Il ricordo di Nazario Sauro
al convegno sulla Grande Guerra
GUALDO - La giornata di approfondimento è stata dedicata al pensiero interventista di Romolo Murri. Toccante il ricordo dell'ammiraglio condannato a morte nel 1916

Da sinistra: Carlo Pongetti, Filippo Mignini ed Edoardo Bressan

Romano Sauro
Si è conclusa con il toccante contributo dell’ammiraglio Romano Sauro la giornata di studio “1914, l’Italia verso il conflitto”. Romano ha ricordato il nonno Nazario Sauro, mcondannato a morte nel 1916 da una corte imperiale. Intenso il racconto degli ultimi momenti di vita di Nazario, quando catturato dagli austriaci venne portato di fronte alla madre per il riconoscimento. Lei, pur di salvarlo dalla forca, negò di riconoscerlo, ma gli austriaci, certi di aver catturato la persona giusta, alla fine lo uccisero. Organizzata a Gualdo dal centro studi Romolo Murri in collaborazione con l’università di Macerata e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’incontro è stata occasione anche per approfondire il pensiero di un altro marchigiano, Romolo Murri, sostenitore dell’intervento nella Grande Guerra. Murri – sacerdote, filosofo, teologo e uomo politico – si schierò da quella parte degli intellettuali italiani che riteneva la guerra “necessaria”. Una necessità che è costata la vita all’irredentista Nazario Sauro. Romano Sauro ha poi concluso il suo intervento leggendo le lettere scritte da Nazario come testamento ai figli e alla moglie Nina, ritrovate in casa del padre all’interno di una cassaforte e oggi conservate nel museo centrale del Risorgimento al Vittoriano, a Roma. Intervenuti nell’arco della giornata il docenti Carlo Pongetti, Angelo Ventrone, Filippo Mignini ed Edoardo Bressan dell’università di Macerata, dalla Sapienza di Roma Pio Eugenio Di Rienzo, e dall’università degli studi internazionali di Roma la docente Simonetta Bartolini. A concludere la giornata i canti di guerra intonati dal soprano So eun Jeon, accompagnata al pianoforte da Riccardo Serenelli.