Incontri d’autunno chiude
con Ernesto Olivero
MACERATA - Domani (venerdì) Il fondatore del Sermig (Servizio Missionario Giovani) e dell’arsenale della pace di Torino, interverrà sul tema: “Comunicare la speranza. La questione giovanile, un problema che interpella tutti”.
Per l’ultimo degli “Incontri d’autunno” del circolo Aldo Moro, domani (venerdì) 4 dicembre alle 21 nella Domus San Giuliano in via Cincinelli 3 sarà ospite Ernesto Olivero, fondatore del Sermig (Servizio Missionario Giovani) e dell’arsenale della pace di Torino, interverrà sul tema: “Comunicare la speranza. La questione giovanile, un problema che interpella tutti”. Introdurrà Alessandra Giustozzi presidente associazione Mgs-Sermigo Don Ennio Borgogna, in collaborazione con la quale è organizzato l’incontro. Tantissime persone (carcerati, giovani in difficoltà, madri abbandonate, ecc.) sono state reinserite in società grazie ad Ernesto Olivero ed il suo movimento: tra questi anche alcuni famosi ex detenuti ed ex ergastolani come Pietro Cavallero, personalmente conosciuti da Olivero negli anni settanta. Furono incontri come questi che gli fecero venire l’idea di realizzare, per primo in Italia, una cooperativa tra carcerati e liberi in un periodo, quello degli “anni di piombo”, assai difficile per la nazione. Per la sua fama di mediatore e di persona al di sopra delle parti ha potuto inoltre essere, per esempio, uno dei pochi civili fatti entrare in Libano per una missione di pace nel 1988 dopo molti anni, in piena guerra civile, inviato dal patriarca maronita Nasrallah Pierre Sfeir. Fu anche ufficialmente mandato dall’allora ministro di Grazia e Giustizia Giuliano Vassalli a fare da mediatore durante la rivolta del carcere di Porto Azzurro, nell’Isola d’Elba, nel 1987. Amico personale di madre Teresa di Calcutta e di Giovanni Paolo II, ha potuto contare nel corso degli anni sull’aiuto di un alto numero di persone: gente comune, sacerdoti, imprenditori, politici e presidenti della Repubblica italiani e stranieri, associazioni, istituzioni. Da anni porta avanti le sue cause davanti ai potenti del mondo, anche ad importanti appuntamenti come il G8 di Genova del 2001. Olivero è stato insignito della Medaglia d’Oro al Merito Civile per il suo servizio verso gli ultimi. Re Hussein di Giordania lo ha insignito del titolo di Al Kawkab di prima classe. L’organizzazione israeliana Keren Kayemeth Leisrael, in segno di riconoscenza gli ha dedicato la piantagione di 18 alberi sulle colline di Gerusalemme. La Path to Peace Foundation delle Nazioni Unite lo ha nominato Servitor pacis nel 1997. Nel 2002, per aver contribuito a risolvere l’assedio alla basilica della Natività di Betlemme, è stato insignito del titolo di Uomo di pace di Betlemme e Gerusalemme.
Papa Wojtyla gli ha affidato l’incarico di essere “amico fedele di tutti i bambini abbandonati nel mondo”. Nel 1999 ha ricevuto dall’università di Torino la laurea honoris causa in Sociologia.
Madre Teresa, Giovanni Paolo II, ed altre note personalità italiane (come Norberto Bobbio e Giovanni Agnelli) e straniere, religiose e laiche, lo hanno ripetutamente proposto per la candidatura al Premio Nobel per la Pace. Creatore di una particolare bandiera della pace, riconosciuta da tutti gli ambasciatori e le confessioni religiose mondiali, in collaborazione con l’agenzia Armando Testa, ha affermato come al giorno d’oggi sia necessario superare il pacifismo, che rischia di diventare fine a se stesso, per diventare “pacificatori”, “costruttori di pace
