Per ricordare padre Pietro
in 300 all’eremo di San Leonardo

MONTEFORTINO - Grande partecipazione alla commemorazione del frate eremita originario di Potenza Picena nei luoghi dove ha abitato per 40 anni. Urbinati, vice presidente del gruppo Pd in consiglio regionale: "Raccogliamo la sua eredità"

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Gola dell'infernaccio direzione passo cattivo - di Luca Damiani

Gola dell’infernaccio direzione passo cattivo – di Luca Damiani

A distanza di tre mesi dalla sua scomparsa, è stato ricordato con una giornata proprio nei luoghi che l’hanno ospitato per 40 anni Padre Pietro Lavini, originario di Potenza Picena, conosciuto come l’eremita, morto il 9 agosto all’ospedale di Amandola (leggi l’articolo). Oltre 300 persone hanno partecipato nei giorni scorsi all’escursione al convento di San Leonardo a Montefortino nonchè all’inaugurazione della mostra fotografica di Adriana Pierini, “Le sue pietre, la sua anima”. Un’occasione utile non solo per ricordare la figura spirituale di padre Pietro, ma anche per sottolineare l’importanza della valorizzazione del parco nazionale dei Monti Sibillini in quei luoghi che che lui ha sempre custodito con cura: “L’eremo di San Leonardo – ha detto Fabio Urbinati, vice presidente del gruppo Pd in consiglio regionale –, al di là del potente valore spirituale per i credenti, si trova in un luogo paesaggistico straordinario. La Gola dell’Infernaccio è un’area affascinante e un prezioso percorso per gli amanti del tracking, sicuramente uno dei tratti più interessanti del parco nazionale dei Monti Sibillini, da valorizzare in tutto il suo potenziale. Come disse proprio padre Pietro – ha sottolineato Urbinati – in questo posto parlano le pietre. Pietro l’eremita è stato uno dei personaggi più straordinari che la regione Marche abbia mai avuto.

padre pietro lavini

Padre Pietro Lavini conosciuto come l’eremita

Ci ha lasciato una grande eredità, che è quella della valorizzazione dei luoghi unici e ricchi di potenziale come questo. Il nostro compito, come istituzione, è proprio quello di farli conoscere e riscoprire, perché possano portare benefici a tutto il territorio. Stiamo scommettendo molto sulla valorizzazione delle aree interne – ha concluso Urbinati – e dei piccoli comuni, perché sono luoghi dallo straordinario valore aggiunto e fonte di risorse e opportunità occupazionali, soprattutto per i giovani”.

 


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