Un camion in difesa dell’ospedale:
“Uccidete i diritti della gente”
CINGOLI - Dalle prime ore di questa mattina, un mezzo con affisso un manifesto di protesta sta girando per le strade del Balcone delle Marche e domani sarà ad Ancona. L'iniziativa è stata organizzata dal comitato "Ancora non è notte a Cingoli". Il sindaco Saltamartini: "Ribellione di cittadini e associazioni se si dovesse verificare la trasformazione in casa della salute"

Il camion che gira da questa mattina in Ancona
di Leonardo Giorgi
Un camion in difesa dell’ospedale di Cingoli. Una vela su cui è affisso un grande manifesto con la foto del nosocomio cingolano innevato, gira da stamattina per le strade del Balcone delle Marche e domani sará ad Ancona. L’iniziativa è stata organizzata dal comitato “Ancora non è notte a Cingoli” presieduto dal 72enne Corrado Battaglia. A scatenare la rabbia dei cingolani, le ultime decisioni della Regione in merito al sistema ospedaliero provinciale e l’eventuale conversione dell’ospedale di Cingoli in casa della salute.
«Uccidete i diritti della gente di montagna se chiudete gli ospedali dell’entroterra». Questa la scritta che campeggia sul manifesto itinerante che dalle prime ore di domani sosterá davanti il palazzo della Regione. «Gli ospedali di Pergola e Amandola rendono, ben per loro. Quello di Cingoli, che ha più diritti, no. Vogliamo giustizia» recita la parte bassa del cartellone. L’iniziativa del comitato è stata appoggiata anche dal sindaco cingolano Filippo Saltamartini.

Filippo Saltamartini, sindaco di Cingoli
«E’ davvero importante – scrive il primo cittadino nel post di facebook con cui ha condiviso la protesta – e tempestiva l’iniziativa del comitato a difesa dell’ospedale. Anche ieri infatti si è verificato un gravissimo caso di malasanità. Una persona anziana con piaghe da decubito, che aveva chiesto il ricovero a Cingoli, è stata inviata a Jesi. Anche al Carlo Urbani, tuttavia, la situazione era di uno stato di totale congestionamento. Quest’uomo è stato così parcheggiato per molte ore al pronto soccorso, senza che nessuno lenisse le piaghe che lo hanno afflitto. Solo verso le 21,30 il personale sanitario ha praticato alcune flebo per alimentare e curare questa persona». «Non è la prima volta – continua Saltamartini – che i nostri concittadini vengono trasferiti a Jesi e dalla vallesina rimbalzati in altri ospedali, tra cui Fano o San Benedetto. Il piano sanitario regionale risulta davvero un colabrodo e appare sempre più per le sue criticità. I posti letto a Cingoli sono un nostro diritto e non un’elargizione gratuita di cui abbiamo assoluto bisogno. L’iniziativa del comitato risulta particolarmente commendevole e sarebbe opportuno che tutti potessero sostenerlo anche con contributi finanziari. Se, infatti, si dovesse verificare l’ipotesi della messa in atto del piano di trasformazione dell’ospedale di Cingoli in casa della salute, la ribellione di tutte le associazioni e dei cittadini dovrebbe essere la prima importante forma di protesta da attuare. E’ anche per questo che dobbiamo essere pronti a qualunque iniziativa».
