Le Marche dicono no all’inceneritore

AMBIENTE - Approvata dall'assemblea legislativa la mozione presentata dal Pd ed emendata dal Movimento 5 stelle per esprimere unitariamente contrarietà al termovalorizzatore. La questione sarà affrontata dalla conferenza Stato - Regioni e la Giunta dovrà esprimere il suo parere

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Andrea Biancani

Andrea Biancani

«La Giunta regionale esprima parere negativo in sede di conferenza Stato-Regioni alla realizzazione nel territorio marchigiano di qualsiasi inceneritore e di qualsiasi capacità». Questo l’impegno chiesto da Andrea Biancani, consigliere regionale Pd e presidente della Commissione ambiente della Regione, con una mozione approvata oggi alla unanimità in Consiglio regionale. Lo stesso aveva già portato avanti in passato la causa chiedendo un documento unitario (leggi l’articolo).

«Il decreto Sblocca Italia – afferma Biancani – ha introdotto le norme relative agli impianti di smaltimento e il ministero dell’Ambiente ha individuato le Marche come regione idonea ad ospitare un termovalorizzatore della capacità di 200 mila tonnellate all’anno. Una candidatura, questa, che contrasta con gli indirizzi della Giunta regionale, con il Piano regionale per la gestione dei rifiuti e scavalca le scelte fatte dal territorio e dalle comunità». Il decreto attuativo dello Sblocca Italia prevede che negli impianti di termovalorizzazione devono confluire prima di tutto i rifiuti urbani prodotti nella regione fino al soddisfacimento del relativo fabbisogno e solo per la disponibilità residua al trattamento di rifiuti urbani prodotti da altre regioni. Le Marche sono una regione virtuosa, con obiettivi di raccolta differenziata che puntano al superamento del 70%, e che consentono di contravvenire l’esigenza di smaltimento della frazione secca del rifiuto tramite incenerimento. A oggi la regione, per la differenziata, ha raggiunto la percentuale del 63,4% collocandosi al terzo posto in Italia.

«Con l’applicazione del decreto attuativo si genererebbe quindi un’economia inversa rispetto agli obiettivi prefissati – prosegue Biancani – per cui la nostra regione dovrebbe incenerire rifiuti urbani determinati non da una erronea pianificazione regionale ma per sopperire all’incapacità delle altre regioni ad attuare piani efficaci nella gestione dei rifiuti». Biancani nel suo intervento ha voluto sottolineare come l’approvazione dell’emendamento, condiviso dall’intera aula, abbia portato ad un voto unitario che da più forza alla Regione in sede di Conferenza Stato–Regioni. «Un lavoro comune – ha concluso – frutto dell’impegno di tutti i componenti la Commissione e condiviso con il Gruppo Consiliare Pd».

Il Movimento 5 Stelle afferma però che la mozione del Pd è stata integrata da un emendamento dello stesso movimento, poichè nello stato originale non avrebbe chiesto l’abolizione del famigerato articolo dello Sblocca Italia. «Il Pd – fa sapere il M5S – ha presentato una mozione che non escludeva la possibilità di bruciare i rifiuti sotto forma di Css e che non chiedeva l’impegno all’abolizione dell’articolo 35 del decreto 133 del 2014. Il Movimento 5 Stelle ha allora presentato un emendamento alla mozione del Pd, sottoscritto poi da tutte le forze politiche, che modifica tutto il dispositivo della mozione iniziale e impegna la Giunta ad esprimere contrarietà all’incenerimento e al co-incenerimento in generale (non escludendo quindi il Css) e ad orientare il sistema gestionale dei rifiuti verso lo scenario del riciclo e del recupero dei rifiuti. La mozione così emendata è stata approvata all’unanimità. L’azione del Movimento 5 Stelle in Regione continua a dare i suoi frutti».

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Il palazzo della Regione in Ancona


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