Sigi, dai frutti del passato
la Macerata che piace ai giapponesi
TIPICITÀ - L'azienda agricola di contrada Acquevive è ormai apprezzata in tutto il mondo e soprattutto nell'impero del Sol Levante per i prodotti rigorosamente fatti a mano e ricavati da specie autoctone come la visciola e la giuggiola. La giovane imprenditrice Martina Buccolini: "Sanno apprezzare le particolarità locali , al tempo stesso tengono molto alla tracciabilità del prodotto e sono intransigenti sul made in" - SERVIZIO PROMOREDAZIONALE
di Claudio Ricci
Cosa pensano i giapponesi di Macerata? La terra della sapa, delle visciole al sole, dei sott’olii e delle confetture di frutti antichi di cui a malapena si conosce il nome. Il tutto fatto completamente a mano nel recupero delle ricette di un tempo attraverso l’utilizzo di strumenti semplici e metodi di cottura tradizionali. Questa potrebbe essere la risposta di uno dei migliaia di lettori che dall’altra parte del mondo, nell’Impero del Sol Levante ogni giorno vedono sulle riviste gastronomiche i vasetti e le confezioni della Sigi, azienda agricola di Macerata, immersa nel verde di contrada Acquevive. Una realtà nata nel 1996 da un amore, quello tra Silvano Buccolini perito agrario ed esperto in olivicoltura e Giuliana Papa, sua moglie, appassionata custode delle ricette casalinghe di una volta. Silvano e Giuliana – dalle loro iniziali il nome Sigi – decidono di creare il primo laboratorio per portare alla conoscenza del vasto pubblico, i frutti autoctoni della zona ormai praticamente scomparsi. Ed è così che nella loro azienda iniziano a piantare e poi a raccogliere mele rosa, morici (more di gelso), mele cotogne, brugnolette (prugna selvatica) , fichi bianchi , visciole e giuggiole.
Da qui l’idea di applicare le antiche ricette di Giuliana a quei frutti antichi recuperati grazie allo studio e al lavoro. Presto il nome dell’azienda inizia a farsi sentire nelle fiere nazionali ed internazionali, tra gli importatori di prodotti italiani all’estero, sulle riviste specializzate, nelle cucine dei grandi chef stellati (tra i clienti Errico Recanati del ristorante Andreina di Loreto e Francesco Guarracino, executive chef del ristorante Bice Mare di Dubai ) e nel jet set, tra i vip amanti delle tipicità e delle cose fatte a regola d’arte. Sulle tavole americane, canadesi, australiane, svedesi e nei ristoranti dei lussuosi palazzi di Dubai iniziano a comparire i vasetti, i barattoli, le confezioni e le bottiglie con le iniziali di chi ha recuperato il passato per guardare al futuro. E’ la collaborazione tra il padre Silvano e la giovane figlia Martina ad avviare la Sigi verso l’orizzonte internazionale. Sfruttando le potenzialità dell’online e intessendo rapporti con compratori da tutto il mondo Martina, impiegata a tempo pieno nell’azienda di famiglia, presenta in maniera moderna il 100% del made in Macerata. Doti che soprattutto in Giappone – come si diceva – sanno apprezzare tanto da assegnare alla Sigi tre gelatine alla marmellata di morici in una pregiata rivista gourmet.
Ma perché tanto successo proprio in Giappone? «Sanno apprezzare le particolarità locali – risponde Martina – al tempo stesso tengono molto alla tracciabilità del prodotto e sono intransigenti sul made in. I controlli sugli alimenti d’importazione sono estremamente rigidi proprio perché cercano l’alta qualità e la genuinità di un prodotto nato e trasformato in Italia. Noi lavoriamo solo frutta di stagione che viene raccolta ed elaborata entro 24 massimo 48 ore senza usare addensanti o conservanti per gelatine marmellate egli altri prodotti». Ma la Sigi non è solo pedissequa riproduzione della tradizione. Nel rispetto dell’artigianalità l’azienda ripropone in chiave moderna prodotti antichi: il Giuggiolone, bevanda ottenuta dalla fermentazione delle giuggiole (il vero brodo di giuggiole), l’autentico vìccotto, il vino di visciola, la mela al cacao (in produzione proprio in questi giorni) gelatine di mela e mela rosa. Prodotti protagonisti dell’offerta natalizia (cesti regalo e nuove confetture) che il punto vendita di contrade Acquevive sta già mettendo in vetrina.
L’azienda che intanto cresce e offre lavoro anche a giovani del territorio (nell’organico due ragazze maceratesi), attira anche l’attenzione del mondo accademico. La visciola e la giuggiola, per i polifenoli contenuti e le alte proprietà antiossidanti sono al centro di un progetto di ricerca promosso dall’università di Camerino che vede come sede naturale proprio la Sigi. Un’azienda quindi che dimostra come il futuro può passare dal recupero del passato senza trascurare le potenzialità del presente. Una realtà che contribuisce a fare di Macerata, quella città ai primi posti in Italia per qualità della vita e dell’ambiente inteso come risorsa da tutelare e valorizzare.







