“Una vita a schiena dritta”,
gli “Amici di Sciascia” a Macerata

CULTURA - Un importante approfondimento sulle opere e le tematiche dello scrittore scomparso nel 1989 si è tenuto all'Abbadia di Fiastra

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Donatella Donati

Donatella Donati

 

di Donatella Donati

E’ passato sotto silenzio un evento culturale importante di rilievo nazionale a Macerata la scorsa settimana, l’assemblea dell’associazione Amici di Leonardo Sciascia che, dalla sua nascita nel 1993 su proposta dello scrittore Gesualdo Bufalino, si occupa dell’opera di Sciascia e dell’approfondimento dei valori etici e civili contenuti nei suoi lavori.

In accordo con l’accademia dei Catenati, l’associazione ha scelto per la prima volta Macerata come sede dell’assemblea, soprattutto per i rapporti tenuti da Sciascia con intellettuali e grafici importanti delle Marche quali Luigi Bartolini, Arnoldo Ciarrocchi e Valerio Volpini. L’associazione ha affidato le relazioni che si sono tenute all’Abbadia di Fiastra a Enrico Capodaglio, Massimo Raffaeli e Tiziana Mattioli, tutti di indiscussa competenza.

Leonardo Sciascia

Leonardo Sciascia

Il tema del convegno ha riguardato sia le opere letterarie di Sciascia, tutte volte ad approfondire e capire alcuni “misteri” della storia italiana (la mafia e i suoi comportamenti, la verità politica come emerge dalle lettere di Moro) sia il valore dell’intelligenza e delle indagini capaci di arrivare alla soluzione dei problemi o perlomeno alla loro comprensione. Appassionato di grafica, Sciascia apprezzava molto quella marchigiana della scuola di Urbino e ne raccoglieva e conservava i migliori esemplari. Di questo ha parlato Lucio del Gobbo, critico d’arte. A presentare il convegno, tre donne fuori da ogni retorica, l’assessore alla Cultura di Macerata, Stefania Monteverde, Angiola Maria Napolioni, principessa dell’accademia dei Catenati e Alessandra Sfrappini, direttrice della biblioteca comunale. Che differenza con la sfacciata esibizione di Salvo Riina, il figlio del mandante degli assassini di Falcone e Borsellino a Porta a Porta. Si contrappongono così due modi di vivere e di ragionare: quello di Sciascia sempre con la schiena dritta e sempre volto all’indagine e all’accertamento e quello del mafioso che non riesce ad evolversi verso una ragionevole visione del mondo in cui vive e contorce la verità calpestandola e modificandola senza alcun pudore.

Chi volesse riascoltare e vedere tutta la conferenza può visitare il sito www.amicisciascia.it.


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