La casa diventa rifugio di clandestini,
due condanne per danneggiamento
CIVITANOVA - Una abitazione di contrada Castelletta era diventata meta di persone che vivevano in Italia irregolarmente e che avrebbero fatto diversi danni rompendo porte e mobili
Clandestini avevano trovato rifugio in una grande casa disabitata nelle campagne di Civitanova dove erano stati fatti parecchi danni, secondo l’accusa in un processo che si è chiuso oggi al tribunale di Macerata con la condanna a 3 mesi e 10 giorni di due tunisini. La vicenda risale al marzo del 2011. La proprietaria di una grande casa che si trova in contrada Castelletta si era accorta che qualcuno era entrato nell’abitazione dopo aver scoperto che il lucchetto del cancello era stato rotto. La donna aveva chiamato i carabinieri. I militari entrando nell’abitazione avevano trovato un grande disordine, materassi buttati per terra nel salotto usati come giacigli, mobili e suppellettili rotte e avevano anche trovato diverse persone che vedendoli erano fuggite. Ma due di queste erano state fermate: si tratta dei tunisini Abdessalam Kefi, 28 anni, e di Alì Ombaya, 27, entrambi clandestini, difesi dall’avvocato Michele Moretti. I due magrebini sono finiti sotto accusa per danneggiamento e invasione di edificio. Oggi il pm Rocco Dragonetti ha chiesto la condanna per entrambi. Da quanto emerso nel corso del processo la casa si era trasformata in un rifugio per i clandestini.
(Gian. Gin.)