Livi: “Un presepio in ogni piazza
della provincia”
L'INIZIATIVA - Dopo il caso del preside di Rozzano che ha annullato nella sua scuola i festeggiamenti natalizi "Azione in movimento" scrive una lettera a tutti i sindaci per un gesto simbolico in difesa della tradizione
Un presepio in ogni piazza. E’ l’iniziativa di “Azione in movimento” che ha mandato una lettera a tutti i sindaci della provincia per un gesto simbolico nel segno della tradizione dopo il caso del preside di Rozzano che ha annullato i festeggiamenti natalizi per non urtare gli alunni di altre fedi. «E’nostra ferma volontà – scrive il segretario politico Simone Livi – mantenere e, ove possibile, incrementare le ragioni della nostra tradizione e del nostro credo millenario. Ci piacciono gli atteggiamenti di chi, con un certo protagonismo, si sta piegando alla cultura dell’odio e del rinnego. “Azione in movimento” è sicuramente per l’integrazione ma con la consapevolezza che tale processo debba necessariamente essere sotto controllo e passare attraverso l’accettazione delle regole del buon senso e della convivenza civile, così come si conviene in un paese libero e democratico. Non si possono più accettare soprusi da parte di chi rappresenta le istituzioni e dovrebbe, ancor più rispetto ai “semplici cittadini”, difendere la nostra cultura con decisione e fermezza.
Per questi motivi saremmo lieti se tutti i sindaci decidessero di aderire a questa iniziativa in prossimità delle imminenti festività natalizie, in modo da dare un segnale forte a chi pensa che la nostra nazione possa essere svenduta in nome di un finto buonismo che, a parer nostro, non porta da nessuna parte. La vicenda del dirigente scolastico di Rozzano, purtroppo non l’unica, ci deve far riflettere e far capire che i simboli cristiani e le tradizioni natalizie non si devono toccare».

I sindaci non devono aderire a questa iniziativa, i Comuni devono essere laici.
Ottima idea ci dovevamo pensare anche prima.Daltrocanto il presepio e l’albero sono simboli di una festa rticonosciuta anche da calendario no???? per stare a casa chi puo’ con feste e ponti il natale fa’ comodo ma per fare il presepio in piazza no perche’ siamo uno stato laico????
Presepe ed Albero di Natale for ever!!!!!!!!!!
Me ne sbatto alla stragrande se i ns amici di altre fedi si offendono……Proprio alla stragrande!!!
Nel nostro BEL PAESE la tradizione natalizia è questa e va mantenuta!!
Al preside di Rozzano la mia più grande disistima (eufemismo..) per la scelta fatta….!!!
Finalmente, oltre a Casa Pound, nelle nostre piazze arriva anche Casa Cupiello.
https://www.youtube.com/watch?v=hlZtjvNxsIs
Non solo sui simboli cristiani debbono decidere gli Italiani senza che vengano sottoposti ad interferenze di alcun genere, infatti in Italia è anche vietato indossare tutto ciò che rende difficile il riconoscimento della persona.
Ben detto Gualtiero. idem può dirsi per la reinstallazione sulla torre civica – civica, quindi laica secondo linguaggio e pensiero corrente- del carosello coi magi in adorazione alla Madonna col Bambino, che è tipico tema di Natale e del presepe, non va più bene, però, se con gli stessi soggetti sacri qualcuno propone di fare un presepe in piazza.
Quindi, chi sostiene la laicità- quale laicità poi, non c’è una sola modalità di essere laici- che, l’orologio coi pupi, gli sta bene finché fa da promozione al turismo, finché porta gente in piazza, finchè gli porta voti, ma pronti a rinnegarli come simboli di testimonianza di fede cristiana proprio in occasione della festività natalizia ? Assurdi. Non ci sono parole per descrivere certi paraocchi mentali, la tanta superficialità di giudizio, oltre al nulla del loro spessore di Fede. Senza dire, che Macerata espone sulla facciata del suo Comune l’effigie della Madonna della Misericordia a cui è stata affidata 63 anni fa e per i motivi che chi ha un minimo di cultura locale ne conosce i perché
Adesso, italiani, maceratesi, tutti battezzati , comunicati e cresimati, so’ diventati d’un colpo tutti svedesi …
Volete togliere anche quella? provateci, così vediamo che effetto fa voler essere laici in un Paese a maggioranza cristiano-cattolico.
L’unico censimento svolto da Publio Sulpicio Quirinio in Giudea di cui si trova notizia in fonti storiche è descritto nell’opera Antichità giudaiche dello scrittore giudeo-romano Flavio Giuseppe,[8] autore prezioso per lo studio del medio-oriente antiico. Comunque sull’attendibilità delle informazioni di Giuseppe si riscontra generale consenso tra gli studiosi moderni. Secondo alcuni studiosi, perciò, il tentativo di far coincidere la nascita di Gesù con il censimento di Quirinio sarebbe un espediente di Luca per collocare l’evento in Betlemme. Secondo la tradizione infatti (cfr. Mi5,1) il Messia avrebbe dovuto nascere in questa cittadina della Giudea.
Secondo il resoconto di Giuseppe, in occasione dell’esilio imposto da Augusto a Erode Archelao nel 6 d.C.[9] i suoi possedimenti in Palestina (Samaria, Giudea, Edom) passarono sotto il diretto controllo dell’Impero romano e vennero inclusi nella neo-istituita provincia di Giudea. Coponio fu il primo governatore della provincia, col rango di prefetto.[10] In quell’anno Quirinio fu nominato governatore (legato)[10] della vicina Siria e Augusto gli impose il compito di censire la Siria e i territori di nuova acquisizione, per “stimare il patrimonio e vendere i beni di Archelao”. Diversamente dai censimenti moderni, nell’antichità questi rappresentavano l’unico strumento per stimare la ricchezza di un territorio in vista della sua tassazione. Il censimento di Quirinio, che rappresentava di fatto la sottomissione del popolo ebraico a un governatore straniero e la fine dell’indipendenza nazionale, suscitò malcontento tra i Giudei e scatenò la seconda rivolta di Giuda il Galileo[11].
Il resoconto di Giuseppe non chiarisce la natura del censimento, se cioè fosse residenziale o se i censiti dovessero recarsi nella città di origine.
Il presepe è un peccato di disonestà intellettuale: come si fa in coscienza a credere che i Romani siano andati da Giuseppe a dire: sappiamo che tu sei discendente di re Davide morto mille anni fa quindi devi farti 200 chilometri per andare a denunciare il tuo formidabile patrimonio di falegname di Nazaret a Betlemme, da dove manderanno un fax al comune di Nazaret, e porta anche tua moglie incinta… e non coincidono neanche le date…