di pagamento in cui si dice che per avere informazioni si debbono inserire i propri dati. In questo modo il malvivente che le ha inviate riesce ad entrare in possesso di informazioni che poi cercherà di utilizzare per rubare denaro alla sua vittima. La polizia postale di Macerata negli ultimi 7-8 mesi ha ricevuto migliaia di segnalazioni di persone che sono cadute nelle trappole delle mail. Che non riguardano solo i sistemi operativi che utilizzano Windows, ultimamente anche i computer Apple hanno avuto qualche problema. Per contrastare i crimini su internet, la polizia fornisce informazioni su Facebook, alla pagina “Una vita da social”. Si chiama invece “Strumenti elettronici, che fare”, il gruppo Facebook creato del dirigente della Polizia postale di Macerata, Raffaele Daniele, in cui vengono fatte segnalazioni e dati suggerimenti relativamente a episodi che avvengono nella nostra provincia.



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