Cecchetti: “Allarmismo ingiustificato sull’antenna”
CIVITANOVA - L'assessore all'ambiente risponde alle accuse del tribunale della Salute: "Prima si chiedono le analisi dell'Arpam, poi si dice che sono al nostro servizio. Allora non bastano nemmeno i riscontri scientifici"
L’assessore all’ambiente risponde al tribunale della Salute sull’antenna Vodafone vicino alla scuola di Santa Maria Apparente, a Civitanova. «E’ paradossale» sbotta Cristiana Cecchetti. A criticarla era stata la responsabile dell’associazione Giovannella Maggini Mazzarella, che aveva accusato anche l’Arpam di essere al servizio dell’amministrazione (leggi l’articolo). «Premesso che sarà l’agenzia interessata da tali dichiarazioni a valutare se siano ravvisabili gli estremi per una diffamazione – dice l’assessore – Considero la situazione paradossale. Se non si fornisce immediata comunicazione sui riscontri degli organi competenti, si viene tacciati di inefficienza e mancata tutela del cittadino. Al contempo se si richiedono puntuali monitoraggi, che confermano ciò che l’amministrazione comunale ha sempre sostenuto, e cioè che non esiste alcuna situazione di pericolo, allora gli organi coinvolti servono solo a giustificare le scelte politico-amministrative». L’assessore fa anche presente che non esistono altri strumenti oltre all’Arpam per effettuare le necessarie valutazioni di criticità ambientale. «Se nemmeno i riscontri scientifici forniti da un ente accreditato hanno più valore, allora non resta che abbandonarsi all’allarmismo più sfrenato ed ingiustificato, dire no sempre e comunque. Per quanto concerne il piano antenne, ho ribadito più volte che dalla scorsa primavera stiamo cercando di reperire i fondi per dotare la città di un piano adeguato visto che prossimamente molte saranno le richieste degli enti gestori per ulteriori installazioni. Stiamo individuando le risorse necessarie per procedere con l’attuazione di questa progettualità e posso rassicurare tutti sul fatto che presto il piano verrà elaborato ed approvato».

Me coiomberi, a dèè essa che sbotta. Ma su mpò!
SULLA DIFFAMAZIONE
Intanto suggerirei agli Amministratori ed all’Arpam di abbandonare immediatamente l’ipotesi di una diffamazione. I cittadini non sono esperti in ogni singola materia, come del resto io, e non è possibile che ogni volta volta che uno parla e magari sbaglia un termine o alza i toni viene minacciato di diffamazione. Del resto in molti casi di cronaca nazionale es(ILVA, ANAS , MOSE ecc…….) gli organi di controllo si sono dimostrati corrotti con tanto di sentenze. E’ normale che se ogni giorno assistiamo ad episodi di corruzione ininterrottamente dal 1992 ad oggi, la popolazione ha una certa percezione (non buona) degli enti di controllo pubblici. Chiaramente mi sto riferendo alla percezione del cittadino Italiano e non alla nostra ARPAM che sicuramente ha fatto e sta facendo bene il suo dovere, fino a prova contraria.
SU QUESTA ANTENNA
Partendo dal fatto che la nostra Arpam ha fatto bene e sta facendo bene fino a prova contraria, ad oggi il fatto concreto è che le analisi sono corrette e le emissioni regolari. Chi pensa, ed è libero di farlo, che le emissioni siano maggiori, ha solo un modo per dimostrarlo. Prendere un perito di parte, pagarlo, e ripetere le analisi o rilevamenti. Il resto sono chiacchiere.
I CITTADINI ITALIANI E CIVITANOVESI
Il sindaco Corvatta, il quale spero vada a casa il più presto possibile, secondo me governa malissimo e non rispetta il suo programma elettorale. Premesso questo, non credo che si possa appioppargli di tutto e di più. Non mi risulta che abbia la possibilità di vietare l’istallazione di antenne sul territorio comunale. Se a qualcuno questo risulta e mi spiega la legge lo ringrazio. A me risulta che Civitanova Marche, ha un piano antenne del 2005, che è stato anche bocciato, quindi vale ZERO. In assenza di questo le compagnie Telefoniche possono fare come vogliono.
Del resto non si può pretendere di avere un cellulare a testa, lamentarsi quando non prende, e contemporaneamente non avere antenne che trasmettono (o meglio ripetono) il segnale.
Del resto al Sindaco Corvatta ho sentito dire una frase molto impopolare in una assemblea pubblica, ma è l’unica che gli sottoscrivo: come mai alle assemblee pubbliche non c’è mai nessuno e sono piene solo quelle in cui gli si toccano interessi privati o vicino casa?
Io ho la stessa identica esperienza. Alle assemblee pubbliche del MoVimento 5 Stelle, vengono alcuni cittadini. Ma sempre pochi rispetto al numero di abitanti. Alcuni vengono costantemente, altri occasionalmente, altri una volta e poi non vengono più. Per circa tre anni ho ripetuto questa frase:”Noi attivi siamo pochi. Ci sarebbe da controllare il piano antenne. C’è qualcuno che vuole farlo?”. La risposta a questa mia domanda reiterata è stata sempre il silenzio. Dopo circa sei mesi che avevo smesso di chiederlo è spuntata l’Antenna in questione, e miracolosamente un mucchio di gente che si interessa al piano antenne e del problema antenne. Chiaramente quelli toccati dall’opera. Il resto se ne strafrega, fino a che la prossima antenna andrà vicino casa loro o vicino la scuola dei loro figli.
