Patto di cittadinanza in Consiglio:
bocciati 51 emendamenti M5S
Sì al gestore unico dell’acqua
MACERATA - Dopo la sospensione dell'assise per l'analisi delle proposte dei grillini, è stata approvata la delibera che recepisce le direttive dell'assemblea d'ambito. Il sindaco Romano Carancini: "Atto importante. Evita il commissariamento e la possibilità a soggetti esterni di gestire le nostre risorse". L'assessore Marco Caldarelli risponde a Riccardo Sacchi sullo spostamento dei contatori: "Riguarda 1324 (circa il 5%) delle utenze. L'Apm può sostenere il costo del contatore unico ma i condomini devono pagare l'allaccio"
di Claudio Ricci
(foto di Lucrezia Benfatto)
Finisce da dove era iniziato il Consiglio comunale a Macerata. L’assise interrotta dall’esame dei 64 emendamenti presentati dal M5S sul patto di cittadinanza (leggi l’articolo) conclude il primo giorno di lavori proprio con il rinvio della presentazione del regolamento. Alla fine solo 13 obiezioni sono state accolte dagli uffici tecnici che hanno lavorato alacremente per consentire la prosecuzione dei lavori in tempi utili. Il pomeriggio è stato comunque ampiamente occupato dalla discussione sulla delibera dell’Aato 3 che indirizza i consigli comunali ad esprimersi sul gestore unico del ciclo idrico integrato. La delibera approvata con 23 voti favorevoli (maggioranza, più Città Viva, Andrea Marchiori di Fi, Paolo Renna di Fdi e Francesco Luciani) e 5 astenuti (M5S, Riccardo Sacchi di Fi e Anna Menghi) si compone di due passaggi. Il primo entro il 30 giugno 2016 prevede la fusione dei tre soggetti che gestiscono attualmente l’erogazione del servizio nei comuni dell’ambito territoriale ( e tutto ciò che concerne l’Acquedotto del Nera). Sì Marche, Centro Marche Acque e Unidra dovranno divenire un unico ente. La seconda fase, prevede invece l’assegnazione in house e la gestione operativa del servizio ad un soggetto unico su cui saranno chiamati ad esprimersi ancora i Consigli dei comuni appartenenti all’assemblea d’ambito.
«In questo Macerata ha la forza di Apm – ha commentato il sindaco Romano Carancini, presentatore del testo – che può presentare sull’erogazione del servizio un rapporto qualità prezzo ottimale con la più bassa percentuale di dispersione della regione (7% ndr), un eccellente livello di qualità dell’acqua e valori di efficientamento massimi. La delibera è importante perché si ribadisce il valore pubblico dell’acqua e si eviterebbe in questo modo il rischio commissariamento dell’Aato. Inoltre se non la adottassimo daremmo a soggetti esterni l’opportunità di gestire le nostre risorse». Anna Menghi parla di «ritardi eccessivi e di una presentazione del testo solo all’ultimo minuto. Ritardi che riguardano anche la gestione del settore trasporti». Deborah Pantana attacca il Pd: «Alla fine tutto si sviliribbe alla solita lotta interna per l’assegnazione degli incarichi nell’ente». Le risponde il segretario cittadino Paolo Micozzi: «Ritengo assolutamente fuori luogo questo attacco. La delibera non ha nulla a che fare con quello che dice la Pantana». Favorevoli i consiglieri Marchiori (Fi) secondo cui«l’alternativa del commissariamento porterebbe ad una minaccia che la comunità provinciale non merita» e Marco Foglia (udc) che richiama l’attenzione «sulla salvaguardia delle aziende locali che erogano il servizio». «Una delibera che recepisce in pieno il referendum sull’acqua pubblica che ferma gli appetiti di carattere regionale e sovra-regionale sulle risorse del territorio».
In apertura l’interrogazione di Riccardo Sacchi sullo spostamento dei contatori dell’acqua richiesto ad alcuni cittadini da Apm (leggi l’articolo) «La richiesta riguarda 121 condomini per 1.364 utenze (circa il 5%) – ha risposto l’assessore al Bilancio Marco Caldarelli – e risponde all’articolo 80 bis dell’Aato, adottato nell’ottobre 2008, secondo cui i contatori vanno installati in luoghi accessibili dagli addetti. La scadenza per strutture esistenti era stabilita in tre anni dall’entrata in vigore della nuova normativa (2012) ed era già stata comunicata dall’Aato». L’operazione riguarda solo quei condomini di vecchia fabbricazione e prevede due possibilità. «Gli utenti possono provvedere a proprie spese a portare il contatore in un luogo accessibile agli addetti sostenendo le spese per la tubatura fino alla presa idrica – ha continuato l’assessore – oppure l’Apm può installare a proprie spese un contatore unico ma l’allaccio fra le utenze e il contatore deve essere sostenuto da tutto il condominio». Contrattacca Sacchi:«Una norma coercitiva che dimostra un’autentica volontà vessatoria nei confronti di Comune e Apm nei confronti dei cittadini. Per non parlare della seconda alternativa che da condominio di Stalingrado. Torneremo sicuramente sull’argomento».
Discusse anche le interpellanze di Marchiori sull’implementazione – e relativi rischi per la salute degli alunni – degli impianti wi-fi nelle scuole sollevati da alcuni geitori e dirigenti scolastici. «La wi-fi è meno pericolosa di un solo smartphone acceso in un’aula – ha chiarito l’assessore Federica Curzi – La prospettiva è dotare le scuole di un cablaggio grazie ai fondi Fesr erogati a pioggia. Un intervento che prenderà il via dalla scuola fratelli Cervi». Sull’abbandono dello stabile di via Santolini a Pieripa l’assessore ai lavori pubblici Narciso Ricotta ha risposto a Cherubini del M5S: «La proprietaria è una società con sede fuori regione che ha pagato le imposte fino a 4 anni fa. Ci siamo mossi con l’avviso di accertamento e ci muoveremo con l’ingiunzione fiscale». L’amministrazione sta anche valutando la possibilità di un punto di sosta e di carico e scarico davanti alle scuole di via Isonzo come richiesto dal consigliere Udc Ivano Tacconi.







