I Giuristi per la Vita:
“Fuori l’educazione
sessuale dalle scuole”

MATELICA - Giovanni Mazzotta e Achiropita Curti dell'associazione presieduta dall'avvocato Gianfranco Amato ad un incontro con genitori spiegano come "difendersi" dalla cosiddetta teoria gender

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MAZZOTTA GENDER MATELICA

Un momento dell’intervento di Giovanni Mazzotta

di Monia Orazi

Informarsi, vigilare e chiedere alle scuole di poter visionare il materiale didattico con cui sono educati i propri figli, inviando un documento per chiedere il consenso informato, qualora nei programmi scolastici si trattino argomenti vicini alla teoria del “gender”. Nel caso si tratti di attività esterne non previste, si può chiedere l’esonero a partecipare. Sono le indicazioni emerse ieri sera dall’incontro “Gender, famiglia, scuola e società: nuove sfide educative, informarsi per vigilare”, organizzato da un gruppo di genitori matelicesi, attivi da qualche mese come locale sezione dell’associazione nazionale “Comitato difendiamo i nostri figli”. Ad informare i genitori accorsi nella sala incontri della sede Cri come relatori il professor Giovanni Mazzotta, docente di neuropsichiatria infantile all’università di Perugia e l’avvocatessa Achiropita Curti, dell’Associazione Giuristi per la Vita, presieduta a livello nazionale dall’avvocato Gianfranco Amato, già intervenuto a Macerata. “Questa è la prima di una serie di conferenze che intendiamo organizzarci, il nostro obiettivo primario è quello di informarci, per tutelare i nostri figli e vigilare sulla loro educazione”, ha detto un giovane padre di Matelica che all’uscita dall’incontro ha distribuito il cosiddetto “consenso informato”. Si tratta di un documento che va inviato al dirigente scolastico ed in cui i genitori chiedono di “essere espressamente informati per iscritto se nell’ambito del Piano per l’Offerta Formativa sono previsti progetti relativi all’educazione sessuale ed affettiva, alla cosiddetta “teoria del gender”, o comunque connessi a forme di propaganda ideologica omosessualista, anche mediante lezioni tenute da educatori esterni o rappresentanti di associazioni Lgbt (sigla per gay, lesbiche, trasgender n.d.r.), come avvenuto nel caso dell’istituto scolastico Itcg Cattaneo dell’Aglio di Castelnovo ne’ Monti (Re) o mediante distribuzione di materiale didattico, ovvero mediante la predisposizione di biografie sulle tematiche Lgbt e sulle nuove realtà familiari, come avvenuto al Liceo Classico Giulio Cesare di Roma nella nota vicenda legata al romanzo “Sei come sei” della scrittrice Melania Mazzucco”.

La serata si è aperta con l’intervento del professor Mazzotta che ha illustrato le teorie socio-costruzionistiche della determinazione dell’essere uomo o donna, legate al contesto sociale, con una serie di citazioni, tra cui Judith Butler. Insistendo sul concetto di cultura come insieme di credenze e civiltà come trasmissione dei saperi, la crisi dei valori denunciata da Zygmunt Bauman, il docente ha puntualizzato che c’è una crisi dell’educazione, sulla scelta dei valori da mettere in campo. Illustrando la scoperta dei neuroni specchio, l’assunto di Piaget secondo il quale l’educazione del bambino avviene per imitazione, Mazzotta ha sottolineato come “il martellamento di certi messaggi da parte dei media, li fa diventare da contingenti a permanenti”, appellandosi al principio di precauzione enunciato da Edgar Morin. Il docente ha presentato il caso olandese, per cui a ragazzini e ragazzine di 12 anni sarebbe possibile dare ormoni opposti a quelli del proprio sesso, per bloccarne lo sviluppo. Proiettato un video dallo slogan “Lasciate che le ragazze siano ragazze, ed i ragazzi ragazzi”, che schematizza la teoria del gender. L’avvocatessa Achiropita Curti ha spiegato perché l’articolo 16 della buona scuola è un “cavallo di Troia”, insieme ad altre norme per il gender, richiamandosi alla legge sul femminicidio, in particolare al piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere. “Nell’educazione sessuale ed all’affettività nelle scuole, si nasconde il ‘cavallo di Troia’ in cui introdurre la teoria del gender, come evidenziato dal cardinale Bagnasco – ha detto l’avvocatessa – noi non siamo contro la lotta alle discriminazioni, al bullismo, alla violenza, ma è gravissimo che la scuola proponga modelli di famiglia legislativamente non previsti, che contrastano con l’articolo 29 della costituzione, l’educazione sessuale ed all’affettività deve esssere esclusa da questo, poiché non è compresa nella normativa e deve restare fuori dalle materie curricolari”.


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