CONCLUSIONE
Io non sto facendo un rimprovero a nessuno, fino a qualche anno fa me ne ero sempre infischiato della vita pubblica, quindi sono come tutti gli altri e non sono certo 4 anni di attivismo che fanno la differenza, il concetto è che se non cambiamo noi, tutti, non riusciamo a cambiare le cose.
Discutere sulla vicenda dell’Antenna non molto lontano dalla Scuola Elementare di Santa Maria Apparente su di un terreno che il Comune ha affittato alla Vodafone da il senso del divario di attenzione ambientale che regna a Palazzo Sforza rispetto al principio di precausione.
Questa antenna viene ad aggiungersi ad un’altra installata da qualche anno mentre in quella zona è interessata dal passaggio di un elettrodotto Enel. Solo questo sarebbe stato sufficiente affinche Sindaco e Giunta evitassero di affittare alla Vodafone quell’area pubblica.
Oggi l’assessora all’Ambiente promette un nuovo Piano delle Antenne precisando che ha davanti difficoltà finanziarie.Certo lo sapevamo visto che nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2015-17 il Progetto di Piano delle Antenne non è previsto.
Un Piano delle antenne può anche essere utile a patto che si chiarisca prima alcuni elementi.
Il primo è che se il Comune non può impedire immotivamente l’installazine di Antenne sul suo territorio può comunque proporre siti alternativi comunque funzionali alle esigenze dell’operatore che ne ha fatto richiesta.
Questo concetto è stato stabilito con sentenza dal Consiglio di . Stato, sez. III, 10.7.2013, n. 3690).“ il Comune, né con il Piano Antenne né con i conseguenti atti applicativi, può impedire immotivatamente ed indiscriminatamente l’installazione di impianti di telefonia mobile sul proprio territorio, senza consentire agli operatori, nel contempo, di trovare adeguate soluzioni alternative sul piano tecnico alle peculiari esigenze che essi rappresentano.Esigenze queste rispetto alle quali l’intera disciplina dettata dal Codice delle comunicazione è ispirata ad un evidente favorlegislativo.”
Questo certifica che per quanto riguarda l’Antenna Vodafone di Santa Maria Apparente il Comune poteva invece di cedere un’area pubblica aprire una trattativa con la Vodafone per cercare una soluzione alternativa.
Il Piano delle Antenne:
Un Piano delle Antenne può, nei limiti della legislazione nazionale ma se costruito bene sia giuridicamente che tecnicamente, nel rispetto dei principi/limiti della legislazione in materia, essere un ottimo strumento in mano alle Amministrazioni Comunali per tutelare la salute dei cittadini. In questo aspetto importante è stata la sentenza del TAR Campania sezione I^ n. 1658, del 22 luglio 2013.
Ma un Piano delle Antenne non da l’esatta valutazione ambientale se prima non si “caratterizza” la presenza totale delle emissione elettromagnetiche che gravitano sul territorio in generale e in aree a maggiore esposizione antropica e la presenza di siti sensibili.
E’ vero che non si può pretendere di gettare alle Ortiche i telefoni cellulari ma si può benissimo oltre che farne un uso corretto a livello individuale pretendere che non solo la legislazione nazionale venga cambianta e orientata al principio di cautela ma che i Comuni facciano il possibile per proteggere la salute dei cittadini.
Le posizioni pilatesche non aiutano perchè se c’è una pessima legislazione e ritardi nella predisposizione di Piani per le Antenne la responsabilità sono dei governi centrali e le scarse attenzioni dei governi locali e della politica.
Un Piano delle Antenne dovrebbe anche porsi obbiettivi più generali e di merito quali:
A. Fornire all’Amministrazione comunale lo strumento operativo capace di acquisire tutte le informazioni oggettive sull’inquinamento elettromagnetico del territorio in termini di tipologia di campo elettromagnetico presente in ogni singola area (tipologia di impianto, frequenza di trasmissione, potenza emessa, direzioni di emissione e rappresentazione grafica dei livelli di campo emessi) ed indicazione delle aree a diverso grado di rischio, sia mediante simulazioni previsionali che misurazioni sul campo;
B. Dotarla di una metodologia per la valutazione delle scelte anche nell’ambito di processi partecipativi negoziali che coinvolgano i soggetti gestori degli impianti e soggetti rappresentanti di interessi diffusi (associazioni di cittadini o ambientaliste);
C. Fornire criteri validi per la determinazione delle aree sensibili, ed in funzione di queste formulare le linee guida per la stesura di regolamenti locali in adozione dei criteri di cautela ed obiettivi di qualità;
Queste valutazioni sono ormai basi consolidate che amministrazioni Comunali attente alla salute dei cittadini si muovono, all’interno di una pessima legislazione nazionale, applicando il “principi di Cautela” cosa questa tutta ancora da sperimentare e attuare a Civitanova Marche.
Non è certo l’indifferenza dei cittadini che genera mostri ma quando la pervicace volontà o di sentirsi degli Ottimati politici per cui la partecipazione popolare è considerata o non necessaria o quando c’è questa viene bollata come corporativa o mossa da interessi corporativipersonalistici.
Nel merito della polemica sollevata dal Tribunale della Salute io posso solo dire che la pluridecennale militanza disinteressata della Signora Mazzarella in difesa della salute,l’impegno contro l’inquinamento elettromagnetico a partire da battaglie comuni contro il Radar Nato di Potenza Picena sono un esempio per quanti militano in difesa dell’ambiente.
Quanti Smartphone avete in tasca???????????Quante auto a idrocarburi avete?????????????????
A casa siete allacciati alla rete elettrica nazionale??????????IO NO…………De che parlete???????????