Rinegoziazione dei mutui in Consiglio,
M5S: “Graverà sulle generazioni future”

MACERATA - Il consigliere pentastellato Roberto Cherubini interviene in vista della seduta straordinaria dell'assise di domani: "L'amministrazione vuole allungare le scadenze fino al 2040 ma il costo sarà di 4,6 milioni di euro e peserà sulle spalle di chi verrà dopo"

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Cherubini_Foto LB

Il consigliere M5S Roberto Cherubini

Si discuterà della rinegoziazione dei mutui nel Consiglio comunale straordinario convocato per domani alle 16 a Macerata. Sul tema interverrà il consigliere del M5S Roberto Cherubini che invita la cittadinanza a partecipare numerosa alla seduuta e anticipa: «La rinegoziazione dei finanziamenti è un’operazione assurda che graverà sulle generazioni future. L’amministrazione comunale vuole allungare le scadenze dei propri finanziamenti – 161 in totale per un totale di circa 27 milioni – fino al 2040 (25 anni da oggi). Attualmente paghiamo una rata semestrale di circa 1,1 milioni di euro. Con la rinegoziazione l’amministrazione dice: “la nostra rata annuale diminuirà tanto ed avremo circa 450mila euro all’anno da dedicare agli investimenti”. Purtroppo i tecnici dimenticano di dire che il costo dell’operazione è di 4, 6 milioni di euro in più – e che a pagarlo saranno le generazioni future».

Cherubini spiega i motivi della sua obiezione con un esempio: «Immaginiamo che il sindaco Carancini abbia un finanziamento di 100mila euro che scade a fine mandato, nel 2020. Oggi paga  22mila euro ogni anno ad un tasso del 5%.  Decide di rinegoziare il debito e sposta la scadenza non alla fine del suo mandato ma a quello del sindaco successivo, cioè al 2025.  Gli anni diventano 10 e non 5,  il tasso è migliore scenderà di un punto ed andrà a pagare 12mila euro ogni anno, anziché 22mila. Carancini nei sui 5 anni, cioè fino al 2020, avrà un risparmio di 10mila euro all’anno che potrà usare in investimenti. Purtroppo il suo successore si troverà a poter investire 12mila euro in meno ogni anno perché Carancini ha riversato su di lui un debito che sarebbe terminato nel 2020. La nostra impressione è anche che si sia lavorato molto poco sulla valutazione di ogni singolo finanziamento perché lavorando in tal senso si potrebbero trovare scadenze più brevi, valutare l’opportunità di rinegoziare finanziamenti con tassi che aumentano anziché diminuire, abbassare i costi a carico della comunità».

 


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