Aumento delle tasse, il Pd a Pezzanesi:
“Più che Babbo Natale sembra la Befana”
TOLENTINO - Anche il movimento politico Voce alla Città attacca l'amministrazione: "Più 32 per cento sulla Tasi, aliquota massima stabilita a livello nazionale"
«Tasi al massimo, addizionale Irpef al massimo, aumento dei buoni pasto nelle scuole, aumento costo luci votive al Cimitero e maxi aumento della Tari: più che Babbo Natale, Pezzanesi sembra la Befana con il carbone per tutti i tolentinati». La sezione tolentinate del Partito Democratico attacca l’Amministrazione comunale senza usare mezzi termini. «Alla fine, purtroppo, è andata come avevamo previsto: coloro che onestamente hanno denunciato e pagato la tassa rifiuti Tari, hanno pagato anche per coloro che furbescamente hanno evaso e quindi non hanno pagato quanto di loro competenza – sottolineano i democrat – Ma c’è di più. Come se non bastasse, pur di mantenere invariata la possibilità di realizzare feste e festini, la Giunta ha aumentato anche la Tasi, arrivando in alcuni casi ad aumenti che vanno ben oltre il 30 per cento. Una vera mazzata per le tutte famiglie. La propaganda di Pezzanesi non si ferma neanche per Natale – sottolineano – Per tentare di distrarre l’opinione pubblica dall’aumento di ogni tassa possibile, il sindaco ricorre ad ogni mezzo. Nei giorni scorsi ad esempio, si è fatto intervistare per quasi un’ora su un’emittente privata dal suo addetto stampa, ovviamente senza contraddittorio e a spese dei cittadini, tutto in perfetto stile berlusconiano. Non c’è una sola tassa comunale che non sia stata aumentata – concludono gli esponenti della sezione locale del Pd – Mentre a Roma il Governo cerca di abbassarle, eliminando quelle sulla casa, Pezzanesi le aumenta e pure abbondantemente».
Sulla questione interviene anche il movimento politico Voce alla Città. «I tolentinati ancora dovevano “digerire” l’aumento dell’8 per cento della Tari a saldo per il 2015, ad aprile già anticipata per l’80 per cento del totale, quando ecco che arriva la stangata Tasi», afferma il coordinatore Fausto Domenicucci, che sottolinea: «per la scadenza di ieri, come un macigno, a conguaglio per l’anno in corso è arrivato un aumento del 32 per cento, l’aliquota sulla prima casa passa infatti dal 2.5 x mille al 3.30 x mille, aliquota massima stabilita a livello nazionale». Domenicucci prosegue: «Proprio così, sulla prima casa, acquistata o costruita con mille sacrifici e magari gravata anche da mutuo ipotecario, una pesantissima tassazione deliberata dal Consiglio comunale a fine luglio quando molti cittadini erano già con la testa in ferie ignari della sorpresa che li avrebbe attesi a dicembre. In tema di aliquote Tasi ed Imu ogni comune delibera in piena autonomia – conclude il coordinatore di Voce alla Città – e mentre altre amministrazioni prevedono detrazioni e sgravi per figli o per fabbricati con rendita e valore modesti, agevolando di fatti i cittadini più in difficoltà, il nostro sindaco ed i nostri assessori se ne infischiano altamente, confezionando un bel pacco con il botto per le prossime festività».

