Travolge due carabinieri e scappa:
“Stavo andando a dormire da un amico,
sono fuggito perchè ho il foglio di via”
CIVITANOVA - Arresto convalidato per il 25enne Mirko Torrenti che resta in carcere. Il giovane oggi ha chiesto scusa, negando di aver investito apposta i due militari della stazione
di Gianluca Ginella
«Stavo andando a dormire a casa di un mio amico a Potenza Picena, non mi sono fermato all’alt dei carabinieri perché ho il foglio di via da Civitanova, non intendevo investirli» così Mirko Torrenti, 25 anni, finito in manette sabato per aver investito due militari della stazione di Civitanova, ha dato la sua versione di quanto accaduto nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto che si è svolta al tribunale di Macerata. Il giudice ha disposto la misura cautelare in carcere. Quella notte «volevo essere invisibile, stavo percorrendo una strada interna perché ho il foglio di via da Civitanova. Poi ho visto tre sagome e un attimo dopo ho capito che erano carabinieri e ho cercato di fuggire. Mi sono scusato con i carabinieri, non gli sono andato addosso come ariete, ma ho cercato di evitarli. Ero impaurito e preso dalla fuga» ha detto Torrenti, residente a Lapedona (provincia di Ascoli), in aula. Il giovane ha travolto un brigadiere e un maresciallo della stazione di Civitanova che hanno riportato, rispettivamente, una lesione ad un polso (guaribile in 5 giorni) il primo, e una contusione ed escoriazioni alla gamba destra (con 10 giorni di prognosi), il secondo militare. Il 25enne, come ha sottolineato il pm Francesca D’Arienzo in udienza chiedendo la misura cautelare in carcere per Torrenti, visti anche altri procedimenti aperti a suo carico e il mancato rispetto della disposizione del foglio di via, ha poi fatto un tratto di strada contromano lungo la pista ciclabile «mettendo a repentaglio la vita di non so quante persone – ha detto il pm in udienza –, non pago ha lasciato lo scooter ed è fuggito a piedi sulla spiaggia». I due militari, nonostante fossero rimasti feriti, sono corsi dietro al 25enne e sono riusciti a bloccarlo e ad ammanettarlo. Il giovane si è scusato dicendo che «avevo paura e in quel momento pensavo solo a scappare». Sul motorino, risultato essere rubato, Torrenti ha detto «lo avevo comprato per 100 euro da una persona che conosco, mi aveva detto che era della cugina». Per il fatto del motorino la procura procede separatamente. Torrenti è difeso dall’avvocato Simone Fioravanti. Il giudice Daniele Bellesi, ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare in carcere. Il processo per direttissima è stato rinviato al 2 dicembre.

Il carcere deve tendere a rieducare il condannato. Allora venga messo in carcere, giacché ha proprio bisogno di essere rieducato.